Il "morbus italicus" della politica è penetrato all'interno delle mura leonine. Destinato alla pensione per raggiunti limiti di età, il cardinal Camillo Ruini "resta in sella" a ben 77 anni per curare il progetto culturale della CEI, rivolto ad unire tutti i cattolici attorno a temi ecclesiali destinati a trasformarsi in argomenti politici da trasformare poi in leggi dello Stato.
Questa è la morale della favola, proprio nel momento più critico della vita nazionale. La battaglia contro la legge sull'aborto ed i "dico" continua con chi l'ha avviata. Ruini non è messo da parte, e come i suoi colleghi laici (si fa per dire...) italiani, resta a dirigere gli affari spirituali della nostra Repubblica.
Eminenza, ci scusi se ci permettiamo di esprimerle il nostro pensiero, su di un aspetto soltanto però delle tante questioni che lei deve quotidianamente affrontare. La dottrina ufficiale della Chiesa considera lecito soltanto il controllo della nascite con metodo naturale. Che non funziona. L'uso del preservativo per evitare contagi e non diffondere morte attraverso il sesso, è proibito.
Nel Vangelo c'è scritto che non è l'uomo fatto per la legge, ma la legge per l'uomo. Per questo non capisco il divieto dell'uso del preservativo.
In Spagna, i vescovi cattolici hanno attaccato il governo Zapatero, invitando i cittadini a non votarlo. Ieri il Partito socialista spagnolo, quello di Zapatero, ha risposto per le rime: è "immorale" che la Chiesa spagnola utilizzi il terrorismo per fare campagna elettorale.
I vescovi, in vista delle elezioni politiche del marzo 2008, avevano formulato ai fedeli una serie di consigli, tra cui quello di non votare chi adotta come "interlocutore" un'organizzazione terroristica come l'Eta.
Oggi pomeriggio la "vicepresidenta primera del Gobierno, María Teresa Fernández de la Vega" ha chiesto ai vescovi che rispettino la separazione fra Stato e Chiesa voluta dalla Costituzione, così come il governo spagnolo ha sempre fatto in questa legislatura.
Pensierino diabolico. Parole simili in Italia si possono leggere soltanto in lingua spagnola. A nessun leader di governo nostrano verrebbe in mente soltanto di pensarle, non dico di pronunciarle.
[Anno III, post n. 33 (410)]
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