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Publié le 16/03/2010 à 16:09
Par amontanari
Guastatori di Internet, ne parla Fabio Chiusi su "L'Espresso" Sono quelli che scrivono insultando nei forum o riempiono i blog di commenti sopra le righe. Si chiamano "troll". In un articolo sull'ultimo numero dell'"Espresso", Fabio Chiusi li presenta.
Il nome deriva da un tipo di pesca mirato, quindi il troll è colui che sul web si prende cura di colpire un determinato soggetto e non un altro.
Significativo un sommario che illumina la pagina del settimanale romano: "Ogni loro azione viene sfruttata da quelli che vogliono soffocare la libertà on line".
Tutto questo, per dire che ogni blogger deve curarsi di loro e non guardare e passare. Almeno per quanto mi riguarda. [16.03.2010, anno V, post n. 83 (1174), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]
Publié le 16/03/2010 à 16:00
Par amontanari
Il ministro Bondi accusa la sinistra di offendere il premier, e lui offende De Magistris
Un amico straniero ha visto ieri sera la trasmissione di Lilli Gruber con un ministro dell'amore, quel Bondi serafico che predica amore ed offende gli avversari politici, come è successo appunto ieri sera nei riguardi di De Magistris. L'amico straniero mi ha detto: considera come sia pacifico quel De Magistris che appartiene alla schiera dei politici di governo, e come sia invece infuocato di odio il comunista Bondi.
L'amico straniero ovviamente ha fatto un po' di confusione. Quel Bondi che dava del tre, quattro volte ignorante a De Magistris, non è un comunista, gli ho detto, ma lo è stato in passato. Non è uno del partito dell'odio bolscevico di cui parla il cavaliere, ma è un pezzo da novanta del partitone dell'amore berlusconiano.
All'amico straniero poi ho letto quello che scrive oggi "Il bolognino", la rubrica di satira nelle pagine bolognesi di "Repubblica". Vi si riportano le parole di Sandro Bondi sulla situazione al Comune di Bologna: "Il commissario assicura un'amministrazione migliore migliore di quella di un sindaco democraticamente eletto dalla sinistra". Prosegue "Il Bolognino": "Così parlò Sandro Bondi, democraticamente eletto sindaco (Pci) nel 1989 a Fivizzano (Massa Carrara)".
L'amico straniero ha commentato: Berlusconi ha sempre ragione, i comunisti come Bondi non cambiano mai, restano bolscevichi nell'anima. E' faticoso spiegare a chi non abita in Italia, che il problema della nostra politica è sempre stato doppio: "Si è sempre quello che si nasce e si diventa quello che si è stati".
Non so cosa voglia dire, ma è una bella formula politica, che in quanto tale non abbisogna di una spiegazione logica, al pari della linea a zig-zag di Pierferdy Casini, "Oggi qui, domani là", come Patty Pravo in quella vecchia canzone. Diamo la colpa agli "avversi numi", e chiudiamola qui.
I titoli riportati in immagine sono presi dal sito del "Corsera" di oggi.
[16.03.2010, anno V, post n. 82 (1173), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]
Publié le 16/03/2010 à 14:10
Par amontanari
Spaventa in Italia la prospettiva dell’astensionismo come è accaduto in Francia Mezzo secolo fa mio padre mi diceva che in Italia si ripete sempre quello che è già avvenuto in Francia. Non so se la “profezia” possa valere anche per le nostre prossime regionali, partendo dalle regionali transalpine dove è stato registrato un tasso di astensionismo del 53,65%, a danno del presidente Sarkozy. Il cui partito ha preso il 27% contro il 29,5 dei socialisti.
L’astensionismo italiano potrebbe essere di duplice origine e con doppio fine. Da una parte punire chi governa a Roma, dall’altra chi governa “l’opposizione”. Nella cui casa non tutto va bene, come testimonia il caso del Comune di Bologna, che più rumoroso di così non poteva essere, nonostante i silenziatori apposti non ad eventuali responsabilità penali (che non ci interessano in questa sede), ma in relazione al problema politico in sé. La crisi morale ed economica della città delle due torri, l’antica capitale della via italiana al socialismo, è qualcosa di più di un fatto sgradevole da mandar giù con un digestivo od un antiacido.
E’ il il simbolo di un cambiamento che sta avvenendo anche tra i puri e duri, un cedere agli ammiccamenti, che in periferia sono il punto di partenza dei compromessi registrati in silenzio. In un silenzio molto omertoso. Che piace non soltanto alla sinistra, ma pure alla destra, se è vero che nella mia zona il candidato della destra che urla più di tutti per dire certe cose sacrosante, è stato abbandonato con l’invito agli elettori di non mandarlo a Bologna in consiglio regionale. Invito espresso da chi nel partito che governa a Roma ha la maggiore responsabilità politica in sede locale. Il "Corriere di Rimini" di oggi riporta nel titolo un virgoletto attribuito a Sergio Pizzolante: "Se vince Renzi muore il Pdl". Gioenzo Renzi è il "parlante" della destra riminese. Pizzolante è deputato di questa XVI legislatura.
Le parole riportate nel titolo confermano una mia vecchia opinione. Renzi è uno che non digerisce certe cose e lo dice chiaramente. Adesso, alla resa dei conti, lo mettono ufficialmente all'angolo.
Spaventa dunque in Italia la prospettiva dell’astensionismo come è accaduto in Francia. Ma c'è anche chi ne teorizza il significato simbolico e politico.
[16.03.2010, anno V, post n. 81 (1172), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]
Publié le 15/03/2010 à 16:10
Par amontanari
Anteprima. Tam-Tama di domenica 21 marzo, "il Ponte" di Rimini Nei libri per bambini non ci sono più i mostri. C'è di peggio. "Un'onda di incubi che cresce, monta, s'increspa, e mai s'acquieta". Sono volumi senza luce o speranza. Non c'è più il lieto fine, ma "neppure una fine, un epilogo risolutore che perimetri il malessere e lo esaurisca". Lo scrive Simonetta Fiori sotto il titolo "Ma sono libri per bambini?" in un pezzo di "Repubblica", sabato 13 marzo.
I mostri inventati dei libri per bambini, sono spesso accanto a noi per strada. La cronaca nera racconta il mondo meglio di tanti trattati. C'è di peggio. Oltre ai mostri veri, ci sono quelli partoriti dalla fantasia popolare attorno a chi ha veramente bisogno di aiuto. Stesso giorno, stesso quotidiano. Jenner Meletti, un bravo cronista che conosce bene le nostre terre, racconta l'esperimento segreto avvenuto per due anni a Sadurano di Castrocaro. Il manicomio criminale, poi ospedale psichiatrico giudiziario, è stato trasformato in una comunità aperta. Si chiama Casa Zacchera. Sta vicino ad una comunità retta da un sacerdote, don Dario Ciani. Aiutato da persone brave e capaci, don Ciani ha sempre raccolto deboli e disperati, scrive Meletti: tossici, alcolisti, ex ospiti di manicomi.
A Sadurano gli ospiti della comunità, che gestiscono pure un ristorante biologico, in due anni sono stati 27. Undici non ce l'hanno fatta a cambiare regime. I sedici rimasti non hanno creato problemi, nessuno ha tentato la fuga. Ecco un lieto fine provvisorio, come è tutto in questa vita, ma certamente nuovo rispetto al passato. Viene in mente il successo di pubblico per lo sceneggiato televisivo su Basaglia. Il Paese reale non è così rimbambito come si cerca di accreditarlo, vietandogli di discutere di politica, o cercando la salvezza nella litigiosità giudiziaria.
Non soltanto i bambini hanno diritto al lieto fine nelle favole o nei libri. Anzitutto ne hanno diritto nella vita. Quel bambino immigrato che sarà separato dai genitori clandestini, grazie ad una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione, si vede negato in nome della Giustizia un diritto elementare che viene prima dell'amministrazione della stessa Giustizia. Quello di poter essere assistito da madre e padre, alla ricerca di un destino migliore. Non soltanto i bambini hanno diritto al lieto fine nella vita. Anche gli adulti con cui essi vivono. Altrimenti al di sopra di qualsiasi Corte c'è il principio morale latino: massimo rispetto della legge, massima offesa. [Tama 987, il Ponte Rimini 21 marzo 2010] [15.03.2010, anno V, post n. 80 (1171), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]
Publié le 14/03/2010 à 18:23
Par amontanari
Due scontri di Ciampi con Berlusconi  Senza alcuno strillo in prima pagina, "Repubblica" racconta oggi nell'editoriale di Eugenio Scalfari la fissazione berlusconiana di comandare in Italia "al di sopra" della Costituzione vigente.
Sono particolari inediti di due scontri avvenuti tra l'attuale capo del governo ed il precedente capo dello Stato, Carlo Azeglio Ciampi.
Le occasioni. Prima, la nomina dei tre giudici della Corte Costituzionale di competenza dello stesso presidente della Repubblica. Berlusconi non vuole quelle persone, rifiuta la controfirma che è un atto dovuto in forma notarile, come gli spiega Ciampi. Berlusconi si alza e rifiuta "con tono infuriato". Ciampi gli spiega: se non firmerà, dovrà sollevare conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale. Berlusconi se ne va. In serata i tre atti di nomina recapitati a Palazzo Chigi, tornano controfirmati al Quirinale.
Seconda occasione. Legge Gasparri sulla tv. Questa volta è Ciampi che non firma. E spiega che rinvierà quel testo alle Camere con un messaggio. Berlusconi reagisce strepitando: così danneggi Mediaset, ovvero una cosa mia. Il resto leggetevelo nelle parole di Scalfari, essendo vietata la riproduzione di lunghi brani dei testi apparsi a stampa.
[14.03.2010, anno V, post n. 79 (1170), © by Antonio Montanari 2010. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA[/COPYRIGHT]
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