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Publié le 09/09/2008 à 17:48
Par amontanari
Emiliani Il quotidiano locale a cui sono abbonato pubblica stamani un editoriale firmato da Vittorio Emiliani: "Ai giovani bisogna dire che guasto fu la dittatura".

Sono in sostanza, ed in sintesi, le stesse cose che leggiamo in un altro fondo del medesimo Vittorio Emiliani, con un diverso taglio, su "l'Unità": "Il fascismo 'male assoluto', come ha affermato Gianfranco Fini, o male relativo, come ha sostenuto pochi giorni fa il suo confusionario allievo Gianni Alemanno sindaco di Roma? Andiamo a vedere allora i principali guasti prodotti dal fascismo, in dati e cifre"...

Emiliani ha ragione, i giovani debbono sapere "che guasto fu la dittatura". Ma tutti noi, giovani e vecchi, abbiamo diritto di sapere pure quello che succede oggi, perché altrimenti va a farsi friggere la nostra idea di democrazia che giustamente contrapponiamo alla sua negazione "assoluta" (coma va di moda dire oggi).

Si dà il caso che poco tempo fa (12 agosto) allo stesso quotidiano locale a cui sono abbonato, abbia inviato una lettera che non è stata pubblicata (non oso dire censurata). E che cominciava così: "Presidente della Provincia e sindaco di Rimini si sono detti notevolmente preoccupati per notizie che "configurano un quadro di infiltrazione malavitosa in diversi settori del tessuto economico-imprenditoriale" locale. Ma il problema non è nuovo, come documentano alcuni dati 'storici'".

Tra fine maggio ed inizio giugno un'altra mia lettera non era stata pubblicata. Eccola integralmente: "A Riccione è stata cancellata la via Jan Palach, il martire politico del 1969, uccisosi per protestare contro i sovietici. Potresti informati sul "dove come quando e perché" ciò è accaduto?".

Non so se subirà la stessa sorte (temo purtroppo di sì) un altro testo spedito il 4 settembre, una lettera aperta alla ministra Gelmini. Dove le cose pericolose scritte, e che possono aver sconsigliato la pubblicazione, sono sostanzialmente due:
1. Se dovessimo stilare una graduatoria della pericolosità sociale, gli avvocati rischierebbero di finire in testa a tutti, anche a quelli che difendono;
2. "la famiglia politica, o quella sindacale o quella ecclesiastica o quella massonica sono i luoghi deputati alla promozione ed alla sorte delle carriere negli ospedali, nella scuola, nella magistratura". (Non si tratta di un'opinione soggettiva, ma di un dato di fatto.)

Prometto solennemente qui di non disturbare più con le mie lettere i colleghi del quotidiano locale a cui sono abbonato.

[Anno III, post n. 275 (652), © by Antonio Montanari 2008]

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