Précédent Créer son blog Suivant Signaler un abus Noter :  
Ma photo
Notizie/News
Trafic
4 connectés
69831 visiteurs
Mon calendrier
< Nov. 2009  
L M M J V S D
      1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30      
Publié le 02/10/2009 à 17:18
Par amontanari
Antonio Ricci ricopre le sue ballerine. Ma il vero scandalo sta nel giro d'affari di chi utilizza le escort

Veline_blog


Da due sere Antonio Ricci ha rivestito le sue ballerine dette "veline" (non sono quelle della vecchia foto d'archivio).
Ha velato le loro chiappe, esaltate all'esordio di "Striscia" di quest'anno con costumi succinti ed inquadrature ammiccanti.

Gad Lerner, ribattezzato iersera dai conduttori di "Striscia" come "Gaf Lerner", ha sbagliato nell'attribuire a Ricci il denudamento delle ragazze esibite sulla scrivania del tg alternativo di Canale 5.

Ieri sera "Striscia" ha giustamente mostrato la nascita della tivù impudica. Dopo la riforma della Rai (1975), aggiungiamo, parve che la libertà di espressione e di cultura in Italia passasse soltanto attraverso la messa in evidenza di anatomie femminili in precedenza censurate.

L'Italia dei mutandoni neri e democristiani alla ballerine di 50 anni fa, e quella della "liberazione" con tette al vento post-riforma Rai, è sempre quella.
Quella controriformistica, ossessionata  dalle immagini di nudo, prima negate e poi diffuse come simbolo di cambiamento.

Ricci con le veline, lui così si difende, ha voluto mettere in caricatura tutto ciò. Ci è riuscito meglio Renzo Arbore con le "ragazze Coccodé" di "Indietro tutta".

Fatto sta che il buon Ricci, il teorico della "tivù che è tutta falsa", ha dovuto censurare le chiappette delle sue ballerine come se fosse stato un ministro democristiano. E la colpa di chi è?

Qui sta il bello di tutta la faccenda. Il signore che è padre di Canale 5 e capo del governo, ha ospitato a casa propria, per non sentirsi solo, un po' di belle fanciulle. Alcune di loro si dichiarano "ragazze immagine" ed una (una soltanto) si professa escort. Che, come hanno spiegato le illustri firme di "Libero" e "Giornale", significa prostituta e persino puttana.

Ci scusi Ricci se elogiamo il velamento delle sue ballerine, un tempo offerte come "nudi dell'Inps" all'Italia maschile più povera e sedentaria, soltanto per invocare lo svelamento di quei retroscena e fondoschiena balenati dietro certe cene, con certe "ragazze immagine" ed una escort con registratore incorporato.

Retroscena che inquietano per due motivi. Primo, le ragazze-spettatrici in fase di maturazione intellettuale non sanno ancora distinguere fra satira e realtà. E' vero che tette al vento e chiappe agitate come strumenti di carriera possono fare poco danno. La Natura infatti provvede impietosamente a farle gareggiare anche senza lezioni televisive.
Rovinano però, quelle esibizioni, più le loro madri (od i loro padri) che istigano le fanciulle a percorrere certi androni o saloni pur di arrivare alla meta.

Blog.monroe


Hanno ragione le giornaliste e le intellettuali che chiedono di ribellarsi all'andazzo. Perché alla fine di quel salone  e di quell'androne ci sono immonde camere da letto con ricatti a scambio sessuale.
Ma succedeva anche al tempo di Marilyn Monroe... Che diceva: prima lo si fa e meglio è. Per cavarsi il pensiero.

Secondo motivo, non legato al ricatto sessuale che fa vittima la ragazza che abbia qualche pretesa di accedere a certi ambienti. Ma vincolato, almeno in queste vicende italiane offerte dal capo del governo, ad un sistema organizzativo "erga omnes". Ovvero indirizzato sia a chi governa a Roma sia a chi vi fa l'opposizione ed amministra certa periferia.

Su questo scandalo non bisogna cessare di cercare notizie.
La rabbia politica della destra per l'intervista ad una escort non qualsiasi, nasce tutta da quello scandalo. Sulla cui specularità è stato detto molto ieri sera a casa di Santoro, da parte di illustri scrittori di "Libero" e "Giornale".

Questo è vero giornalismo. Per cui non comprendiamo la rabbia di quegli scrittori  e dei loro colleghi ieri sera da Santoro e stamani quasi all'alba su "La7", contro le signorine utilizzate allo scopo di arrivare a certi affari mediante un viaggio lungo la notte di un presidente del Consiglio e di altri politici di diverso bandiera.

La serata del primo ottobre 2009, televisivamente parlando, deve passare alla Storia anche per un altro particolare.
Bruno Vespa ha avviato la sua trasmissione riproponendo ampie citazioni da quella di Santoro appena conclusa.
Ovvero il corto circuito. Che potrà continuare all'infinito. Ma soltanto per non fare capire che dietro l'offerta di quelle notti o di quelle dolci immagini femminili nel corso di una cena c'erano ben altri progetti. Ed interessi.

[02.10.2009, anno IV, post n. 282 (1002), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 01/10/2009 à 16:46
Par amontanari
Caso Clerici? No, parliamo del "consenso disinformato", e del "conflitto d'interessi" mai risolto


Blog_tutti_pazzi



Antonella Clerici, conduttrice di "Tutti pazzi per la tele", ha avuto la sorpresa di veder cancellato il suo programma. Tutta colpa del titolo, immaginiamo, non della conduttrice.

Quel "Tutti pazzi" applicato al mezzo televisivo, appare molto, troppo riduttivo. Qui sono "tutti" pazzi per colpa della tele, ovviamente, che ha dato a Bruno Vespa la licenza di Terza Camera della Politica italiana.

Blog_tv_vespa_berl



Chi oggi è al governo, quello vero, del Paese ha compreso da tempo l'importanza della tv, non soltanto perché vi fa affari, ma perché oggi essa è quello che Mussolini diceva del Cinema, definito "la più potente arma del regime". Ovviamente, e lo diciamo per gli stitici di comprendonio, oggi non siamo in un regime. Per il momento. Ma la tv è usata da chi governa, "contro" tutti gli altri, e quindi contro la stessa concezione della vita democratica.

La Rai fa pietà. Ho visto soltanto qualche scena di "Da Nord a Sud", l'altro programma orfano di ascolti: non c'è ritmo, i testi sono prolissi, la recitazione appassionatamente sotto le righe... Ma programmisti ed autori della Rai, andate a vedere come Mediaset fa lavorare Ricci...

Il servizio pubblico fa pietà, tra notizie non date, incartate in incomprensibili tornanti dialettici, ed omissioni per salvaguardare l'onore del politico di turno che comanda. E che ora ha anche le sue reti sul mercato. Lo chiamavano conflitto di interessi, ma la sinistra non se ne è mai occupata. Berlusconi dovrebbe accenderle un cero, altro che prenderla in giro od offenderla nel migliore dei casi.

"Tutti pazzi nella Rai" potrebbe essere l'autobiografia non soltanto di un'azienda ma di un'intera classe dirigente che, nel quieto vivere degli scambi non di coppie ma di favori, ha condotto questo Paese al trionfo del consenso disinformato.


[01.10.2009, anno IV, post n. 281 (1001), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 01/10/2009 à 15:45
Par amontanari
Un riminese medico cooperante a Pechino con la moglie

Blog_pechino_cecchi




Tre italiani alla parata per i 60 anni della Cina popolare. E' un titolo del "CorSera" di stamani, grazie al quale ritrovo un vecchio amico d'infanzia.

L'articolo annuncia che uno dei tre connazionali invitati alla festa di Pechino è un mio concittadino, il medico Pierluigi Cecchi, 65 anni, che da dieci vive con la moglie Rosalba in Cina.

Per la cooperazione sanitaria avviata con l'Italia, Cecchi ha ricevuto nel 2007 dal sindaco di Pechino il premio "Grande Muraglia".

Auguri e complimenti, Pierluigi, se qualcuno ti fa sapere di queste poche righe.

[01.10.2009, anno IV, post n. 280 (1000), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 30/09/2009 à 16:24
Par amontanari
Tra i due litiganti il terzo gode. Un bersaniano "gioca" per il cavaliere

Bersafrance




Vicenda molto antipatica, appare quel balletto che vede da una parte il coordinatore nazionale bersaniano sfiduciare Franceschini dopo i risultati delle votazioni nei circoli del Pd, e dall'altra Rutelli annunciare un'uscita dal partito con la sicurezza di chi fa l'oroscopo al passato.

Le votazioni dei circoli, non sono i risultati delle primarie prossime venture. Anzi, i giochi sono tutti da fare. Il coordinatore è stato smentito dal suo coordinato. Bersani ha garantito a Franceschini "piena collaborazione".

Ma si sa come vanno queste cose. Una cosa è il galateo che obbliga all'uso di formule di cortesia. Un'altra è la dura legge della giungla in cui sono da sempre costretti a vivere i nostri partiti.

Farsi i dispetti qui ed adesso, nel contesto drammatico in cui si trova la società italiana con questo governo, è un delitto.

Ieri Anthony Giddens terminava un editoriale su "Repubblica" prospettando per il centro-sinistra la ricerca "di un nuovo pensiero politico" e "la capacità di unire tutte le sue forze, mettendo fine alle divisioni tra moderati e radicali".

Invece sembra che l'unica "uscita di sicurezza" per i nostri eroi del Pd sia una comica corsa al centro già affollato da troppi concorrenti.
Casini è un pezzo che vi ha piantato la sua tenda. Se vi arriva Rutelli farà da chierichetto al celebrante investito da Santa Madre Chiesa. A maggior gloria di un centro-destra che non sa cosa vuole e non sa dove andare, come dimostra lo "scontro" di Fini con Bossi e Berlusconi. Ma che trova tutte le strade libere per proseguire la sua corsa grazie all'inettitudine dell'opposizione. Per ora Berlusconi può scherzare ringraziando Santoro ("Mi porta voti"). Sarebbe molto triste se sul serio il Pd nel suo travaglio alla ricerca di identità, favorisse nei prossimi mesi l'attuale capo del governo.

Si comincia scherzando e si finisce tremando. Ora il cavaliere la prende allegramente. Domani il Pd potrebbe recitare un triste ed amaro mea culpa. Ovvero la vecchia storiella che tra i due litiganti il terzo gode.

Fonte foto: www.unita.it.

[30.09.2009, anno IV, post n. 279 (999), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Publié le 29/09/2009 à 15:59
Par amontanari
Sembrano le camerate di "Amarcord" o le compagne di "Don Camillo". Chiuse al libero arbitrio


Fiorella




Non le indossano realmente. Sono un loro abito mentale. Le fedelissime di Berlusconi le esibiscono con orgoglio, le camicette azzurre. Che le costringono come certi busti delle caricature sulla moda ottocentesca. Una specie di camicette "di forza" (Italia), per evitare ogni deragliamento dal verbo del cavaliere.

La biancheria del Popolo della Libertà non è fatto soltanto di oggetti del desiderio sessuale.
Quelli li usano fanciulle che, parole loro, si offrono una prospettiva ancorata al bivio amletico fra politica e spettacolo. Questo o quella per lor pari sono.
Consapevoli, le poverine, che qualcuna prima di loro ha dato prova di eccellere nel corpo a corpo televisivo, mostrando le proprie grazie, per salire infine su qualche poltrona pubblica.

Le camicette azzurre obbligano chi le ha accettate come correttivo del proprio (ed altrui) pensiero, a credere che soltanto "lui" non sbaglia mai. E che gli altri è inutile che parlino, tanto sono nell'errore.

Non credono ai dati di fatto. Fingono di non sapere che è stata la moglie del capo a denunciare in pubblico le di lui frequentazioni di minorenni e la di lui "malattia".

Le "camicette azzurre" fondano club in onore del loro idolo politico.
Passi per quel "Meno male che Silvio c'è" (titolo di un inno composto in suo onore).
Ma quel "Silvio ci manchi" è qualcosa che, se il loro leader fosse nato non nell'operosa Lombardia ma nello scaramantico Sud d'Italia, porterebbe a ripetuti toccamenti contro la jella che il titolo del circolo potrebbe far temere.

Settantuno anni fa l'ambasciatore inglese a Roma riferiva al suo governo che il capo dello Stato italiano era stato colpito da un "fortissimo esaurimento fisico" per colpa della signora Claretta Petacci.
Mussolini, aggiungeva l'ambasciatore qualche mese dopo, era stato costretto a cambiare amante, aveva ora una "placida tedesca", "meno eccitante" della Petacci.
Chi aveva operato la sostituzione, secondo il diplomatico britannico, era stato "il Vaticano". (Ne ha parlato domenica 27 settembre Filippo Ceccarelli su "Repubblica").

Ma anche la "placida tedesca" ha i suoi effetti negativi se un rapporto del 6 ottobre 1939 parla di "durissima prova" a cui Mussolini è stato sottoposto sia da lei sia dalla Petacci. L'Europa è già in guerra da un mese.

Il bello delle "camicette azzurre" è che non si rendono conto di quale e quanto sputtanamento abbiano provocato all'Italia non alcune notizie segrete come quelle su cui si basa il diplomatico inglese inventando un ruolo del Vaticano per procurare amanti a Mussolini. Ma pubbliche informazioni che dalle "camicette azzurre" sono qualificate gossip, mentre sono semplice conseguenza di una denuncia (altrettanto pubblica) della moglie del premier italiano.
A cui i cronisti "legati" al marito, hanno risposto con un "Senti chi parla, te che mostravi le tette sul palcoscenico". Con tanto di foto per documentare che si dicevano cose vere.

Gad Lerner, ieri mattina su "Repubblica" e ieri sera in tv a "L'infedele" su "La7", si è chiesto se questa Italia del 2009, che Berlusconi presume di incarnare, sia dominata dalla "cultura ereditata dall'Italia delle case chiuse degli anni Cinquanta".

Le "camicette azzurre" ospiti di Lerner iersera sono state rispettose del copione che dovevano recitare. Tanto di cappello.
Ma, signore mie, che fatica dovete aver compiuto in tutti questi mesi od anni per rinunciare al libero arbitrio ed assumere quel ghigno alla Ghedini pieno di "gran dispitto" verso chi non la pensa come vuole il capo. Anzi, il Capo.

Se volete vedervi allo specchio, ci sono certe scene di "Amarcord" con le ispettrici del fascio che sembra essere non la vostra caricatura ma il vostro autoritratto. O certi passi del "Don Camillo" di Guareschi con le compagne del Pci, formatesi alla scuola di Mosca, che sembrano vostre sorelle. Non è un gran risultato per il "Partito della Libertà".

Niente di strano, anche la dittatura comunista della Germania orientale si riteneva democratica.
Auguri, "camicette azzurre", che la vostra strada per arrivare alla scoperta del "vero" sia molto più breve e veloce.

E se amate davvero la Politica, mandate a quel paese (con doverosa ineleganza maschile), le fanciulle che sono afflitte, frequentando il vostro signore, dall'atroce dubbio: se a loro si confaccia più lo spettacolo senza veli od un seggio in parlamento senza capo né coda.

La foto ritrae la deputata del Pdl Fiorella Ceccacci Rubino, nata a Latina il 18 giugno 1965, fonte: Excite.

[29.09.2009, anno IV, post n. 278 (998), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA