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Publié le 17/02/2008 à 18:02
Par amontanari

Post17022008"L'Italia è degli italiani". Casini ne è sicuro. Lo ha detto oggi lanciando l'appello per l'unione del centro moderato. Dal che si ricava che esiste anche un centro estremista o radicale, per usare l'etichetta appioppata all'unica sinistra rimasta sulla piazza. In questo centro estremista Casini colloca senz'altro Walter Veltroni, con quel Pd del quale però fa parte pure Follini (come buttafuori e buttadentro, definizione di Marco Travaglio, "Espresso").

E se Casini, parlando con Aldo Cazzullo del "CorSera", definisce Berlusconi uno che fa soltanto la solita litania di slogan e di spese miliardarie senza copertura finanziaria, Follini su "Repubblica" lo invita ad un dialogo che però non sia "troppo geometrico, schematico".


Ovvero lo invita a lasciarsi andare ai sentimenti: "Toh, chi si rivede, allora dove eravamo rimasti, dunque partiamo di lì, che ne dici di un bel governo centrista per l'Italia?", potrebbe domandare Follini a Casini.

E Casini, pronto con la battuta odierna: "L'Italia è degli italiani". Mica di quello là che mi ha stancato con "le solite promesse vane e le stesse frasi pensate per compiacere la gente anziché dire la verità" (altro pezzo dell'intervista a Cazzullo).


Incontrarsi a metà strada, uno del centro moderato e l'altro per conto del centro estremista, per fare forse l'unica cosa che sarà possibile dopo le elezioni, un governo retto da Casini, benedetto a più mani ed accettato in mancanza di peggio.

Per "grazia ricevuta" (la sconfitta del Pdl), il Pd dovrà allora fargli ponti d'oro. La gara non è più tra Veltroni e Berlusconi, il Cavaliere ha già perso. "Monumento a se stesso", lo definisce Ilvo Diamanti su "Repubblica".

In effetti Berlusconi ha ragioni da vendere: ma chi glielo fa fare di faticare tanto in politica, dato che tutto quello che doveva avere lo ha avuto (soddisfazioni e leggi ad personam), e non glielo ha potuto neppure scalfire il prof. Prodi. Quello che Veltroni, suo erede nel Pd, simbolicamente e spiritualmente rinnega ritenendolo troppo antiberlusconiano.


Scalfari su "Repubblica" scrive delle interferenze ecclesiastiche, con la gerarchia che "alterna momenti di moderazione a momenti di intervento diretto". La prima con Bagnasco, il secondo con Ruini.

Ma di fatto, le fasi si succedono con lo stesso scopo, piazzare Casini al centro della scena politica, e almeno sino ad ora le due eminenze ci sono riuscite. Per cui non dice un granché la differenza dei metodi rispetto all'identità dello scopo.


"L'Italia è degli italiani". Il commissario De Gennaro dichiara di aver cambiato il piano per lo smaltimento dei rifiuti: quattro discariche non riapriranno perché "la gente aveva ragione" circa i gravi problemi che esse presentano.


"L'Italia è degli italiani": sino al voto. Poi dopo...

Per il momento, in tempi di magra Italia, sulle passerelle della moda si è ottimisti, con vestiti per modelle segnate dall'abbondanza. Amintore Fanfani, storico dell'economia aveva teorizzato che quando si accorciano le gonne, gli affari vanno male. Applicando la regola all'inverso con i panni che s'allargano, speriamo che le forme tonde siano beneauguranti per le sorti del Paese.

Salutoromano [Anno III, post n. 52 (429)]