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Publié le 10/04/2008 à 18:28
Par amontanari
Veltroni Nella chat di oggi pomeriggio del "Corrierone" condotta da Beppe Servergnini, Walter Veltroni ha spiegato che l'Italia deve diventare un Paese moderno ed europeo. Ha ragione. Ma ha torto quando per arrivare a questa conclusione parte della premessa sulla "vecchiezza del Paese", giustificandola con il modo di agire del "principale esponente nello schieramento avversario".
Berlusconi è vecchio non per anagrafe come pensa Veltroni, ma nei modi e nelle linee politiche. Ormai la sua campagna elettorale non è altro che stanca ripetizione di uno schema mentale: dice una cosa assurda, poi la smentisce oppure ne incolpa i giornalisti.
Ma il Paese non è vecchio, della "vecchiezza" di cui parla Veltroni. Il Paese non è Berlusconi, se appare vecchio è per colpa pure degli alleati (giovani) di Berlusconi, come ad esempio Fini che ogni volta, davanti a dichiarazioni "impossibili" del cavaliere, si smarca per poi sottomettersi ed obbedir tacendo.

Il Paese è vecchio come anagrafe? Ma è una colpa essere vecchi? Se questo è il retro-pensiero di Veltroni, sbaglia la mira del discorso, perché ogni società deve impostarsi sul dialogo fra giovani e vecchi, come era quando noi eravamo giovani.
Se poi tutta la manfrina è per giustificare liste di beneficiati dall'alto, e sappiamo come, allora caro Veltroni, vecchio sarà lei che prende in lista raccomandati e spera che gli elettori non se ne accorgano.


10042008veltroni02Post scriptum. Tutto questo inno "Giovinezza, giovinezza" non è un po' troppo ricalcato su altre idee, ideologie o campagne politiche un poco vecchiotte e con quei bei risultati che tutti conosciamo, ad esempio dal 1940 al 1945?

[Anno III, post n. 110 (487), © by Antonio Montanari 2008]