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Publié le 05/09/2008 à 18:20
Par amontanari
Zingarielemosinabambini Impronte ai nomadi. Il commissario europeo Jacques Barrot, del partito di Sarkozy, le approva. Il governo esulta. L'opposizione in parte si pavoneggia (facendo cambiare il testo abbiamo evitato all'Italia una pessima figura) ed in parte critica. I passi indietro della maggioranza sono merito nostro, dichiara Giuseppe Fioroni che però avverte: lo spirito di quei provvedimenti "resta profondamente negativo", come leggiamo nell'intervista al "Corriere della Sera" di oggi.

La rilevazione delle impronte deve avvenire "solo in casi estremi". La precisazione ha appagato il commissario europeo, ma inquietato il presidente dell'Agenzia nazionale dei rom di Romania, Gruia Bumbu. Obiettivamente ci si trova davanti a quelle soluzioni pilatesche che si affidano alla scelta della "parola giusta", convinti che le azioni siano conseguenze delle parole, mentre le parole sono conseguenze delle cose. E' il solito trucco del burocratese?

"Dal rapporto ricevuto emerge che non c'è nulla di discriminatorio nelle misure proposte dal governo italiano", ha fatto comunicare Barrot: "La raccolta delle impronte digitali non è sistematica, ma limitata, in particolare in relazione ai minori. Per cui è limitata ai casi in cui è strettamente necessaria l'identificazione in assenza di documenti".

Sul sito di Palazzo Chigi abbiamo trovato che il 31 luglio Berlusconi aveva dichiarato: non è una misura costrittiva, ma "atta a garantire che questi bambini vadano veramente a scuola". Lo aveva detto pure il 15 luglio: "affermiamo la ferma volontà del governo di garantire che possano andare a scuola". Ovviamente al nostro presidente del Consiglio difettava in quei momenti il senso dell'umorismo, oppure lanciava un nuovo programma educativo "erga omnes". Dammi l'impronta e poi ti mando a scuola dalla Gelmini... Più che una promessa, una minaccia.

Sul sito del Ministero dell'Interno, si legge questa frase attribuita la ministro Maroni: "Non è necessario prendere le impronte ai bambini, i rilievi segnaletici necessari, infatti, possono essere effettuati in diversi modi".

Questo il testo dell' Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri 30 maggio 2008 (n. 3676) che riguarda il problema:
"b) monitoraggio dei campi autorizzati in cui sono presenti comunità nomadi ed individuazione degli insediamenti abusivi;
c) identificazione e censimento delle persone, anche minori di età, e dei nuclei familiari presenti nei luoghi di cui al punto b), attraverso rilievi segnaletici; (...)
h) interventi finalizzati a favorire l'inserimento e l'integrazione sociale delle persone trasferite nei campi autorizzati, con particolare riferimento a misure di sostegno ed a progetti integrati per i minori, nonchè ad azioni volte a contrastare i fenomeni del commercio abusivo, dell'accattonaggio e della prostituzione".

Infine, il ridimensionamento della normativa dell'ordinanza 3676 è dovuto alle direttive impartite dal Ministero alle prefetture ("il Sole-24 Ore" del 24 luglio). Riporto un brano dell'articolo di Angela Manganaro:

"Il punto più delicato, la rilevazione delle impronte, rientra nei binari "della legislazione vigente". Si procederà infatti ai rilevi dattiloscopici solo quando «l'identificazione non sia altrimenti possibile in base a documenti disponibili e circostanze attendibili, secondo quanto previsto dal Testo unico delle leggi sulla sicurezza». Le impronte ai bambini sotto i 14 anni, ma
sopra i 6, possono essere prese solo quando si tratta di cittadini extra Ue e solo per il rilascio del permesso di soggiorno secondo quanto stabilito dal regolamento comunitario 380/2008. I bambini rom tra i 6 e 14 anni italiani e comunitari restano fuori dalla schedatura a meno che non la disponga
il tribunale dei minori. I rilievi dattiloscopici a bambini sotto i sei anni non sono permessi a prescindere dalla nazionalità, a meno che non siano abbondati o vittime di un reato ma la rilevazione va fatta sempre d'intesa con Tribunale dei minori e polizia. Nelle linee guida si raccomanda più volte il rispetto della dignità della persona e della privacy".

Circa le dichiarazioni di Fioroni (per le correzioni apportate dal governo), forse c'è una punta di eccessivo ottimismo: non è stata mutata l'ordinanza, a quanto pare, ma è stata aggiunta una direttiva per l'applicazione dell'ordinanza stessa.
Resta soltanto un problema (tutto italiano): le direttive hanno lo stesso valore di un'ordinanza pubblicata sulla "Gazzetta Ufficiale"?
Maroni ha dovuto sedare l'opposizione, ma non ha ottemperato alla massima della semplificazione del suo collega Calderoli e del di lui ministero.

Fonte foto: troviamoibambini.it

[Anno III, post n. 270 (647), © by Antonio Montanari 2008]

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