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Publié le 30/10/2009 à 17:26
Par amontanari
Adesso tirano in ballo anche Gasparri (in freezer dal 1996...). C'è in corso una manovra ben orchestrata



Il clima è quello che si dice da "basso impero", quale triste se non spaventosa conclusione di un ciclo storico. Il guaio è che noi ci siamo dentro sino al collo, inseguiti dalle notizie di "nera". Dal giovane morto in circostanze misteriose dopo un arresto, sino alla "novella" sul ministro Gasparri che sta in freezer dal 1996, e che è tornata in tavola giornalistica stamani...

Fateci caso, la vicenda Marrazzo è scoppiata alla vigilia delle elezioni primarie del Pd. Venerdì 23 alle 19, il buon Emilio Fede ha fatto un tg nel suo stile, ma più disgustoso di tutti gli altri. E poi non ci vengano a dire che è stato soltanto un caso.

Parliamo invece di una manovra ben orchestrata. Da quanto tempo c'era la faccenda del video di via DeGradoli? Ebbene salta fuori proprio poco prima delle urne della cosiddetta "sinistra" per la scelta del nuovo segretario.

Non crediamo alle coincidenze. Adesso cercano "chiappe d'oro". Allegria, niente di nuovo sotto il sole. Mille anni fa un principe dell'Essex, Umfridus (Humfrey), venne chiamato "aurei testiculi".

Chi ha interesse a creare caos? Non certo il Pd, ma il Principe che vuole l'opposizione a sua immagine e somiglianza. Siamo alla caricatura della democrazia, all'Ettore Petrolini che recitata la gag di Nerone.

30.10.vignetta


Merita rispetto l'augurio, l'auspicio, il desiderio (chiamatelo come volete) espresso anche oggi dal presidente della Repubblica per "riforme con divise". Direbbe Bertoldo che il nostro Principe, legibus solutus, sogna "riforme con divise", per irreggimentarci tutti. Il fatto che Bertoldo sia Bertoldo non esclude che abbia ragione.

Post scriptum al post. Scusate se parlo di politica, ma non sono stato io ad assegnarmi alla sezione politica della "Stampa"...

Politica.Stampa

[30.10.2009, anno IV, post n. 315 (1035), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 29/10/2009 à 16:36
Par amontanari
Picchiato dal Principe, Bertoldo è scambiato per un istigatore contro il tiranno, ed è mandato a processo



Pover Bertoldo: tutto ammaccato, svergognato, vilipeso, col sangue che grondava dal naso, e gli occhi gonfi perché i piedi del Principe sono grandi, enormi, per poter arrivare in ogni dove.

E mentre Bertoldo corre a nascondersi per proteggersi dalla furia dei cani che i servitori del Principe avrebbero potuto lanciare contro di lui per farne ragù da servire alle ancelle convocate per le feste danzanti, ecco un grido in crescendo: «Beertoldoo, impicatelo!".

La soavissima ed augusta voce del Principe, partita sommessa sul nome del povero Bertoldo, a cui dedicava una storpiatura non degna delle proprie auguste corde vocali, aumentava di tono e di rabbia nell'impartire l'ordine. Per cui ne usciva un modesto "impicatelo", quasi fosse stato un pover uomo chiunque a proferir parola.

I cortigiani, frastornati dal perenne inchino a cui li costringe la devozione verso il capo e padrone delle loro fortune, credono che a gridare sia Bertoldo contro il Principe, quasi volesse il maledetto eccitare la plebe ignorante a colpire il tiranno.

Ed allora le guardie rincorrono Bertoldo, lo ammanettano e lo portano dinanzi al Principe che ordina: "Domani sarai giudicato per aver istigato questo Popolo, tanto da me amato, a colpirmi e a farmi cacciare dalla Poltrona su cui lo stesso popolo mi ha fatto salire".

Bertoldo stava chinato perché ormai privo di forza. Impossibilitato a parlare dalle tumefazioni al viso. Il Principe come al solito equivocò: "Apprezzo il tuo inchino, è un pentimento sincero, non ti farò giudicare dai soliti giudici comunisti, ma da quelli soltanto socialisti come me".

(2 - continua)
(Alla prima puntata: "Bertoldo e il Principe")

[29.10.2009, anno IV, post n. 314 (1034), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 28/10/2009 à 16:49
Par amontanari
"Pensandola come Voi, viene da ridere ai Vostri veneratissimi Sudditi..."



Bertoldo s'inchinò al principe. Che lo interrogò subito, come da contratto di lavoro.

"Come sono i giudici?"
"Tutti comunisti", rispose Bertoldo.

"Come sono gli spettatori dei programmi tv che criticano il principe?".
"Sono delle persone ignobili, che non amano la Patria, l'Onore ed il Rispetto delle Solenni Regole Democratiche su cui si basa la vita del Principato".

"E com'è questo Principato, savio Bertoldo?"
"Questo Principato, savissimo e soavissimo Principe, è il migliore dei mondi possibili che ci potesse essere assegnato in sorte".

"E tutti, amatissimo Bertoldo, nel mio Principato la pensano come te?".
"Tutti, veneratissimo Principe, la vorrebbero pensare come me, ma non possono, perché in segno di rispetto la pensano come Voi, dono del Cielo solenne alla Terra miserrima. E pensandola come Voi, viene da ridere ai Vostri veneratissimi Sudditi".

"Oh, perché mai i miei sudditi ridono pur pensandola come me?"
"Perché, Voi Eccellentissimo Principe, ormai ripetete le stesse cose da molti lustri. Per cui il Popolo Vostro nella ignoranza che segna ogni popolo ovunque e comunque, sa già prima che parliate che cosa direte, ed allora quando voi fate comizio il popolo irriguardoso (lo dico senza maiuscola, notate Eccellentissmo), quel popolo infingardo e sciocco vi anticipa le battute, come quando si sente una canzonetta ripetuta mille volte".

Fu a quel punto che al Principe scappò un calcio alla faccia di Bertoldo. Il quale ammutolito sorrise, anche se pestato: "Voi onnipotente potete cambiare i miei poveri connotati, ma non la verità delle cose". E corse a nascondersi.

[28.10.2009, anno IV, post n. 313 (1033), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 27/10/2009 à 16:27
Par amontanari
A Rutelli offre il menu in salsa bolognese e con cuochi vaticani



Il vero treno del potere è il Casini-Express. Che però ferma a tutte le stazioni. Niente corse rapide, lentissimo recupero delle anime perse (nelle puntate precedenti) e delle pecorelle smarrite (tre gli infedeli del Pd). È già pronta l'indulgenza plenaria per tutti.

Il papa l'altra settimana ha chiamato a rapporto Gianni Letta. Si è letto (fonte: "l'Unità", Roberto Monteforte) che il pontefice è in allarme per il governo, dopo aver ricevuto "segnali preoccupanti" dalle diplomazie straniere".

All'estero ci guardano male. Oggi su "l'Unità" Umberto De Giovannangeli parla di una ritorsione degli Usa alla politica filo-Putin dell'Italia: "cassata la produzione Finmeccanica degli elicotteri di Barack". (Lo avevamo previsto, modestamente.)

Curioso e stravagante il circuito politico che parte dai governi stranieri, passa attraverso il Vaticano, con un papa che addirittura convoca l'ombra di Berlusconi, appunto Gianni Letta, per arrivare dove? Appunto: il Casini-Express sta arrivando sul primo binario...

Tutto è pronto. Ilvo Diamanti conclude oggi il fondo su "Repubblica" sulle primarie di domenica con una battuta che rassomiglia ad una profezia: quelle elezioni hanno dimostrato che la politica si può fare "anche sul territorio. Anche nella società. Per il Pd un'avvertenza utile. Forse l'ultima".

La somma prudenza di Michele Salvati sul "Corrierone" approda ad un'altra specie di oroscopo, molto positivo per il cavaliere. Per Salvati Berlusconi non è "adatto a manovrare correttamente i delicati meccanismi di una democrazia costituzionale".

Salvati scrive queste parole dopo aver detto di non credere che l'attuale premier sia "un pericolo per la democrazia". Ripeto, lo reputa soltanto non "adatto" a questa democrazia (ovvero quella costituzionale...). Ovvero siamo nell'ambito di quelle sottigliezze teologiche che confondo e non chiariscono. Ad esse preferiamo la concretezza plebea di un'amara conclusione: se non è zuppa è pan bagnato.

L'ottimismo di Salvati appare nella conclusione del pezzo, dove si sostiene che "forse non è avventato pensare che la Seconda Repubblica abbia, se non i giorni, gli anni contati".
Salvati ha saltato la tappa intermedia dei mesi. Speriamo che si tratti di un errore di stampa. Altrimenti, fa tremare l'idea che, prima di veder modificare qualcosa, passino ancora degli "anni".

Poi pure l'idea che noi viviamo nella "Seconda Repubblica" è una di quelle sottigliezze della teologia d'ogni epoca che fanno venire i sudori freddi.

Per convenzione giornalistica si è sempre detto che "Mani pulite" aveva mandato a casa la classe politica della "prima repubblica". Ma poi la seconda non è mai nata. Non c'è stata mai nessuna riforma costituzionale capace di metterla al mondo e battezzarla.

Il capotreno del Casini-Express sarà Francesco Rutelli. Si è stufato dell'antica cicoria passata dai vecchi "compagni" d'avventura. Ha accettato il menu più sostanzioso allestito (per Casini e soci) in salsa bolognese da cuochi addestrati alla mensa pontificia.

Si è spiegato in termini "alti" e "nobili": "Davanti a noi abbiamo un tragitto differente unendo persone diverse tra loro". Ha voluto parlare di strade e non di carrozze. Perché c'è il rischio che la gente intenda carrozzoni.

E intanto (sempre oggi), mentre Marrazzo ha detto "addio" alla politica, l'avvocato Mills si è visto confermare la condanna. Adesso viene il Bello. Senza lodo Alfano. I teologi dimostreranno che Mills si è corrotto da solo?

[27.10.2009, anno IV, post n. 312 (1032), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 26/10/2009 à 16:09
Par amontanari
Chi aiuta, "Chi" tace: favori tra Berlusconi e Marrazzo, a danno del Pd



Berlusconi avvisa Marrazzo che "Chi" della Mondadori (leggi, Marina Berlusconi) non pubblicherà foto dal filmato al centro dello scandalo sessuale che vede coinvolto lo stesso Marrazzo.

Il Berlusconi padre di Marina che stampa "Chi", ovviamente non è il Berlusconi che siede a palazzo Chigi. Si tratta di banale omonimia.

Altrimenti sarebbe un tragico gioco della parti. Fatto per dimostrare che, se alla vigilia delle primarie, certa robaccia non è finita sui giornali, lo si deve all'illuminato imprenditore.

Immaginiamo il futuro scenario. Il Berlusconi padre di Marina che stampa "Chi" può spingere subdolamente il Berlusconi che siede a palazzo Chigi a chiedere trattamenti di favore da parte dello stesso Pd, in nome della mancata pubblicazione delle foto scandalose di Marrazzo. Gioco delle parti, direbbe quel Luigi Pirandello a cui abbiamo chiesto in prestito il titolo di una sua opera per il nostro titolo...

[26.10.2009, anno IV, post n. 311 (1031), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA