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Publié le 07/02/2008 à 19:10
Par amontanari

Ferrarablog Finito il carnevale, ieri, appena in tempo per avviare la quaresima e la campagna elettorale (ci sarebbe da scoprire il profondo nesso morale tra i due elementi), la cronaca s'avvita nei soliti minuetti. Dice una notizia: "Schifani apre a Mastella". Verrebbe da aggiungere: lo guarda bene in viso e poi sviene.
Ma la politica ha nervi saldi che fortunatamente evitano simili accadimenti.

Meglio parlare di cose più elevate. Su "Repubblica" di martedì scorso, 5 febbraio, è apparso un articolo di Aldo Schiavone, intitolato "Il pericolo dell'ondata neoguelfa". Schiavone, storico e giurista, ci ha offerto in mezzo ad una dotta trattazione del tema, una bella battuta su Giuliano Ferrara.

Seguendo il motto che soltanto le persone serie, possono permettersi di scherzare, riproduciamo quella battuta: Ferrara ha compiuto un percorso "in una sorta di formula trinitaria, efficace ma non senza contraddizioni: Berlusconi in Italia, l´America nel mondo, il Papa su tutto – il Papa, si badi, non Dio, che vorrebbe dire ben altra cosa".

Di qui al 13 aprile sarà una gara dura per il Santo Padre. Dovrà competere con Giuliano Ferrara a chi tiene più omelie ai fedeli cattolici di Santa Romana Chiesa. Il vecchio proverbio che suggeriva di scherzare coi fanti e di lasciare stare i santi, in Italia è bellamente rovesciato da almeno una decina d'anni.

Direi, se volessi calarmi nella veste monacale di Ferrara, che le forze del demonio sono riuscite a trasformare un uomo pio e devoto come Romano Prodi nella minaccia dell'intera Cristianità. Entro le mura leonine ha avuto fortuna la campagna destinata a tagliare le radici dell'Ulivo, a segarne il tronco ed a bruciarlo in una commossa cerimonia. Tra danze e canti in onore del popolo della libertà che s'affaccia alla scena per promettere giornate radiose per tutti.

Ma siccome non mi si adatta quella veste monacale, cesso dal discorso e constato la diffusione di un contagio operato dal modello-Ferrara. Stamani Francesco Merlo su "Repubblica" ha scritto l'elogio di Walter Veltroni nello stile mentale che il direttore del "Foglio" avrebbe (o forse ha già) potuto applicare in un elogio di Silvio Berlusconi: "Ha vinto prima di vincere, ha vinto anche se perderà le elezioni".

Questa cronaca politica gestita sul filo del rasoio dell'esaltazione ha qualcosa di grandioso che sfugge alla gente semplice come osa credere di essere il sottoscritto. Mi consola un fatto. Adesso dai tg di Mediaset arrivano servizi sugli aumenti del costo della vita. Dopo il 14 aprile con il nuovo governo di Berlusconi, tutto andrà meglio. Nel senso che i tg di Mediaset non ne parleranno più.

[Anno III, post n. 40 (417)]