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Publié le 24/11/2009 à 16:41
Par amontanari
Democrazia in pericolo, tempo triste, imbarbarimento della politica. L'invito a resistere a tutto ciò Carlo Azeglio Ciampi ha rilasciato ieri a "Repubblica" una durissima intervista contro il governo Berlusconi. Non è la prima volta che il presidente emerito della Repubblica va giù pesante con il cavaliere. Nello scorso febbraio, sempre su "Repubblica", si erano lette queste sue parole: il presidente della Repubblica "non può essere ridotto a un passacarte del governo".
Nell'aprile del 2008, Ciampi aveva smentito (ancora una volta) la leggenda metropolitana diffusa dalla destra di Berlusconi (e Calderoli) che lo vuole responsabile politico (assieme a Napolitano) del "porcellum" (o "porcata"), cioè del premio di maggioranza al Senato nella legge elettorale in vigore. Berlusconi allora corresse il tiro: "Quanto al fatto che ci sia stato un rapporto dialettico tra me e il presidente Ciampi lo sanno tutti. Abbiamo avuto molte occasioni di divergenze poi superate nel rispetto reciproco".
Ieri Ciampi ha dichiarato: "Viviamo un tempo triste. Negli anni finali della mia vita, non immaginavo davvero di dover assistere ad un simile imbarbarimento dell'azione politica, ad una aggressione così brutale e sistematica delle istituzioni e dei valori nei quali ho creduto...".
Tra analisi politica del presente e ricordo del triste passato da cui l'Italia uscì dolorosamente conquistando la democrazia, Ciampi ha richiamato "il vecchio motto dei fratelli Rosselli: non mollare. Loro pagarono con la vita la fedeltà a questo principio. Qui ed ora, in Italia, non c'è in gioco la vita delle persone. Ma ci sono i valori per i quali abbiamo combattuto e nei quali abbiamo creduto. In ballo c'è la buona democrazia: credetemi, è abbastanza per non mollare".
E poi: "Credo che per chi ha a cuore le istituzioni, oggi, l'unica regola da rispettare sia quella del "quantum potes": fai ciò che puoi. Detto altrimenti: resisti".
[24.11.2009, anno IV, post n. 339 (1059), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 23/11/2009 à 17:01
Par amontanari
Giustizia. Annuncia Berlusconi che parlerà agli italiani per spiegare. Grazie, presidente, abbiamo già capito tutto. Rischiamo che ulteriori spiegazioni assumano il colore della beffa. [23.11.2009, anno IV, post n. 338 (1058), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 22/11/2009 à 16:54
Par amontanari
Berlusconi: "Siamo gente che lavora, mica politici". Bertone: "Gravi problemi socio-politici sul tappeto" Astenersi perditempo, ammonivano gli annunzi matrimoniali di illibate fanciulle mezzo secolo fa, nella "piccola pubblicità" dei quotidiani. Adesso i perditempo sono stati nobilitati dal vuoto televisivo. Diventano eroi del nulla mentale: basta documentarsi almeno attraverso Blob.
Perditempo sono anche i politici, nella vulgata berlusconiana. Da Gedda in Arabia Saudita, ieri il cavaliere ha espresso questo pensiero: "Qualche volta manchiamo al voto ma solo perché non siamo professionisti della politica e funzionari di partito come quelli della sinistra. Siamo gente che lavora".
Per conseguenza sillogistica, "la gente che non lavora" fa soltanto la politica, e chi "non lavora" è un perditempo, onde per cui la politica stessa è un perditempo. Che costringe a sacrificarsi quelli che pur lavorando vogliono fare anche la politica. Un vero e proprio dramma esistenziale, di fronte al quale quello di chi è disoccupato causa crisi, è una storiella da far ridere a crepapelle il cavaliere.
Poi quasi a correggersi, Berlusconi ha commentato (non si sa con quanto entusiasmo): "... ma questa è la democrazia ed è giusto che sia così". Anche se, come aveva premesso, "stare in Parlamento è davvero molto pesante". Peggio che in una catena di montaggio, ci permettiamo di aggiungere a sua consolazione ad a nostra constatazione di quanto i politici di questo governo siano lontani dal mondo reale dei problemi della gente.
Non lo diciamo noi. Oggi il cardinal Bertone ha parlato di "gravi problemi socio-politici sul tappeto". Primo fra tutti, la crisi, la povertà, che richiedono da tutti "un impeto di solidarietà, di intelligenza creativa". [22.11.2009, anno IV, post n. 337 (1057), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 21/11/2009 à 17:26
Par amontanari
Misteri italiani. Grandi firme pessimiste sulla nostra vita politica. Da Sorgi a Lucarelli Spaventa, quest'Italia del 2009. Sgomentano i commenti di penne illustri sui giornali di oggi.
Marcello Sorgi ("Stampa") sostiene che la "politica italiana è immobile", che i politici contemporanei "sono troppo impegnati a dimostrare che non c’entrano nulla con la politica": "Cosa facciano tutto il giorno - a parte ricoprirsi di insulti in diretta tv - non si capisce".
L'editoriale di Carlo Lucarelli su "l'Unità" definisce "speciali" i misteri italiani. Perché da noi c'è "qualche potere forte, che per motivi suoi non vuole la verità".
Giancarlo De Cataldo, su "Repubblica" conclude analogamente: "... i misteri italiani continuano a ossessionarci con le loro domande irrisolte". Il riferimento è al caso di Emanuela Orlandi, giugno 1983.
Goffredo Buccini sul "Corriere della Sera" richiama il caso Montesi, 1953, ed un pezzo su Antonio Ghirelli scritto da Aldo Cazzullo il 17 marzo 2007 sullo stesso quotidiano, ed intitolato: "E il caso Montesi fece nascere il centrosinistra".
Fanfani passava alla sinistra comunista informazioni riservate. Che finivano immediatamente su "Paese Sera". Raccontava Ghirelli: "Montammo una campagna durissima contro il povero Attilio Piccioni sullo scandalo Montesi, in cui il figlio non c' entrava nulla; ma noi ricevevamo informazioni riservate dal ministro degli Interni, che era poi il rivale di Piccioni nella successione a De Gasperi, Amintore Fanfani, di cui condividevamo il disegno del centrosinistra".
Tra quanti decenni i nostri posteri sapranno la verità su quanto sta accadendo con questi "misteri italiani"? C'è chi trama e c'è chi trema.
Lucarelli propone tre regole: 1. Indagare subito e su tutti i fronti. 2. Una "corretta controinformazione". 3. "L'interesse forte e costante, il controllo dell'opinione pubblica".
Il caso di Fanfani contro Piccioni e con le notizie passate ai comunisti di "Paese Sera", fa parte di quella politica sporca che è "disinformazione" istituzionale.
Il bello di oggi è che grazie alle tivù gestite dal potere e da chi lo detiene, la "disinformazione" istituzionale non ha bisogno di soffiate. Nasce spontanea ma non gratuita. [21.11.2009, anno IV, post n. 336 (1056), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 20/11/2009 à 16:31
Par amontanari
D'Alema ha pagato le colpe di un Pd né carne né pesce Il fascinoso e bicamerale Baffino italico è stato accantonato. Ha vinto la bruttina stagionata ma baronessa Catherine Ashton.
Bocciata, la proposta nostrana, per colpa di chi? Non sembra avere responsabilità il governo. C'entrano i discorsi politici della sinistra socialista europea che non ha visto di buon occhio il rappresentante di un partito come il Pd che rischia di apparire né carne né pesce nel contesto internazionale.
Un Pd che considera un termine osceno la parola socialdemocrazia, ha ricevuto un bello schiaffo che dovrebbe farlo meditare.
[20.11.2009, anno IV, post n. 335 (1055), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
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