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Publié le 07/09/2008 à 17:02
Par amontanari
Palin_mayor_0901 Sarah Palin, la candidata alla vice-presidenza  degli Usa scelta da John McCain, è stata sindaco di Wasila (foto "Time"), in Alaska.
Un giorno chiese alla bibliotecaria pubblica, Mary Ellen Baker, di togliere dagli scaffali "certi volumi, per il loro linguaggio riprovevole, e quando la Baker si rifiutò di intervenire, il sindaco la fece esonerare dall'incarico". Così ricorda sul "Corriere della Sera" di oggi lo scrittore Jay Mcinerney.
Il quale cita il "Washington Post" per un altro episodio: come governatrice dell'Alaska, Sarah Palin "ha negato fondi a un alloggio protetto per ragazze madri".

Da brava "cristiana fondamentalista" Sarah Palin otterrà un buon successo tra la destra italiana. Dove le signore con pruriti razzistici e nostalgie reazionarie sono una bella folla pronta a tutto. Con una non indifferente differenza.
Sarah Palin ha corso da sola e per se stessa. Le altre, le nostre signore indigene, sono le eterne gregarie di un capo maschilista, che le ha scelte e premiate in base a meriti che nessun elettorato ha mai potuto conoscere ed approvare.
Sarah Palin rischia in proprio, le nostre signore per conto terzi, il che equivale ad aver stipulato un'assicurazione sulla carriera con il nostro sistema elettoral-politico.

Oggi il papa da Cagliari ha detto che la politica "necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile".
La frase si può leggere in tanti modi. Compreso questo: quelli attualmente sulla scena non valgono nulla?

La storia di Sarah Palin, si può leggere nel "Time", citato stamani dal blog "Cattiva Maestra". E nel foglio locale di Rasila, Frontiersman. Dove c'è un album di Sarah Palin.

[Anno III, post n. 272 (649), © by Antonio Montanari 2008]

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