Caso Jan Palach-Riccione, di cui ho parlato lo scorso anno.Ovvero come quel Comune non intitolò una strada al giovane che il 16 gennaio di 40 anni fa si diede fuoco in piazza San Venceslao nel centro di Praga.
Ho potuto leggere i documenti relativi alla vicenda.
La decisione dell'intitolazione fu presa l'8 settembre 1969 dall'apposita commissione comunale per la toponomastica.
Il 25 novembre la commissione stessa, con alcuni componenti cambiati, si rimangia quanto deliberato.
Il Consiglio comunale verbalizza il tutto il 9 febbraio 1970.
Questi documenti erano già stati visti dallo studioso riccionese che mi aveva informato (vedi il post del 31.05.2008).
Essi confermano quanto quello studioso mi aveva esposto: cioè, che la Giunta aveva bocciato (informalmente e sottobanco) la prima proposta. Questo atteggiamento "privato" della Giunta comunale spiega la retromarcia della commissione del 25 novembre rispetto alla decisione dell'8 settembre 1969.
Piccolo particolare che poteva fungere da alibi per spiegare la vicenda della retromarcia. La via Palach 'rubava' il nome alla Flaminia! Immaginate se il mutamento del nome bimillenario di una strada romana, poteva essere approvato.
Infine, la delibera comunale del 9 febbraio 1970, affissa il 13 febbraio 1970 al pubblico ed inviata alla Prefettura, fu approvata da questa il 24 aprile 1975, dopo i pareri favorevoli espressi dalla Soprintendenza ai monumenti e dalla Deputazione di Storia Patria. Erano passati cinque anni. Diconsi cinque.
Ai post del 2008 sull'argomento:
1. Strade facendo
2. Stalinisti a Riccione
Fonte della foto.
[11.01.2009, anno IV, post n. 14 (734), © by Antonio Montanari 2009]
gruppobloggerlastampa






