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Publié le 28/10/2009 à 16:49
Par amontanari
"Pensandola come Voi, viene da ridere ai Vostri veneratissimi Sudditi..."



Bertoldo s'inchinò al principe. Che lo interrogò subito, come da contratto di lavoro.

"Come sono i giudici?"
"Tutti comunisti", rispose Bertoldo.

"Come sono gli spettatori dei programmi tv che criticano il principe?".
"Sono delle persone ignobili, che non amano la Patria, l'Onore ed il Rispetto delle Solenni Regole Democratiche su cui si basa la vita del Principato".

"E com'è questo Principato, savio Bertoldo?"
"Questo Principato, savissimo e soavissimo Principe, è il migliore dei mondi possibili che ci potesse essere assegnato in sorte".

"E tutti, amatissimo Bertoldo, nel mio Principato la pensano come te?".
"Tutti, veneratissimo Principe, la vorrebbero pensare come me, ma non possono, perché in segno di rispetto la pensano come Voi, dono del Cielo solenne alla Terra miserrima. E pensandola come Voi, viene da ridere ai Vostri veneratissimi Sudditi".

"Oh, perché mai i miei sudditi ridono pur pensandola come me?"
"Perché, Voi Eccellentissimo Principe, ormai ripetete le stesse cose da molti lustri. Per cui il Popolo Vostro nella ignoranza che segna ogni popolo ovunque e comunque, sa già prima che parliate che cosa direte, ed allora quando voi fate comizio il popolo irriguardoso (lo dico senza maiuscola, notate Eccellentissmo), quel popolo infingardo e sciocco vi anticipa le battute, come quando si sente una canzonetta ripetuta mille volte".

Fu a quel punto che al Principe scappò un calcio alla faccia di Bertoldo. Il quale ammutolito sorrise, anche se pestato: "Voi onnipotente potete cambiare i miei poveri connotati, ma non la verità delle cose". E corse a nascondersi.

[28.10.2009, anno IV, post n. 313 (1033), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 27/10/2009 à 16:27
Par amontanari
A Rutelli offre il menu in salsa bolognese e con cuochi vaticani



Il vero treno del potere è il Casini-Express. Che però ferma a tutte le stazioni. Niente corse rapide, lentissimo recupero delle anime perse (nelle puntate precedenti) e delle pecorelle smarrite (tre gli infedeli del Pd). È già pronta l'indulgenza plenaria per tutti.

Il papa l'altra settimana ha chiamato a rapporto Gianni Letta. Si è letto (fonte: "l'Unità", Roberto Monteforte) che il pontefice è in allarme per il governo, dopo aver ricevuto "segnali preoccupanti" dalle diplomazie straniere".

All'estero ci guardano male. Oggi su "l'Unità" Umberto De Giovannangeli parla di una ritorsione degli Usa alla politica filo-Putin dell'Italia: "cassata la produzione Finmeccanica degli elicotteri di Barack". (Lo avevamo previsto, modestamente.)

Curioso e stravagante il circuito politico che parte dai governi stranieri, passa attraverso il Vaticano, con un papa che addirittura convoca l'ombra di Berlusconi, appunto Gianni Letta, per arrivare dove? Appunto: il Casini-Express sta arrivando sul primo binario...

Tutto è pronto. Ilvo Diamanti conclude oggi il fondo su "Repubblica" sulle primarie di domenica con una battuta che rassomiglia ad una profezia: quelle elezioni hanno dimostrato che la politica si può fare "anche sul territorio. Anche nella società. Per il Pd un'avvertenza utile. Forse l'ultima".

La somma prudenza di Michele Salvati sul "Corrierone" approda ad un'altra specie di oroscopo, molto positivo per il cavaliere. Per Salvati Berlusconi non è "adatto a manovrare correttamente i delicati meccanismi di una democrazia costituzionale".

Salvati scrive queste parole dopo aver detto di non credere che l'attuale premier sia "un pericolo per la democrazia". Ripeto, lo reputa soltanto non "adatto" a questa democrazia (ovvero quella costituzionale...). Ovvero siamo nell'ambito di quelle sottigliezze teologiche che confondo e non chiariscono. Ad esse preferiamo la concretezza plebea di un'amara conclusione: se non è zuppa è pan bagnato.

L'ottimismo di Salvati appare nella conclusione del pezzo, dove si sostiene che "forse non è avventato pensare che la Seconda Repubblica abbia, se non i giorni, gli anni contati".
Salvati ha saltato la tappa intermedia dei mesi. Speriamo che si tratti di un errore di stampa. Altrimenti, fa tremare l'idea che, prima di veder modificare qualcosa, passino ancora degli "anni".

Poi pure l'idea che noi viviamo nella "Seconda Repubblica" è una di quelle sottigliezze della teologia d'ogni epoca che fanno venire i sudori freddi.

Per convenzione giornalistica si è sempre detto che "Mani pulite" aveva mandato a casa la classe politica della "prima repubblica". Ma poi la seconda non è mai nata. Non c'è stata mai nessuna riforma costituzionale capace di metterla al mondo e battezzarla.

Il capotreno del Casini-Express sarà Francesco Rutelli. Si è stufato dell'antica cicoria passata dai vecchi "compagni" d'avventura. Ha accettato il menu più sostanzioso allestito (per Casini e soci) in salsa bolognese da cuochi addestrati alla mensa pontificia.

Si è spiegato in termini "alti" e "nobili": "Davanti a noi abbiamo un tragitto differente unendo persone diverse tra loro". Ha voluto parlare di strade e non di carrozze. Perché c'è il rischio che la gente intenda carrozzoni.

E intanto (sempre oggi), mentre Marrazzo ha detto "addio" alla politica, l'avvocato Mills si è visto confermare la condanna. Adesso viene il Bello. Senza lodo Alfano. I teologi dimostreranno che Mills si è corrotto da solo?

[27.10.2009, anno IV, post n. 312 (1032), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 26/10/2009 à 16:09
Par amontanari
Chi aiuta, "Chi" tace: favori tra Berlusconi e Marrazzo, a danno del Pd



Berlusconi avvisa Marrazzo che "Chi" della Mondadori (leggi, Marina Berlusconi) non pubblicherà foto dal filmato al centro dello scandalo sessuale che vede coinvolto lo stesso Marrazzo.

Il Berlusconi padre di Marina che stampa "Chi", ovviamente non è il Berlusconi che siede a palazzo Chigi. Si tratta di banale omonimia.

Altrimenti sarebbe un tragico gioco della parti. Fatto per dimostrare che, se alla vigilia delle primarie, certa robaccia non è finita sui giornali, lo si deve all'illuminato imprenditore.

Immaginiamo il futuro scenario. Il Berlusconi padre di Marina che stampa "Chi" può spingere subdolamente il Berlusconi che siede a palazzo Chigi a chiedere trattamenti di favore da parte dello stesso Pd, in nome della mancata pubblicazione delle foto scandalose di Marrazzo. Gioco delle parti, direbbe quel Luigi Pirandello a cui abbiamo chiesto in prestito il titolo di una sua opera per il nostro titolo...

[26.10.2009, anno IV, post n. 311 (1031), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 26/10/2009 à 15:08
Par amontanari
Feltri lo ripropone. Per far dimenticare gli attacchi a Berlusconi



Vittorio Feltri appare in uno spot annunciando il regalo ai lettori del suo "Giornale" delle prime pagine di quando era direttore Indro Montanelli.

Non si tratta di una semplice operazione pubblicitaria. Né di un amarcord personale. Nel 1994, alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, Montanelli aveva lasciato la direzione del "Giornale". Sostituito proprio da Feltri.

Poi Montanelli aveva fondato "La Voce". Chiusa l'anno dopo. "Per Montanelli si è dissolto un sogno: capita a tutti", fu il commento di Enzo Biagi (p. 423 del suo "Io c'ero" curato da Loris Mazzetti).

Montanelli successivamente non è stato tenero con l'ex padrone Berlusconi. Lo ha definito (25 marzo 2001) persona affetta da "allergia alla verità", e da "voluttuaria e voluttuosa propensione alla menzogna" che riesce a pronunciare con assoluta "naturalezza".

L'operazione Feltri cerca di recuperare al premier una simpatia postuma del grande giornalista.
Un'operazione commerciale, molto da prestigiatore. Per far dimenticare agli italiani quello che Montanelli aveva scritto contro il padrone de "il Giornale". Un'operazione un po' pesante, nel suo intento.

[26.10.2009, anno IV, post n. 310 (1030), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 25/10/2009 à 15:36
Par amontanari
"Una regia dietro chi getta quel fango, dice la Mussolini su Marrazzo. E la difesa dei 4 CC: complotto ordito "dall'alto"


Com'è triste la Storia. Quella via Gradoli consegnata alla memoria di un Paese come luogo di un macello politico (non ancora del tutto chiarito fra presunte sedute spiritiche e rubinetti che "perdevano" volutamente, 1978), torna alla ribalta come ricovero di sedute transessuali per un leader politico della Sinistra.

Il quale può far tutto quello che vuole (ci rattrista il pensiero delle sue due mogli e delle tre figlie), ma non essere così imbecille (nel senso etimologico) da pagare le prestazioni con assegni con nome in bianco, che chissà quale giro hanno fatto e chissà in quali mani sono finite.

Un tipo così non va lasciato nei palazzi della politica e della pubblica amministrazione. Lo si lasci in pace a fare un qualsiasi lavoro, anche "socialmente utile", ma per la politica non è portato. Forse non lo è mai stato, forse bisognerebbe sapere chi lo ha mandato avanti.
Ma nel momento in cui ci troviamo tra mogli che accusano i mariti capi di governo di frequentare minorenni (all'insaputa di Emilio Fede), e governatori che fanno girare fra i trans assegni senza nome, siamo messi proprio male.

E poi ci sarebbero tanti altri aspetti, come quelli messi in luce da Alessandra Mussolini in un'intervista a "l'Unità", inquietante sin dal titolo: "Una regia dietro chi getta quel fango". Verrebbe soltanto da aggiungere: vecchi discorsi, quelli sui "servizietti" segreti... Mentre la difesa dei quattro carabinieri coinvolti parla di un complotto ordito "dall'alto". (Scrissi una volta qui, che "i servi amano sempre certi servizietti"...)

Altro che via Gradoli. Via DeGradoli. Com'è triste la Storia. Com'è messa male l'Italia. Forse i "servizietti" hanno compiuto una mossa falsa, facendo emergere tutto alla vigilia delle primarie del Pd. Forse speravano che abboccassimo all'amo della corruzione uguale fra destra e sinistra.

Forse otterranno l'effetto contrario, invogliando la gente ad andare a votare. Io ci sono andato stamattina. E spero che siamo sempre più a credere che la vaccinazione contro la stupidità non funziona per questo governo. Le fanciulle sfruttate in certi palazzi facevano parte di un trucco per mirare agli affari. Marazzo è stato imbecille (nel senso etimologico). E pagherà il conto. Si è già autospeso. Auguri di un futuro sereno, lontano dalla politica non per le preferenze sessuali, ma per le paure nella gestione del ricatto.

[25.10.2009, anno IV, post n. 309 (1029), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA