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Publié le 07/11/2009 à 18:43
Par amontanari

Gli aggiornamenti recenti si leggono in
News/monitor
Grazie. Antonio Montanari
Publié le 07/11/2009 à 14:05
Par amontanari
Grandi manovre vaticane per il dopo-Berlusconi, il Grande-Centro affidato a Casini, nonostante l'articolo di Letta sull'Osservatore



L'Osservatore Romano di oggi 7 novembre fa presentare un volume-documentario sui viaggi del papa in Italia dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta.

Gianni Letta, non potendo ambire alla nomina cardinalizia o alla cattedra di Pietro, è stato proposto da Berlusconi come suo candidato ideale per il Quirinale. Ultima conferma, nel libro di Bruno Vespa: dove Letta è definito dal capo del governo come "il migliore in assoluto" tra tutti i candidati possibili.

Ma la Chiesa che ricorre a Letta sull'Osservatore per una recensione, è la stessa che in altri uffici ben più importanti e segreti non ama più tanto l'attuale capo del governo.

Ne l'Espresso uscito ieri, Marco Damilano scrive che in Vaticano il dopo-Berlusconi è già cominciato: "... tra la Curia e palazzo Grazioli non c'è più il calore di una volta".

Su questo sfondo si colloca razionalmente la scelta di Casini di correre da solo alle regionali della prossima primavera. Salvo "eccezioni". Ma ricordando che il Centro  è identificato in lui, dalle autorità ecclesiastiche d'Oltretevere.

Damilano chiude il suo pezzo accennando all'ipotesi che possa esserci "uno scioglimento traumatico del Parlamento" voluto da Berlusconi per avere elezioni anticipate. Ma tutto dipende dal Quirinale, come si sa, finché c'è questa Costituzione. Napolitano resta l'osso duro del ventre molle della politica italiana di questi anni.

[07.11.2009, anno IV, post n. 322 (1042), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 06/11/2009 à 15:56
Par amontanari
Come eravamo noi, al "tempo del muro". Dalla guerra di Corea alla crisi di Cuba ed all'uccisione di JFK


Muro_berlino


Per i 20 anni dalla caduta del muro di Berlino (9 novembre 1989), possiamo leggere interessanti documentazioni e analisi.

Bisognerebbe aggiungere a riflessioni così efficaci sul quadro europeo ed internazionale, anche alcune righe che, senza pretendere troppo, tentassero di raccontare "come eravamo" noi, al "tempo del muro".

Tempo che non era allegro. Ovvero il dopoguerra, le tensioni mondiali che avevano ancora nome di guerra. La guerra di Corea. Poi ci fu la guerra fredda. L'equilibro del terrore atomico. La crisi di Cuba, 15 ottobre 1962. E quando fu ucciso Kennedy, da noi era sera, il 22 novembre 1963, sembrò che il mondo intero crollasse sotto il peso catastrofico di una disfida militare globale.

Quella sera del 22 novembre 1963 il Tg della Rai interruppe le trasmissioni in segno di lutto, e  come sottofondo al monoscopio partì un valzer viennese.

Quel "silenzio" è quasi un simbolo della vita del tempo. Pompa magna dell'ufficialità, nessuna informazione ai cittadini. Appunto un muro fra noi ed il Potere.

Oggi ci sono altri muri nel mondo, molti altri ne vorrebbero costruire anche da noi.
Per tutti vale quanto ha scritto il 5 novembre scorso, su "Repubblica", Joaquìn Navarro-Valls ricordando l'incontro fra Gorbaciov e papa Giovanni Paolo II "meno di un mese dopo il crollo del muro": "Entrambi sapevano che la libertà è un rischio al quale non si può rinunciare mai".

Questo è l'unico rischio che dobbiamo, vogliamo correre.

[06.11.2009, anno IV, post n. 321 (1041), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 04/11/2009 à 13:20
Par amontanari
Lettera aperta al Ministro degli Interni. Uffici periferici ignorano anche la circolare del 15 settembre scorso



Signor Ministro dell'Interno, ci sono uffici periferici del suo dicastero che ignorano certe normative vigenti.

Caso concreto. Chi assume una badante straniera deve entro 48 ore denunciarne la presenza nella propria abitazione, in base all'art. 7 del D.lgs. 25 luglio 1998 n. 286 (che riproduco in calce) con una "Dichiarazione di ospitalità".

Orbene, in taluni uffici periferici si pretende invece la "Comunicazione di cessione del fabbricato" (di cui all'art. 12 DL 59/1978, convertito in legge 191/1978).

Tra la "Dichiarazione di ospitalità" e la "Comunicazione di cessione del fabbricato" passa una differenza che lei comprende, e che è grande come la catena delle Dolomiti.

Le segnalo tutto questo affinché lei possa provvedere a che i suo uffici conoscano ed applichino le leggi in vigore. Perché, nella fattispecie, una "Comunicazione di cessione del fabbricato" potrebbe ledere interessi legittimi del datore di lavoro. Il quale invece deve dichiarare soltanto che in casa sua ospita con regolare contratto un lavoratore occupato come badante.

La "Dichiarazione di ospitalità ex art. 7, D.Lgs. 286/98 e successive modifiche" è citata nella circolare del Ministero dell'Interno, 15.9.2009 n. 5714 ai Signori Questori. Circolare ovviamente archiviata, in quei certi uffici, e non comunicata al personale che opera agli sportelli.

Nella circolare si legge: <>.

Ecco l'art. 7 D.lgs. 25 luglio 1998 n. 286: "Chiunque, a qualsiasi titolo, dà alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, ovvero cede allo stesso la proprietà  o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio dello Stato, è tenuto a darne comunicazione scritta, entro 48 ore, all'Autorità locale di pubblica sicurezza.
La comunicazione comprende, oltre alle generalità del denunciante, quelle dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, l'esatta ubicazione dell'immobile ceduto o in cui la persona è alloggiata, ospitata o presta servizio ed il titolo per il quale la comunicazione è dovuta".

[04.11.2009, anno IV, post n. 320 (1040), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 02/11/2009 à 15:46
Par amontanari
Non solo Br, ma pure Gelli e P2, con "ricatto e disinformazione", ovvero un metodo ed una logica politica molto attuali

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Domani esce in libreria il volume che Benedetta Tobagi ha voluto dedicare al padre Walter,  ucciso dalle Br il 28 maggio 1980.

Il "CorSera" di stamani ne offre un capitolo in anteprima. C'è un passo che dal 1980 riporta ai nostri giorni: "...intorno alla loggia P2 sembra vigere da sempre la consegna di minimizzare e riportare tut­to al silenzio, al più presto".

Segue una testimonianza del giudice istruttore Giuliano Turo­ne: "C’è un metodo. La logica che guida Gelli nella costruzione del suo archivio è quella del ricatto e della disinformazione".

2009tobagi_corsera


Turone si riferisce a questo episodio descritto da Benedetta Tobagi:  nel marzo 1981, "... tra i pochi e selezionati documenti che il maestro venerabile aveva impacchettato per portarseli via" (e ritrovati "dentro alla vali­gia sequestrata nella ditta Giole di Licio Gelli, a Ca­stiglion Fibocchi, vicino ad Arezzo"), c'è anche il volantino di rivendicazione dei terroristi che hanno ucciso suo padre.

"Stava in una bu­sta sigillata con la dicitura, molto generica, <Rizzo­li - lettera Brigate Rosse>, insieme ad altre cartelle selezionate di documenti riservatissimi, riguardan­ti tra le altre cose i piani di ricapitalizzazione e rias­setto proprietario del gruppo Rizzoli - Corriere del­la Sera, elaborati nei primi mesi del 1980 da Bruno Tassan Din con Licio Gelli e l’avvocato Umberto Or­tolani".

Ricatto e disinformazione sono due vocaboli ancora di stretta attualità.

La foto di Benedetta Tobagi è © CorSera.

[02.11.2009, anno IV, post n. 319 (1039), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA