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Publié le 03/02/2008 à 17:32
Par amontanari

Tremartiririmini Soltanto per un puro caso, dicono, il Pd si era dimenticato di ricordare la Resistenza nel suo manifesto fondativo.
Alfredo Reichlin che presiede la commissione incaricata di redigerlo, ha risposto alle critiche: «Sono un signore di 82 anni che a 18 faceva il gappista, organizzava le missioni notturne e partecipava alle azioni antifasciste».

Nessun dubbio sulla sua onestà. Nella mia famiglia c'è stato un gappista come Reichlin. Avevo pochi mesi quando all'inizio del 1943 il fratello di mia madre, Guido Nozzoli, fu arrestato a Bologna con due imputazioni: attività sovversiva mediante distribuzione di volantini intitolati «Non credere, non obbedire, non combattere», e possesso di libri proibiti dal regime tra cui il "Tallone di ferro" di London o "La madre di Gor’kij", peraltro venduti anche sulle bancarelle.

Mia madre ricordava la perquisizione fatta dalla polizia in casa nostra, a Rimini, nel palazzo Lettimi di via Tempio Malatestiano.
Guido Nozzoli racconterà poi: «Ero stato "venduto" da un conoscente laureato in legge che si dichiarava fervente antifascista ed era, invece, uno dei tanti informatori dell'O.V.R.A., l'insidiosissima polizia segreta "inventata" dal prefetto Bocchini. Io non ho mai denunciato il provocatore che poté concludere tranquillamente la sua carriera. Dopo la liberazione, tra i documenti recuperati all'Ufficio Politico della Questura dai partigiani forlivesi, c'era anche la ricevuta del compenso intascato dal nostro delatore; la duplice spiata gli aveva fruttato 300 lire. A peso, eravamo stati valutati a un prezzo di molto inferiore a quello della carne da brodo».

Nozzoli scrisse la storia di Arrigo Boldrini (recentemente scomparso) nel libro "Quelli di Bulow" ripubblicato dagli Editori Riuniti nel 2005.
Quel libro non è mai stato presentato dal 2005 nella città in cui Nozzoli nacque e morì, Rimini. Nemmeno da chi per compiti statutari avrebbe dovuto farlo in nome della Resistenza. (Risparmio al lettore tutti i particolari documentari.)
Forse l'argomento non interessa più nemmeno a chi ne dovrebbe parlare? (Nella foto, i Tre Martiri di Rimini impiccati dai nazi-fascisti il 16 agosto 1944. Nessuno di loro, sotto tortura, fece i nomi dei compagni, tra cui c'era anche Nozzoli.)

Credo personalmente alle parole di Reichlin sulla dimenticanza circa il ricordo della Resistenza nel manifesto fondativo del Pd. Ma certe cose che si sentono da esponenti importanti del Pd, democratici per modo di dire che hanno preso il treno in corsa o si sono trovati il posto prenotato da qualche "agenzia", non mi fanno bene sperare né sul presente né sul futuro del Pd, anche se il manifesto citerà la Resistenza. Certi vuoti di memoria sono (erano) voluti, non occasionali. Nella speranza illusoria di rimediare voti, forse.

Voglio ricordare un altro motivo per cui la memoria di Guido Nozzoli andrebbe onorata politicamente nella sua città.

Settembre 1944. Gli Alleati avanzano verso Rimini.
Da San Marino, alcuni partigiani riminesi scendono verso la loro città nel pomeriggio del 19 settembre, mentre si combatte la battaglia per la presa di Borgo Maggiore. Li comanda il sottotenente Guido Nozzoli: «Il nostro era il primo nucleo partigiano che l’Ottava armata incontrava sulla Linea gotica. Avvicinai un ufficiale per informarlo sul disfacimento delle difese tedesche a San Marino e sulla drammatica situazione dei civili rintanati nelle gallerie, ed ebbi la sensazione che non mi ascoltasse neppure. Mi ero ingannato».
Ad un ufficiale dell’Intelligence Service, «avvolto in una nube di profumo», Nozzoli ripete più minuziosamente il racconto. L’indomani mattina un sottotenente confida a Nozzoli «che il Comando aveva accertato l’esattezza» delle informazioni fornite sullo schieramento tedesco e sulla ubicazione dei campi minati, «rinunciando al bombardamento di spianamento di San Marino programmato prima» dell’arrivo di quel gruppetto di partigiani. Il Titano era salvo con i suoi centomila e passa rifugiati.

Un suo 'avversario' politico, il socialista romagnolo Stefano Servadei, ha detto che Guido Nozzoli è stato «una grande “coscienza civile”. Per lui la “verità” veniva prima della “rivoluzione”».

Personalmente non ho mai condiviso le idee politiche di mio zio, ma vado orgoglioso del salvataggio di quei centomila e passa sfollati a San Marino, tra  i quali c'ero pure io con i miei genitori, compiuto da lui, e del suo adoperarsi (dopo il passaggio del fronte) perché si evitassero a Rimini quelle vendette che invece si verificarono nel "triangolo rosso", come mi è stato testimoniato da persone informate dei fatti.

[Anno III, post n. 36 (413)]

Publié le 02/02/2008 à 18:38
Par amontanari

Pugilatrice La politica italiana sembra uno di quei nidi mentali in cui si rinchiudono i bambini quando giocano agli adulti.
Si fingono un mondo che non esiste, copiando quello dei "grandi", come le fanciulline che recitavano il rito del té, chiacchierando dei loro mariti...
C'è uno spot delizioso in questi giorni alla tivù, con quella bimba che è stata vestita come una dolce signora di mezzo secolo fa.

La politica italiana sembra imitare anche quei nidi mentali in cui le malattie rinchiudono i vecchi, incapaci di guardare avanti, di osservare attorno, tutti presi nel delirio di un crudele presente che non li affligge nemmeno più, ma angoscia e fa soffrire chi sta loro vicino.

La politica italiana sembra aver perso il senso del tempo che passa, della storia che avanza, del mondo che ci circonda.

Cito dai giornali di oggi.
Parole attribuite da Augusto Minzolini ("La Stampa") a Silvio Berlusconi: "Veltroni è un amico. Quelle cose che pensavamo di fare oggi, le faremo assieme dopo il voto".

Titolo del "Corriere della Sera": "Imprenditori e Chiesa, la Roma che tifa Rutelli" per la carica di sindaco, dopo le dimissioni previste per Veltroni.

Dalla "Repubblica": "Il problema dell'Italia è uno solo, ha i leader politici troppo vecchi".
Parola di Jacques Attali, uomo di sinistra che in Francia collabora con il governo di destra, e dichiara al quotidiano romano: tutta l'Europa deve sviluppare "l'economia della conoscenza", per tentare di arrivare dalla crescita del 2 per cento a quel 5 segnato dall'economia mondiale.
"L'economia della conoscenza", spiega Attali, comincia dalle materne e "coinvolge le università, i centri di ricerca, le piccole e medie imprese per sviluppare i prodotti, i settori di punta".

Noi, in Italia, ci balocchiamo con i leader che cambiano opinione ogni 24 ore. Smemorati o incoscienti?
Ieri sera il presidente Giorgio Napolitano ha definito l'Italia "confusa e agitata".
La diagnosi è molto severa, ma realistica. Alla Grande Malata nessuno vuol prestare le dovute cure. Sono tutti lì, gli "eredi", ad aspettare che tiri le cuoia per andare dal notaio a riscuoterne l'eredità?

[Anno III, post n. 35 (412)]

Rosabiancalogo La "Rosa Bianca" in Italia c'è già. Da 27 anni. Dice un comunicato della sua presidente Grazia Villa: «Il cristianesimo libero e fedele dei giovani antinazisti, la loro resistenza interiore trasformata in azione politica non violenta, il coraggio di seguire la propria libertà di coscienza, l'assunzione di responsabilità fino al martirio, sono stati e continuano ad essere gli ideali, unitamente al personalismo comunitario, su cui si fonda e continua a crescere la nostra attività. Da oltre 27 anni organizziamo incontri estivi di formazione politica a cui hanno partecipato centinaia di relatori», di cui si legge nel sito www.rosabianca.org.

Paola Rosà e Paolo Ghezzi, autori libri sulla "Rosa Bianca" si chiedono in un altro comunicato-stampa: «Che c'entra il neocentrismo moderato con una gloriosa storia di radicalismo resistenziale? Come autori dei libri italiani sulla Rosa Bianca (l'ultimo, su Willi Graf, appena uscito, sarà presentato lunedì 4 febbraio a Novara e Milano dalla sorella dell'antinazista), invitiamo il senatore Baccini e l'onorevole Tabacci a ripensarci, visto che non sembra vogliano candidarsi a un eroico martirio. Ci sono tante altre "cose" bianche con cui etichettarsi, senza toccare le spine di una Rosa che, 65 anni fa, prometteva: "La Rosa Bianca non vi darà mai pace". Ma allora dovevano misurarsi con Hitler e Goebbels, non con Berlusconi e Casini...».

[Anno III, post n. 34 (411)]

 

Publié le 01/02/2008 à 18:57
Par amontanari

Ruinizapatero Il "morbus italicus" della politica è penetrato all'interno delle mura leonine. Destinato alla pensione per raggiunti limiti di età, il cardinal Camillo Ruini "resta in sella" a ben 77 anni per curare il progetto culturale della CEI, rivolto ad unire tutti i cattolici attorno a temi ecclesiali destinati a trasformarsi in argomenti politici da trasformare poi in leggi dello Stato.

Questa è la morale della favola, proprio nel momento più critico della vita nazionale. La battaglia contro la legge sull'aborto ed i "dico" continua con chi l'ha avviata. Ruini non è messo da parte, e come i suoi colleghi laici (si fa per dire...) italiani, resta a dirigere gli affari spirituali della nostra Repubblica.

Eminenza, ci scusi se ci permettiamo di esprimerle il nostro pensiero, su di un aspetto soltanto però delle tante questioni che lei deve quotidianamente affrontare. La dottrina ufficiale della Chiesa considera lecito soltanto il controllo della nascite con metodo naturale. Che non funziona. L'uso del preservativo per evitare contagi e non diffondere morte attraverso il sesso, è proibito.

Nel Vangelo c'è scritto che non è l'uomo fatto per la legge, ma la legge per l'uomo. Per questo non capisco il divieto dell'uso del preservativo.

In Spagna, i vescovi cattolici hanno attaccato il governo Zapatero, invitando i cittadini a non votarlo. Ieri il Partito socialista spagnolo, quello di Zapatero, ha risposto per le rime: è "immorale" che la Chiesa spagnola utilizzi il terrorismo per fare campagna elettorale.
I vescovi, in vista delle elezioni politiche del marzo 2008, avevano formulato ai fedeli una serie di consigli, tra cui quello di non votare chi adotta come "interlocutore" un'organizzazione terroristica come l'Eta.
Oggi pomeriggio la "vicepresidenta primera del Gobierno, María Teresa Fernández de la Vega" ha chiesto ai vescovi che rispettino la separazione fra Stato e Chiesa voluta dalla Costituzione, così come il governo spagnolo ha sempre fatto in questa legislatura.

Pensierino diabolico. Parole simili in Italia si possono leggere soltanto in lingua spagnola. A nessun leader di governo nostrano verrebbe in mente soltanto di pensarle, non dico di pronunciarle.

[Anno III, post n. 33 (410)]
FONTE

Publié le 31/01/2008 à 19:05
Par amontanari

Anselmiblog Tina Anselmi ha scritto ieri 30 gennaio una lettera a "Repubblica", il cui titolo chiarisce il contenuto: "Fango sulle istituzioni come voleva Gelli".

Due brevi citazioni: l'esperienza compiuta durante il lavoro della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla loggia P2, "mi spinge a vedere nella attuale crisi politica una grave situazione di emergenza democratica. Mi rendo conto che gli anni di Gelli e dei suoi compagni oggi appiano lontani, ma quanto lontani?".

"Anch'io ho vissuto la stagione infelice di tangentopoli, e in quegli anni mi sono battuta a viso scoperto perché non si cadesse nel facile qualunquismo del così fan tutti".

Non ho ascoltato o letto nessuna reazione al testo di Tina Anselmi. Forse i nostri politici che possono avvertire un'affinità con la sua presa di posizione, sono talmente pochi che nessuno li ha interpellati.
O forse ha dato fastidio l'inizio della lettera, in cui Tina Anselmi dichiara di rivolgersi "a quei moderati che hanno a cuore" come lei "le sorti d'Italia, che rispettano le istituzioni e le regole democratiche e che sovente ho sentito dichiararsi discepoli di Alcide De Gasperi".

La verità è che in Italia c'è stato un periodo in cui molti si dichiaravano a gara "discepoli di Alcide De Gasperi". Ma nello stesso tempo essi non potevano aggiungere di rispettare "le istituzioni e le regole democratiche". Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Grazie, Tina Anselmi di questa sua testimonianza. Anch'io sono sempre stato un moderato. Trovandomi anni fa catalogato da qualche imbecille tra gli estremisti, solamente perché ho cercato di rispettare "le istituzioni e le regole democratiche".

Tutto nella vita è soggettivo. Basta non rubare per essere definiti fessi. Basta rispettare il prossimo per essere catalogati ingenui. Basta non rinunciare alla propria dignità per essere considerati dei piantagrane, in questo bel Paese in cui le strizzatine d'occhio non sono un tic occasionale, ma un'abitudine conventuale.

[Anno III, post n. 32 (409)]
FONTE

Publié le 30/01/2008 à 19:04
Par amontanari

Trioblog Al festival della Terza Repubblica va in finale Franco Marini. Da questa sera è presidente incaricato non per formare un governo di transizione in vista delle elezioni, ma per trovare un accordo (per ora, almeno sulla carta, del tutto impossibile) per scrivere la riforma elettorale.

Alle 17:51 di stasera Marini ha dichiarato "So che nelle attese dei nostri cittadini c'è una attenzione forte alla modifica della legge elettorale".
Scongelate dallo stile politichese, le sue parole dicono tanto: la vogliono i cittadini, quella modifica, ma non le forze politiche che condizionano la crisi. Ad occhio e croce, la missione di Marini appare disperata.
Napolitano con la massima cautela ha fatto capire di non amare lo scioglimento anticipato delle Camere, a due anni dal loro insediamento.

Un tempo le parole di Marini avrebbero potuto ispirare fiumi d'inchiostro per distinguere il Paese reale dal Paese legale. Il primo attento ai problemi ed ai timori della vita quotidiana di tutti. Il secondo preso soltanto nelle proprie cerimonie, non sempre trasparenti. Quando un leader politico è assolto dall'accusa di falso in bilancio perché esso non è più reato in base ad una legge fatta quand'egli era presidente del Consiglio, dai dubbi si passa alle certezze.
Quando si legge quello che si è letto in questi giorni, al Paese reale ed al Paese legale, dobbiamo aggiungere anche quello illegale che è avanzato a grandi passi, conquistando intere regioni.
E questo Paese illegale accusa la Magistratura di guastare le istituzioni e quindi di distruggere lo Stato. Olè.

[Anno III, post n. 31 (408)]