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Publié le 26/10/2009 à 15:08
Par amontanari
Feltri lo ripropone. Per far dimenticare gli attacchi a Berlusconi Vittorio Feltri appare in uno spot annunciando il regalo ai lettori del suo "Giornale" delle prime pagine di quando era direttore Indro Montanelli.
Non si tratta di una semplice operazione pubblicitaria. Né di un amarcord personale. Nel 1994, alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, Montanelli aveva lasciato la direzione del "Giornale". Sostituito proprio da Feltri.
Poi Montanelli aveva fondato "La Voce". Chiusa l'anno dopo. "Per Montanelli si è dissolto un sogno: capita a tutti", fu il commento di Enzo Biagi (p. 423 del suo "Io c'ero" curato da Loris Mazzetti).
Montanelli successivamente non è stato tenero con l'ex padrone Berlusconi. Lo ha definito (25 marzo 2001) persona affetta da "allergia alla verità", e da "voluttuaria e voluttuosa propensione alla menzogna" che riesce a pronunciare con assoluta "naturalezza".
L'operazione Feltri cerca di recuperare al premier una simpatia postuma del grande giornalista. Un'operazione commerciale, molto da prestigiatore. Per far dimenticare agli italiani quello che Montanelli aveva scritto contro il padrone de "il Giornale". Un'operazione un po' pesante, nel suo intento.
[26.10.2009, anno IV, post n. 310 (1030), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 25/10/2009 à 15:36
Par amontanari
"Una regia dietro chi getta quel fango, dice la Mussolini su Marrazzo. E la difesa dei 4 CC: complotto ordito "dall'alto"
Com'è triste la Storia. Quella via Gradoli consegnata alla memoria di un Paese come luogo di un macello politico (non ancora del tutto chiarito fra presunte sedute spiritiche e rubinetti che "perdevano" volutamente, 1978), torna alla ribalta come ricovero di sedute transessuali per un leader politico della Sinistra.
Il quale può far tutto quello che vuole (ci rattrista il pensiero delle sue due mogli e delle tre figlie), ma non essere così imbecille (nel senso etimologico) da pagare le prestazioni con assegni con nome in bianco, che chissà quale giro hanno fatto e chissà in quali mani sono finite.
Un tipo così non va lasciato nei palazzi della politica e della pubblica amministrazione. Lo si lasci in pace a fare un qualsiasi lavoro, anche "socialmente utile", ma per la politica non è portato. Forse non lo è mai stato, forse bisognerebbe sapere chi lo ha mandato avanti. Ma nel momento in cui ci troviamo tra mogli che accusano i mariti capi di governo di frequentare minorenni (all'insaputa di Emilio Fede), e governatori che fanno girare fra i trans assegni senza nome, siamo messi proprio male.
E poi ci sarebbero tanti altri aspetti, come quelli messi in luce da Alessandra Mussolini in un'intervista a "l'Unità", inquietante sin dal titolo: "Una regia dietro chi getta quel fango". Verrebbe soltanto da aggiungere: vecchi discorsi, quelli sui "servizietti" segreti... Mentre la difesa dei quattro carabinieri coinvolti parla di un complotto ordito "dall'alto". (Scrissi una volta qui, che "i servi amano sempre certi servizietti"...)
Altro che via Gradoli. Via DeGradoli. Com'è triste la Storia. Com'è messa male l'Italia. Forse i "servizietti" hanno compiuto una mossa falsa, facendo emergere tutto alla vigilia delle primarie del Pd. Forse speravano che abboccassimo all'amo della corruzione uguale fra destra e sinistra.
Forse otterranno l'effetto contrario, invogliando la gente ad andare a votare. Io ci sono andato stamattina. E spero che siamo sempre più a credere che la vaccinazione contro la stupidità non funziona per questo governo. Le fanciulle sfruttate in certi palazzi facevano parte di un trucco per mirare agli affari. Marazzo è stato imbecille (nel senso etimologico). E pagherà il conto. Si è già autospeso. Auguri di un futuro sereno, lontano dalla politica non per le preferenze sessuali, ma per le paure nella gestione del ricatto.
[25.10.2009, anno IV, post n. 309 (1029), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 24/10/2009 à 17:33
Par amontanari
Caso Marrazzo, politicamente molto diverso dalla vicenda delle escort di Berlusconi. Inviate per far fare affari Il tg di Emilio Fede ieri sera per voce del suo direttore ha montato il caso Marrazzo come se tutta la sinistra fosse avvezza a frequentare trans. E per rivendicare il diritto al rispetto delle cose privare del presidente del Consiglio.
Di oggi è la notizia dell'autosospensione di Marrazzo che ammette "debolezze private". Il caso Berlusconi è molto diverso. C'è stata gente che gli ha portato donne per lucrare affari. Non diciamo altro, in attesa di esiti giudiziari.
Non è una questione di preferenze sessuali. E' in ballo la correttezza della gestione dello Stato.
Per Fede non c'è speranza che comprenda che cos'è il giornalismo. Non è il tappettino su cui far camminare il suo premier-datore di lavoro.
[24.10.2009, anno IV, post n. 308 (1028), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 23/10/2009 à 16:28
Par amontanari
Jean Sarkosy rinuncia alla spintarella: ne ha parato con "suo padre", non con "il presidente". Modesta lezione per i politici italiani Jean Sarkosy sconfitto: è la "prima vittoria" della democrazia elettronica? Se lo chiede "Le Monde" di stasera.
Più modestamente ci interroghiamo: se invece di un Jean "figlio di" terra francese, si fosse trattato di un Giovanni nato e cresciuto da padre "educato" (si fa per dire) in Italia, le cose sarebbero andate allo stesso modo?
Jean Sarkosy ha rinunciato ad un incarico prestigioso, lui così precocemente spinto sulla scena (ha 23 anni), dicendo di averne parlato con "suo padre" e non con il presidente della Repubblica (che è lo stesso suo padre).
Credo che "chez nous" saremmo stati costretti ad ascoltare la solita tiritera in difesa del figlio del potente di turno. Con l'aggiunta che qualcuno avrebbe cominciato a sputtanare qualche illustre collega od avversario. Non è detto che non succeda in Francia. Non siamo così sciocchi da credere al lombrosianesimo politico. Registriamo soltanto che se si fosse trattato dell'on. Mah.Stella!, egli non avrebbe potuto invocare la giustificazione di segnalare "i bisognosi".
Nulla da obiettare alla giustificazione del noto politico italiano, che crediamo possa valere anche per i suoi colleghi "raccomandanti". Resterebbe da chiarire soltanto un aspetto: con quali criteri sono stabilite le graduatorie dei bisognosi?
Ovvero ci sono raccomandanti che valgono di più degli altri colleghi? Ci sono in realtà pochi "San Gennari" che fanno la grazia, mentre i concelebranti debbono inchinarsi loro, con riverenza e timore. Perché più del bisogno altrui, in politica conta il voto che il politico cerca di racimolare in mille modi.
In Italia, di recente, un capo di governo ha festeggiato i 18 anni di una signorina spiegando che ne conosceva il padre fin dal tempo in cui questi era stato autista di Craxi. E che con lui avrebbe dovuto parlare di certe candidature alle europee.
Vero niente, hanno dimostrato. Palazzo Chigi ha dovuto accodarsi alle smentite La giovinetta (poi apparsa anche al festival del cinema di Venezia...) si era confessata: "Voglio fare l'attrice. Oppure la ballerina. Oppure la parlamentare alla Camera".
Jean Sarkosy, 23 anni, è una persona intelligente. Non accusateci di razzismo se pensiamo che oggi nella politica italiana l'intelligenza sia una merce molto rara.
[23.10.2009, anno IV, post n. 307 (1027), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
Publié le 22/10/2009 à 17:22
Par amontanari
Berlusconi a Mosca. Tanti misteri ed una certezza: gli Usa non gradiscono Prima era soltanto una visita privata fra vecchi amici, quella di Berlusconi a Putin. Poi è divenuta (parole del ministro italiano degli Esteri, Frattini), un incontro "in cui si parla di politica estera e di problemi di politica economica estera", insomma "un meeting tra due persone che si stimano e si incontrano spesso e che hanno deciso di farlo ancora una volta".
Tutto sommato, si è trattato di una solenne presa in giro fatta a danno dei cittadini italiani. Il guaio è che la presa in giro diventa ben più irritante nei confronti della diplomazia internazionale, soprattutto verso gli Stati Uniti d'America.
Abbiamo già scritto il 18 ottobre scorso che Edward Luttwak in un'intervista a "Ballarò", ha dimostrato che gli Usa non sono più tanto amici di Berlusconi. Perché il cavaliere si è schierato con Putin sulla Georgia e soprattutto ha fatto quell'accordo fra Eni e Gazprom, considerato un'operazione che rimette in gioco la Russia.
Presentandosi come uno "sPutinato" accalorato, Berlusconi non aiuta ad aumentare il credito internazionale dell'Italia. E soprattutto aumenta la diffidenza che gli Usa possono nutrire verso il nostro governo, con danni di cui pagheranno le conseguenze (pensate agli aspetti commerciali) soltanto i semplici cittadini, non i politici che agiscono pavoneggiandosi nella ribalta domestica o sulla scena compiacente (perché interessata) di certi amici stranieri.
Fonte foto: CorSera.
[22.10.2009, anno IV, post n. 306 (1026), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it © RIPRODUZIONE RISERVATA
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