Letteralmente, siamo andati nel pallone. Ovvero siamo "in stato di confusione mentale, disorientati". E non per colpa nostra. E ci siamo andati, nel pallone, per colpa del pallone stesso. Di quel pallone usato politicamente per confondere e complicare le cose.
Ieri il cavaliere al Colosseo aveva detto che Totti era «fuori di testa» per aver appoggiato il candidato sindaco del Pd, Francesco Rutelli. Oggi, la solita rettifica o smentita accompagnata dalla consueta accusa: tutta colpa della sinistra.
Con un'aggiunta che dice tutto: "Totti è un grande campione, una bandiera della sua squadra. Gli ho sempre voluto bene, del resto anche la moglie lavora a Mediaset". Ancora una volta, dunque, ha parlato la "voce del padrone". Così Berlusconi oggi in un collegamento telefonico con "Radio Radio".
Aspettiamo il sabato del silenzio, e volete che nel sabato del villaggio (globale) non dica niente il signore di Arcore? Aspettando la domenica del voto e il lunedì degli scrutini, siamo sicuri che ogni ora che passerà sarà scandita da qualche affermazione strana o irriguardosa.
Siamo abituati a tutto, ma sarebbe bello che un padrone avesse consiglieri fidati, capaci di calmarlo in attesa degli eventi. Sarebbe un sogno che un amico gli dicesse "Silvio adesso per favore andiamo a spasso, a microfoni spenti". Per rispettare quel poco di spirito democratico che aleggia ancora nel Bel Paese.
A Berlusconi non sono servite le smentite di Ciampi. Ieri alla "Stampa" ha ripetuto la solita accusa di aver manipolato la legge elettorale a favore della sinistra, richiamando ancora "la decisione di un ex-Capo dello Stato [...] per favorire la sinistra che può contare sempre e comunque sulle regioni rosse".
Quindi non possiamo essere ottimisti per le prossime 24 e 48 ore. In un modo o nell'altro qualcuno direttamente o per conto terzi vorrà confermarci che siamo veramente "nel pallone".
[Anno III, post n. 111 (488), © by Antonio Montanari 2008]
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