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Publié le 12/05/2009 à 11:18
Par amontanari
La celebrazione del "Giorno della Memoria" il 9 maggio è avvenuta con un discorso del presidente della Repubblica in cui sono contenute molte affermazioni importanti per tentare un bilancio degli ultimi quarant'anni di vita politica italiana.

Ricordare la strage di Milano del 1969 "e con essa l’avvio di un'oscura strategia della tensione", ha detto Giorgio Napolitano, "significa ricordare una lunga e tormentatissima vicenda di indagini e di processi, da cui non si è riusciti a far scaturire una esauriente verità giudiziaria".

Le parole ed i concetti sono chiari. C'è stata "un'oscura strategia della tensione, come spesso fu chiamata". Ed è "parte dolorosa della storia italiana della seconda metà del Novecento anche quanto è rimasto incompiuto nel cammino della verità e della giustizia".

Oscar Luigi Scalfaro in un'intervista al "Corriere della Sera" di ieri ha detto, a proposito della storia di questi ultimi 40 anni oggetto dell'intervento di Napolitano: non bisogna lasciare "nulla di nascosto, confuso, ambiguo".

Significa qualcosa che due rappresentanti della massima carica dello Stato, uno in servizio l'altro a riposo, con lunga esperienza e militanza politica (e proprio in formazioni ideologicamente opposte), convergano su di un fatto: "non si è riusciti a far scaturire una esauriente verità giudiziaria", per usare le parole di Napolitano.

Il cenno fatto da Napolitano al fantomatico "doppio Stato" gli è servito per affermare che il nostro Paese, "è sempre rimasto uno Stato democratico".
Da questo passo, PG Battista ha tratto spunto per scrivere un bel saggio sul "Corriere della Sera" di ieri, mettendo molta carne al fuoco. E soprattutto lasciando in ombra il problema che è invece principale nelle parole di Napolitano. Un problema che va dalla cosiddetta strategia della tensione al cammino incompiuto della verità e della giustizia.

Il saggio di Battista, a chi per età o per forza di cose ignora i singoli passaggi di un quarantennio in cui si è sostenuto di tutto, può apparire un accurato elenco di mentecatti che hanno vaneggiato in nome di ideali politici ben precisi. Ma non è così.

La "chiarezza" invocata da Napolitano per la "coesione umana, morale e civile della nazione" va nel senso opposto rispetto a quello di Battista. Il presidente parla di "oscura strategia della tensione". L'aggettivo ed il sostantivo hanno un peso ed un legame che non fanno parte dei vaneggiamenti delle chiacchiere da bar.

Su "Repubblica" di oggi, Andrea Casalegno, figlio di Carlo, il direttore de "La Stampa" ucciso dalle Br, ed ex militante di Lotta continua, dichiara: "La stretta di mano tre le vedove di Giuseppe Pinelli e di Luigi Calabresi di fronte al Presidente Napolitano è un fatto molto importante e positivo ma non può significare che si volta pagina, com'è di moda dire in questi giorni. Semplicemente perché le pagine scritte sono scritte...".

E come ha dichiarato Napolitano, tra le pagine scritte non ci sono soltanto quelle ad opera del terrorismo, ma pure quelle di chi su di esso ha indagato. Come la Commissione stragi del nostro Parlamento che nel 1994 ha approvato una relazione da cui Napolitano ha citato una frase che segnala "l’attività depistatoria di una parte degli apparati dello Stato". Non sarà esistito il "doppio Stato". Ma ci sono angoli oscuri di questo Stato che dovrebbero essere illuminati, se è ancora possibile dopo 40 anni. Perché, come ha detto Scalfaro, non bisogna lasciare "nulla di nascosto, confuso, ambiguo".

[12.05.2009, anno IV, post n. 135 (855), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

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