Quel Berlusconi napoletano con la ramazza, rassomiglia tanto ad una befana qualsiasi. Lui la brandiva, la befana la cavalca quando, nelle rituali occasioni da calendario, invita a fare festa ed a recare doni a chi crede ancora alle favole.Noi siamo come quella sua guardia del corpo, piuttosto perplessa ed amareggiata, che gli sta sopra la testa e guarda tristemente l'esibito trofeo.
Una ramazza, appunto. Che dà icasticamente l'idea della condizione in cui si trova il Bel Paese.
Un mondo di ciarlatani che diffonde il contagio anche a chi arriva dall'estero.
Esperienza fresca fresca, come il pesce appena pescato. Di stamani. Conosco una signora russa che assiste una mia parente. Le ho chiesto di procurarmi una badante per un mio congiunto. Ci troviamo noi tre, la signora, la badante russa da impiegare, ed il sottoscritto.
Pattuiamo il compenso secondo i contratti vigenti. La badante da impiegare vuole vedere il malato da assistere che non è ancora stato dimesso dall'ospedale. La accompagniamo a vedere il malato da assistere.
Poi vuole vedere la casa dove abita il malato. Le facciamo vedere la casa, la sua stanza (della badante), il suo letto (idem). La facciamo sedere a tavola. Mangia pochissimo, due spaghetti, un po' di carne, due foglie d'insalata, mezzo bicchiere d'acqua, un po' di cocomero.
Chiede di vedere il giardino. Le facciamo vedere il giardino. Lo ispeziona con sguardo attento. Sa soltanto lei che cosa significhi il tipo ed il disegno del giardino (tutta roba semplice e grezza) con l'assistenza al malato.
Alla fine quando deve comunicarci se accettare o meno l'incarico di badante ("tutto in regola"), prima assume il tono austero di chi deve pronunziare una sentenza in tribunale, poi corregge la cifra detta al mattino, e vi aggiunge altri cento euro.
La ringraziamo di cuore rifiutando il contratto, le diamo 15 euro per il disturbo recatole, la riaccompagniamo dove deve andare. Con sorriso sulle labbra di tutti. Ed un retropensiero, in me: "Ma guarda come questi stranieri imparano subito da noi italiani a taroccare le carte".
I cattivi esempi trionfano. La ramazza del Cavaliere è l'alibi per questo "Paese di ladri o con vocazione ladresca", come lo chiama Giorgio Bocca sul "Venerdì di Repubblica" uscito oggi. L'alibi per coprire il ridicolo. Gli affamati che cercano nei bidoni gli scarti alimentari commestibili sono equiparati a temibili delinquenti. Contro di loro si scateneranno le forze dell'Ordine.
La ramazza del Cavaliere riassume un atteggiamento poco nobilmente politico e per nulla democratico: quello di chi crede di aver sempre ragione e di considerare dalla parte del torto tutti gli altri.
La ramazza del Cavaliere è uno di quei cattivi esempi che il governo (centrale o periferico non fa differenza) poi trasforma in decreti, dando la caccia ai morti di fame. E spiegando a tutto l'universo mondo che il più intelligente è chi fa il furbo, come la gentile signora russa che in tre ore ha alzato di cento euro la tariffa legale e chiedendo un compenso extra se la camicia da stirare non apparteneva al malato ma ad altra persona di casa.
[Anno III, post n. 247 (624), © by Antonio Montanari 2008]
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