1 connecté
69829 visiteurs
|
<
|
Nov. 2009 |
|
| L |
M |
M |
J |
V |
S |
D |
| | | | | | | 1 | | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | | 30 | | | | | | |
|
Publié le 28/09/2009 à 17:12
Par amontanari
Discoteche, alcol un'ora in più. Con quale logica? Anticipazione del "CorSera" di oggi: "L'alcol nelle discoteche, si potrà bere un'ora in più". Lo stop alle vendite sarà portato dalle 2 alle 3 di notte. "Il nuovo compromesso" potrà diventar legge entro breve tempo, spiega Lorenzo Salvia.
Il provvedimento appare così irrazionale che non aggiungiamo nessun commento. Ci permettiamo soltanto una domanda, partendo dai dati forniti dal quotidiano di via Solferino.
Si potrà bere di più forse perché gli incidenti ed i relativi decessi sono in calo? "Soltanto" 942 morti sulle strade dall'inizio dell'anno (meno 220) nei fine settimana. Fra cui 345 giovani sotto i 30 anni (meno 92) nei 35.134 incidenti (meno 10,6%) sempre e soltanto di fine settimana.
Fonte foto: media.panorama.it. [28.09.2009, anno IV, post n. 277 (997), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 27/09/2009 à 17:43
Par amontanari
"I giornali italiani si censurano in anticipo", Barbara Spinelli Va bene. Niente da dire, oggi come oggi, abbiamo "una democrazia sotto comando". Lo scrive Edmondo Berselli su "Repubblica" di stamane. Abbiamo la "mala informazione" di cui ha trattato su "La Stampa" Barbara Spinelli il 17 maggio scorso. Abbiamo giornali "prigionieri" di un modo di fare informazione basato "più sui retroscena di Palazzo che sull'analisi politica" (Piero Ostellino, "CorSera", 25 maggio 2009).
Ma c'è qualcosa d'altro. Non lo dico io. Le parole sono ancora di Barbara Spinelli, da un'intervista concessa a "l'Unità" di oggi: "La stampa di oggi è in pericolo non solo a causa di Berlusconi... [...] Spesso si ha l'impressione che i giornali italiani si censurino in anticipo, temendo chissà quali ritorsioni".
Che dire d'altro? Il potere non ama le "notizie". Mai. Il potere nell'Italia del 2009 non solo non ama le notizie, ma concentra nelle mani di uno solo qualcosa che esiste soltanto dove non c'è la democrazia. Quindi va bene che il 3 ottobre ci si appelli all'opinione pubblica per contestare e contrastare quella che Berselli chiama "la potenza di fuoco del governo e del sistema berlusconiano".
Ma il 3 ottobre tutti quelli che oggi sono all'opposizione, da quanti stanno in prima fila agli ultimi dei cortei politici locali, tutti, debbono cominciare a pensare che se li si critica per loro pubblici atti, non si commette alcun reato di lesa maestà.
E poi, chi lavora nei giornali dovrebbe smettere di chiedere favori a chi siede nei Palazzi della politica. O, rovesciando il discorso, i signori dei Palazzi della politica dovrebbero cessare di ingraziarsi i cronisti offrendo loro piaceri.
Immagine tratta da www.articolo21.info.
[27.09.2009, anno IV, post n. 276 (996), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 26/09/2009 à 17:05
Par amontanari
Parole in libertà. Scajola contro Santoro, Maroni contro i magistrati Claudio Scajola, ora ministro dello Sviluppo economico, un posto di disonore nella Storia italiana se lo è già conquistato, quando definì "rompicoglioni" il prof. Marco Biagi, ucciso dalle bierre. Qualsiasi cosa faccia in più, da sette anni è del tutto inutile. Ora rallegra colleghi e compagni di partito, promuovendo un'istruttoria contro "Annozero" e Michele Santoro. Ma non acquista gloria alla sua poltrona.
 Scajola non è solo. Altro giro, altro ministro. Roberto Maroni, dagli Interni, ha attaccato i magistrati: "La legge sulla clandestinità è chiara, la capisce anche un bambino di sei anni. Non possiamo accettare che i magistrati la interpretino in un modo o in un altro". Evidentemente Maroni non conosce i meccanismi che possono portare un magistrato a dubitare sulla costituzionalità di una legge.
Peggio di Scajola e di Maroni messi assieme, ha fatto il presidente emerito Francesco Cossiga quando, a proposito di Marco Biagi, ha detto a Claudio Sabelli Fioretti che le telefonate minatorie che riceveva se le faceva fare da conoscenti e amici. Testuale: "Biagi era un rompicoglioni. Nessuno, né la polizia né i carabinieri hanno mai creduto, sbagliando, che l' avrebbero ammazzato. Anche loro lo consideravano un rompicoglioni. E ancora di meno ci credette il questore di Bologna quando scoprì che le lettere e le telefonate anonime che dicevano che lui era in pericolo erano opera dei suoi assistenti e dei suoi amici. Per questo non gli diedero la scorta".
Dopo Giorgio La Malfa pure Marcello Pera si dichiara deluso da Berlusconi, in una lettera al "CorSera" di oggi. Parla di un "effetto di spaesamento" provato dai tanti che "si sono raffreddati, ritirati, o semplicemente messi in silenzio e in attesa". Già il 30 dicembre 2008 aveva parlato, sulla "Stampa", di un sistema politico italiano ormai non più democratico.
Conclude oggi Pera che ci avviciniamo al compimento del "ventennio berlusconiano", e che è fuori luogo ogni facile ironia: "È meglio per tutti discutere piuttosto che ironizzare, perché chi vuole ridere oggi rischia di piangere domani".
Se La Malfa è stato sempre nascosto dietro la foglia dell'Edera, glorioso simbolo di un partito decaduto con lui, Pera ha svolto ruoli ben più importanti. Dopo tre lustri soltanto si accorge che è tutto sbagliato, è tutto da rifare. Deve avere dei riflessi piuttosto lenti. Od una vista un poco offuscata.
Si è svegliato di recente (febbraio 2009) dal torpore berlusconiano anche Paolo Guzzanti, l'antico imitatore telefonico di Sandro Pertini. È partito dalla critica degli amorosi sensi fra Putin e Berlusconi, per concludere che in Italia la democrazia parlamentare sta vivendo una "condizione pre-agonica".
Tutti questi signori, mai che facciano un mea culpa. Guzzanti ha detto a "Repubblica" che per certe dichiarazioni recenti sulla "mignottocrazia" (suo neologismo), non ha paura di essere denunciato dal cavaliere (e si dichiara pronto a rivelare le sue fonti). E poi ha accennato ad uno splendido autoritratto: "Mi lascio attraversare dai cambiamenti della politica".
Per ogni apertura naturale c'è il suo rimedio specifico. Una vecchia signora si lamentò col farmacista dell'amaro che le lasciava in bocca quella medicina che le aveva dato. "Ma sono supposte...", rispose il farmacista. Ecco, Guzzanti esimio, quale terapia adotta per il suo attraversamento da parte della politica? Da quale apertura naturale principia. Perché la sapienza popolare non dice, di uno fregato da un amico, che l'ha preso in bocca. Sono sempre gli antipodi che ci rovinano.
[26.09.2009, anno IV, post n. 275 (995), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 25/09/2009 à 17:14
Par amontanari
Da Pittsburg, la ripresa non porterà occupazione Il modello italiano funziona, abbiamo meno lavoro, avremo ancora più disoccupati, ma le cose vanno bene. Parola di Silvio Berlusconi da Pittsburg, dove i Grandi discutono del futuro del mondo.
Lucia Annunziata sulla "Stampa" di oggi riporta queste parole di Obama: "Il settore finanziario preferisce la ricchezza al lavoro, pratica l’egoismo invece che il sacrifico, e l’avarizia invece della responsabilità". Lucia Annunziata spiega che la mossa di Obama è "anche una mossa propagandistica mirata al sostegno di un settore elettorale per lui decisivo: la classe operaia. Il voto operaio in America è tendenzialmente democratico, ma esposto a oscillazioni".
Se si possono paragonare le dichiarazioni del premier italiano e del presidente degli Usa, si constata che, propaganda per propaganda (come succede sempre e comunque in politica), Obama è più razionale: perché guarda alle cose, ai fatti, ai problemi.
Federico Rampini osserva oggi su "Repubblica" che l'occupazione "è il dramma del momento, e lo resterà chissà per quanto tempo ancora". La ripresa che verrà "non porterà con sé creazione di lavoro".
Gli esperti possono girare la frittata come vogliono. I leader politici pure. Resta soltanto un fatto: che la disoccupazione crea miseria e mille altri problemi.
Dire che nessuno sarà lasciato indietro, come fa Berlusconi con i suoi ministri, significa usare uno slogan che non tiene conto del costo degli aiuti a chi ha bisogno. Chi li pagherà? Gli evasori fiscali?
La crisi italiana sarà aggravata da altri fattori tutti nostri. Dalla minaccia del federalismo fiscale ai voli pindarici della Lega che ha rappresentato politicamente sino alla crisi il modello dell'esportazione delle attività industriali nei Paesi dell'Est, a basso salario e ad alto profitto.
Nel momento in cui globalizzazione e povertà dei Paesi del Terzo Mondo impongono un occhio attento ai problemi generali dei rapporti fra gli Stati, l'Italia ha dovuto registrare come grande tema quello del culto dei dialetti e dei sentimenti particolaristici, proposto sempre dalla Lega. Che, anche nei rapporti con la Chiesa, è diventata una specie di ago della bilancia negli equilibri governativi. Dove possiamo pretendere di arrivare con questa politica, con questi politici?
La foto in alto è dal sito www.infoaut.org.
[25.09.2009, anno IV, post n. 274 (994), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 24/09/2009 à 18:00
Par amontanari
Da marzo voleva andare "a sinistra". Oggi lascia il cavaliere  Dopo quindici lunghi anni, Giorgio La Malfa scopre la verità. Berlusconi non ha cambiato nulla nella vita economica italiana, per cui non vale più la pena di continuare a seguirlo.
La Malfa aveva tempo fa manifestato qualche pallido dubbio (il 29 marzo dichiarava di essere in attesa che si potesse "riportare il partito repubblicano in un alveo di sinistra"). Adesso è arrivato ad una certezza quasi teologica, che suona strana in lui uomo decisamente laico. Per quindici anni il cavaliere è stato il suo idolo, il suo traguardo, il suo sostegno spirituale. Adesso La Malfa si batte il petto platealmente, scrivendo al direttore del "CorSera": esiste "il declino italiano che dura da quindici anni", ed "occorre preparare un degno futuro per i nostri giovani".
Come? Occhio: "è necessario aprire una riflessione" per realizzare "la svolta politica". Se quindici anni sono serviti per scoprire il nulla, quanti ne occorreranno per ipotizzare l'uscita dalla crisi?
Una volta si diceva, "tempi biblici". Adesso potremmo parlare di "tempi lamalfiani". Fra il primo e secondo atto della rappresentazione, i giovani che voglio sopravvivere alla lentezza del leader repubblicano, sono pregati di uscire dalla sala, e di arrangiarsi da soli. E' la cosiddetta politica fai da te.
Post scriptum. Mentre La Malfa molla la presa berlusconiana, Brunetta recupera un vecchio suo maestro socialista. Gianni De Michelis, una volta famoso per capigliatura e balli in discoteca (nella foto da "Balnea-Museum", a Rimini al Paradiso Club). Ieri ad Aldo Cazzullo, De Michelis ha detto di essere come un padre che torna ai suoi figli. Fin qui nulla da preoccuparsi. Nostalgia canaglia, direbbe l'Italia canterina. Meno rassicurante il parallelo fra Craxi e Berlusconi. Craxi aveva a disposizione servizi segreti e carabinieri, ed avrebbe potuto chiudere il caso di "mani pulite" in due mesi.
Berlusconi invece è messo meglio: ha "un cane da guardia come Brunetta", e quindi non finirà come Craxi. Ecco, sul confronto abbiamo qualche dubbio: "un cane da guardia come Brunetta" vale davvero più dei servizi segreti e dei carabinieri?
[24.09.2009, anno IV, post n. 273 (993), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
|