In certi momenti addirittura una piega amara sottolinea un lieve disprezzo per le vittime di questa crisi. Che disturbano i manovratori perché piangono sul serio, quando perdono il posto di lavoro. Mica sono ricche come gli stessi ministri.
Giorno verrà in cui o il cavaliere o Tremonti guarderanno biechi le masse per rimproverarle, "Ben vi sta la crisi, siete stati tutti comunisti e lo siete ancora nel più profondo del vostro animo, è tutta colpa vostra".
L'insostenibile leggerezza dei nostri governanti ha avuto conferma nella conferenza stampa di ieri del tandem Berlusconi-Tremonti, una sceneggiata da teatrino infantile. Con il secondo che si tira fuori dalla discussione, sostenendo che hanno fatto tutti capi di Stato e di governo. E con il premier che ribatte gioiosamente: "I ministri, in compenso, stavano al cesso".
Il tono "basso" direbbero gli esperti di letteratura, s'addice alla nostra compagine di governo. Che non riesce a volare alto neppure nei momenti più drammatici. Che non comprenderà mai la lezione venuta da quell'Obama che era a Londra con loro.
L'America, ha poi argomentato Obama, "è la più grande economia del pianeta, la prima potenza militare e ha una grande influenza sulle idee e la cultura, ma lo fa al meglio se è capace di ascoltare, se riconosce che il mondo è complicato e che c'è bisogno di collaborare con gli altri Paesi e se mostra un atteggiamento di umiltà".
Umiltà: sì, ditelo a quelli di casa nostra che si ritengono i migliori governanti del mondo.
[03.04.2009, anno IV, post n. 99 (819), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]
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