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Publié le 19/10/2009 à 17:04
Par amontanari
VIRTUALE. Panebianco alza bandiera bianca: la guerra civile in corso è soltanto "virtuale" Angelo Panebianco oggi ha scritto una bella pagina di sociologia politica. In cui corregge, con penna delicata ma con mano ferma, le opinioni di quanti vedono la politica di questi giorni in preda ad una rovinosa "guerra civile".
All'inizio dell'editoriale del "CorSera", infatti, alla espressione di "guerra civile" aggiunge l'aggettivo "virtuale" che se allontana il panico dei lettori, certamente suona come un sonora censura a chi, nei giorni scorsi, aveva cercato di spaventare l'opinione moderata.
In un passo successivo Panebianco dice che oggi lo schieramento sconfitto nelle elezioni politiche "non riconosce la legittimità del governo in carica". Aggiunge onestamente che "la stessa cosa facevano certi elettori dell'attuale maggioranza quando governavano i loro avversari". Benissimo. Ma, richiamandosi alla verità effettuale, avrebbe dovuto precisare che era stato lo stesso capo della coalizione sconfitta da Prodi, ovvero il cavalier Berlusconi, a parlare di una vittoria ottenuta con brogli elettorali.
La parte più complessa dell'editoriale di Panebianco è nella descrizione dei tre tipi che si incontrano nella minoranza dei cittadini, ovvero quella di quanti sono interessati a seguire "con continuità" le vicende politiche. I tre tipi sono l'estremista, il fazioso ed il pluralista.
Il pluralista è colui che accetta che ci siano confronto, molteplicità di posizioni e contrapporsi di pareri diversi. Colui che "accetta il fatto che il mondo sia complesso". Conclude Panebianco: "Quanto più nella minoranza che si interessa con continuità di politica prevale il tipo pluralista, tanto più la democrazia è salda e sicura".
Questo spirito pluralista si sta facendo strada anche tra molti esponenti governativi. L'unico che lo rifiuta (pur interessandosi "con continuità di politica"), è proprio il capo del governo che all'opposizione riserva soltanto offese. Ma questo Panebianco oggi non lo spiega. Siamo convinti che prima o poi dovrà ammetterlo.
Per il momento accettiamo il suo discorso come suggerimento per un sillogismo: se prevale il pluralista, la democrazia è salda e sicura. In Italia oggi il pluralista non prevale, quindi la nostra democrazia non è né salda né sicura. [19.10.2009, anno IV, post n. 303 (1023), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA VENDITTI. Suo padre gli diceva: stai attento agli amici, non sai chi c'è fra loro
Il cantautore Antonello Venditti presentando a casa di Fabio Fazio un suo volume di memorie, ha ricordato certi momenti della sua giovinezza. E l'episodio di Valle Giulia (marzo 1968).
Arrestato, fu "liberato" da suo padre vice-prefetto che per prima cosa gli dette un pugno sul muso, e gli chiese se ricordava quello che gli aveva sempre detto. Ovvero di stare attento a certi figuri che (riassumiamo liberamente le sue parole) altro non erano che dei provocatori inseriti nella massa studentesca dei ribelli.
Dal versante memorialistico di un artista, passiamo a quello degli storici. Uno di questi ultimi, Adalberto Baldoni, classificato "di destra" dal "CorSera" da cui è stato intervistato, ha dichiarato ad Antonio Carioti: "Sono convinto che, a partire dal 1969, alcuni apparati abbiano lavorato più a innescare che a spegnere la violenza, mentre ora non mi pare ci siano tendenze del genere".
È una chiara risposta a chi parla di una guerra civile strisciante in atto in Italia in questi tempi.
Postilla non inutile al discorso sui misteri italiani, a proposito di quegli apparati di cui parla Baldoni. PG Battista presenta, sempre sul "CorSera" di oggi, il libro "La versione di K" di Francesco Cossiga.
Circa la convivenza tra la politica e Cosa Nostra, PGB riporta queste parole di Cossiga: "Fu il cardinale Ernesto Ruffini, arcivescovo di Palermo, a mettere in guardia la Dc. . E con intendeva i mafiosi".
[19.10.2009, anno IV, post n. 302 (1022), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA PROSSIMAMENTE. Altro scoop di Mediaset. Prese di mira le donne del Pd Siamo in grado di annunciare uno scoop di Mediaset che su "Notte 5" presenterà un'inchiesta sulle parlamentari del Pd, fotografate di nascosto mentre fanno rifornimento di indumenti intimi.
Dopo i calzini del giudice che non piace al nostro premier, sarà dunque la volta delle signore "più belle che intelligenti", come da definizione dello stesso presidente del Consiglio.
Sarà un'inchiesta particolarmente scottante. Per la quale sono stati mobilitati i migliori registi e le più allegre penne di Mediaset.
Tutto è partito dal commento di Carlo Rossella su "il Giornale" di stamani, a proposito dei calzetti turchini indossati come simbolo politico dal segretario del Pd on. Franceschini. Secondo Rossella, Franceschini sarebbe capace di indossare anche le calze a rete.
Da questa frase è partita la caccia giornalistica a chi, fra le signore deputate del Pd, indossi le peccaminose calze a rete. In attesa di vedere nei prossimi giorni il frutto della faticosa ricerca, siamo in grado di informarvi che la Binetti indossa il modello "a cilicio", importato direttamente dalla Lapponia.
Pendiamo dalle labbra delicate e dalla penna arguta di Carlo Rossella per avere le necessarie spiegazioni che soltanto lui, cronista internazionale, sarà in grado di fornire al popolo italiano in generale ed ai telespettatori in particolare. [19.10.2009, anno IV, post n. 301 (1021), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 18/10/2009 à 15:30
Par amontanari
Polito: "Clima da guerra civile". Ed Alfano accusa di "guerra preventiva" i magistrati L'Italia vive in un clima da guerra civile, secondo Antonio Polito, direttore del "Riformista", intervistato stamani dal "GR3".
Ieri al suo giornale (a Roma) è arrivato un proclama che minaccia di morte Berlusconi, Fini e Bossi. La firma rimanda a vecchie sigle del terrorismo italiano conosciuto negli "anni di piombo", ed è delle "Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente". La lettera è partita da Milano l'8 ottobre.
Il giorno 15 ottobre il "CorSera" ha intervistato Giampaolo Pansa, meritorio analista dei drammi politici del dopoguerra. Pansa è uscito dalla squadra di "Repubblica" per collaborare allo stesso "Riformista" ed a "Libero". Che (se non andiamo errati) è alla destra del quotidiano di Polito.
Pansa ha fatto una dichiarazione allarmante: il clima dei nostri giorni è lo stesso dell'inizio degli anni Settanta, quando cominciò a diffondersi la pratica terroristica che portò anche all'uccisione di Aldo Moro, simbolo dell'apertura democristiana a sinistra, malvista dagli Usa. (Moro era stato accusato da Kissinger di preparare "spaghetti in salsa cilena".)
Oggi gli Usa, come ha dimostrato Edward Luttwak in un'intervista a "Ballarò", non sono più tanto amici di Berlusconi. Perché si è schierato con Putin sulla Georgia e soprattutto ha fatto quell'accordo fra Eni e Gazprom, considerato un'operazione che rimette in gioco la Russia.
Un vecchio amico di Berlusconi, Paolo Guzzanti, ex presidente della commissione Mitrokhin, di recente "ha riferito di certe sue conversazioni private con l'ambasciatore americano", il quale non le ha smentite (fonte: Aldo Giannulli, "l'Unità", 16.10.2009).
Giannulli a proposito del rapporto Usa-Berlusconi osserva: "Ora si fa sul serio". Non per nulla, verrebbe da aggiungere, ieri è arrivata quella strana lettera minatoria al "Riformista" dove scrive Pansa. Il quale sente "aria di anni Settanta", perché come allora ci sono "due blocchi che si odiano".
Le cose degli anni Settanta videro morire di terrorismo anche uomini come Guido Rossa, operaio antibrigatista. Oggi il presidente del Consiglio demonizza l'opposizione, anzi cerca di ridicolizzarla al grido isterico di "coglioni".
Luciano Violante accusa Berlusconi per il "mancato riconoscimento degli avversari", osservando che la minaccia di quella lettera non è credibile: "chi vuole fare un attentato non lo annuncia ai quatto venti" (fonte: Lorenzo Fuccaro, "CorSera").
Violante sostiene poi che "bisogna smetterla di cercare nemici", e che occorre prendere atto che "l'Unione sovietica è crollata" (ovvero non esistono più i comunisti di cui parla il cavaliere). Il destinatario delle sue parole è il presidente del Consiglio, come è chiaro leggendole anche superficialmente. Ma il titolo del "Corrierone" travisa tutto: "C'è un clima preoccupante". Un titolo ovviamente ispirato dal ricordo dell'intervista a Pansa...
Non è da "riformisti" inventarsi un clima da guerra civile. Non è da persone sagge sostenere (come fa Pansa) che addirittura "è cominciata la guerriglia tra giornali". "Repubblica" non ha inventato nulla di quello che ha finora scritto. La questione delle "minorenni" è stata tirata fuori dalla moglie del premier, non da Scalfari.
Invece "il Giornale" di casa Berlusconi ha prodotto come atto giudiziario un documento di accusa contro Dino Boffo direttore di "Avvenire". Si è trattato d'un falso presentato da qualche anima pia curiale, e sfruttata ai propri fini (di bassa macelleria politica) da Innominati ben nascosti dietro l'angolo.
Forse sono essi anche gli autori della lettera inviata al "Riformista", per impedire al Paese di vivere la sua dialettica politica. Resa incandescente proprio dalle uscite del premier contro la Magistratura.
E, quelle uscite, sono divenute materia di servizi filmati di "Canale 5", nei quali si accusa di "stravaganze" un cittadino che fuma in attesa che apra la bottega del suo barbiere. Strano ma vero, quel cittadino è un giudice, quello stesso su cui Berlusconi aveva detto "Ne vedremo delle belle". Abbiamo incominciato a vederle.
Enrico Mentana al proposito ha inventato un neologismo, derivato dal nome del conduttore televisivo nel cui programma è apparso il servizio su quel magistrato: "Spero che si tratti di un episodio tanto sgangherato, anzi stravagante, anzi , quanto isolato". Quel servizio, sostiene Mentana è "uno schiaffo su commissione" (fonte: Silvia Fumarola di "Repubblica").
Diremo dunque "giornalismo brachino" per indicare servizi fatti su commissione, per rallegrare il "padre padrone" dell'azienda ed il capo del governo (che sono la stessa cosa...)?
Merita apprezzamento Fini per aver dichiarato che su quella lettera, "delirio di un folle", non si deve aprire alcun dibattito perché sarebbe "sul nulla". Non dimentichiamo che di armi pronte a sparare aveva di recente parlato Bossi, rivolgendosi a chi non è d'accordo con lui: "Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili"; poi Bossi ha pure minacciato la rivoluzione in caso di bocciatura del lodo Alfano....
Lascia interdetti invece il ministro della Giustizia Alfano. Ai magistrati contrari alla riforma della Carta costituzionale annunciata da Berlusconi, Alfrano ha risposto con parole inquietanti: "È guerra preventiva". Così non parla un ministro. Alfano non s'adegui alle suggestioni di Bossi.
[18.10.2009, anno IV, post n. 300 (1020), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 18/10/2009 à 14:21
Par amontanari
Ostellino dimentica: nel 1649, un re inglese perse la testa, e non per colpa degli illuministi francesi Soltanto l'Illuminismo scozzese si salva, nella storia del moderno pensiero, secondo Piero Ostellino, dal disastro in cui è stata fatta precipitare l'Europa dagli innovatori del Settecento.
Ostellino dimentica che nel secolo precedente Inghilterra e Scozia "avevano già dato". I francesi usano la ghigliottina sul finire del XVIII secolo? Il 9 febbraio 1649 a Londra salta la testa di Carlo I. Nove anni prima c'era stata la rivolta calvinista in Scozia, con la conseguente fuga dei puritani verso le colonie nordamericane...
Il movimento democratico dei "leveller" nasce allora. La guerra civile dura dal 1642 al 1645. Nel 1652 avviene l'unione di Scozia ed Inghilterra. Nel 1587 la cattolica Maria Stuard era stata condannata a morte.
Illustre Ostellino, ricordiamoci di tutto. Non soltanto di ciò che fa comodo per sostenere le proprie tesi.
[18.10.2009, anno IV, post n. 299 (1019), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 17/10/2009 à 17:00
Par amontanari
Castelli sicuro contro "Repubblica", Ostellino il dubbioso appare certo su Berlusconi: è "sordo" alla "mediazione liberale"
Il ministro Castelli in tv, rivolto ad un giornalista, Curzio Maltese, ha detto: "Tu vivi nel mondo marcio di <Repubblica>".
Il marcio su Roma è un'ovvietà per un leghista duro e puro come Castelli, che ha sempre gridato all'unisono con il suo capo lo slogan "Roma ladrona".
Idee poche, parole molte, la lega sta facendo il pieno nelle urne da molte parti. Alle europee dello scorso giugno, il 6,21% dei voti validi contro il 21,47% del Pdl (fonte "Espresso", Marco Travaglio). Ovvero la Lega oggi vale il 29 % delle forze al governo in Italia.
Idee molte, parole molte, Piero Ostellino ha oggi spiegato sul "Corrierone" che in Italia governo berlusconiano ed opposizione di sinistra sono eguali. La rubrica di Ostellino si chiama "il dubbio", ma quando la scrive dimostra che il titolo è completamente sbagliato. Se c'è uno che crede di avere sempre tutte le ragioni di questo mondo nel sostenere che gli altri sbagliano tutto, è proprio lui.
Le molte idee della puntata odierna sono un concentrato di mille anni di storia delle questioni sociali, politiche e filosofiche, per dimostrare che sono tutte sbagliate tranne quelle dell'Illuminismo scozzese.
Per semplificare, Ostellino spiega che chi crede nella democrazia sbaglia perché pretende uguaglianza dei punti d'arrivo; e che chi sostiene il liberalismo prende una cantonata in quanto crede nell'uguaglianza dei punti di partenza.
Insomma qui sbagliano (sbagliamo) tutti. Tutti tranne lui, Ostellino. Che attribuisce al nostro essere provinciali la crisi del sistema italiano.
L'unica cosa che alla fine risulta chiara dal suo discorso, è che Berlusconi è sordo alla "mediazione liberale". Ma ciò che non chiaro è che cosa sia questa "mediazione liberale".
Tra il "sordo" Berlusconi ed il muto Pd, la Lega ha tutto il suo spazio politico per urlare che Curzio Maltese vive nel "marcio" del suo quotidiano. Un solenne esempio di Illuminismo scozzese rispetto all'oscurantismo di Berlusconi. Chiamala se vuoi, democrazia.
Non per nulla anche la mafia, come il cavaliere, sembra che volesse la elezione popolare dei magistrati...
Peccato che Giacomo Matteotti non si fosse dedicato all'Illuminismo scozzese, e con lui tutti quanti in Europa lottarono contro il nazifascismo. A costo della vita. Per la nostra libertà e democrazia. Se non è un particolare secondario. [17.10.2009, anno IV, post n. 298 (1018), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 17/10/2009 à 16:00
Par amontanari
by Aramis © RIPRODUZIONE RISERVATA
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