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Publié le 04/04/2009 à 16:14
Par amontanari
Balilla Promette di lanciare il sasso nello stagno. Per non destare sospetti dichiara di volere scacciare i luoghi comuni e costringere i maestri del pensiero della sinistra a "giocare in difesa". Come se adesso fossero all'attacco. Mah. Quando fa questi proclami (riportati da Ugo Magri sulla "Stampa" odierna), Fini veste la divisa d'ordinanza del Balilla di turno e della pietosa badante del governo.

E' vero che sulla fecondazione lui ed il presidente del Senato Schifani, si sono espressi in modo opposto. Fini aveva elogiato la sentenza della Suprema Corte perché difende la salute della donna. Schifani gli ha ricordato che a votare la legge c'era stata anche la Margherita di Rutelli. Come per rimproverarlo di essere più a sinistra dell'ex sindaco di Roma. Ma è un'operazione invero non troppo difficile, viste le recenti svolte a destra di Rutelli, circa il testamento biologico.
Ma i gesti di Fini sono pure schermaglie da avanspettacolo della politica. Tutti parlano, ed i fatti non si vedono. La crisi economica, ha spiegato Berlusconi è soprattutto psicologica.

Fini_blog In questo panorama in cui tristemente si nega l'evidenza delle cose, ogni giorno Fini cerca di ritagliarsi uno spazio più per apparire che per essere.
Quando dice che liberal-capitalismo e liberal-democrazia sono in crisi, richiama un vecchio ritornello della destra, non scrive uno spartito nuovo. Tanto è vero che alla fine concorda pienamente nelle diagnosi del cavaliere che dal secolo scorso promette una "rivoluzione liberale" di cui non conosce neppure il significato (partendo dall'originale di Gobetti).

Un altro protagonista della politica si agita in queste ore, quel Casini che gode degli appoggi vaticani e di molti ambienti cattolici. Come conferma la recente intervista di Andrea Riccardi a Vittorio Zincone su "Magazine" (19.3.2009).
A Riccardi è stato chiesto: "Lei crede nel progetto di terzo polo centrista e cattolico, a cui lavora Pierferdinando Casini?". In puro stile curiale Riccardi ha risposto: "Io non sono mai stato un fanatico del bipolarismo". Non ha scoperto nessuna carta, perché la carta Casini è già abbondantemente "scoperta" da tempo.

Casini ha detto una cosa che Fini dovrebbe imparare a memoria: "Un partito si forma assieme e non si crea per concessione divina di qualcuno".
Fini è convinto di poter lanciare impunemente i suoi sassi nello stagno, e promette "cose politicamente scorrette". Intanto ha coperto di elogi Berlusconi, come racconta Ugo Magri nel suo articolo. Dimenticando che il suo leader preferisce i ministri chiusi al cesso, come da conferenza stampa sul G20.

[04.04.2009, anno IV, post n. 100 (820), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

[Tutti i post di questo blog sono "DOG" = "Documentazione di originalità garantita" dal "Consorzio invenzione produzione e consumo informazioni originalmente prodotte", in sigla: Cip&Ciop.]


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