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Publié le 11/09/2008 à 18:16
Par amontanari
Gelmini Soltanto per colpa dell'età posso affermare che i discorsi sulla scuola che va male, e sugli insegnanti che sono i peggio pagati in Europa, non risultano purtroppo una novità. Anzi, sono una ripetizione anche noiosa di quelli che si ascoltavano già nei primi anni Sessanta.

Oggi c'è di nuovo il fatto che, chi ne parla non sa che appunto se ne parlava già allora. Lo spirito del tempo contemporaneo, non è per nulla storico. Se lo fosse, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ci risparmierebbe certe battute sulla riforma che vuole imporre alla scuola la sua collega Gelmini. Tramonti la riassume in tre parole: "Un voto, un libro e un maestro".

Vorremmo chiedere al portavoce Capezzone, quello che quando parla alza il ditino ammonitore contro l'opposizione per spiegarle quanto sbagli nel dissentire dal governo; vorremmo chiedergli se quel solo voto, quel solo libro e quel solo maestro non siano per caso, nel retro-pensiero (ovvero nelle intenzioni più segrete ma non troppo) della maggioranza, pericolosi sintomi di una negazione del valore del dialogo per affermare "una sola verità".
Tremonti
Esimio ministro Tremonti, fa leggermente paura quel suo dire "un libro" come se appunto la confusione nella mente dei giovani nascesse dal confronto tra due libri, tra due maestri, tra due opinioni diverse. Insomma non ci piacerebbe che dietro "un solo libro" ci fosse "il pensiero unico".
Alla generazione precedente la mia imposero "libro e moschetto". Adesso Tremonti e Gelmini, spiegano che "basta la parola", come per il confetto Falqui. Quindi "libro e confetto"? Ovvero una versione edulcorata dell'olio di ricino?

[Anno III, post n. 278 (655), © by Antonio Montanari 2008]

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