L'inno delle Sorelle Bandiera a "L'altra domenica" di Renzo Arbore, s'intitolava "Fatti più in là".Potrebbe essere adottato da tutti i competitori elettorali per "par condicio".
I nostri "Fratelli Bandiera" compiono spostamenti progressivi del programma comune in solitari esercizi di virtuosismo oratorio. Berlusconi s'è buttato in braccio a Fini, ad esempio. Veltroni ha mollato la sinistra del centro-sinistra.
Prendete poi Antonio Di Pietro. Considerato da sempre alla destra di tutti quelli con cui si accompagnava, tacchete, all'improvviso ti spunta alla sinistra dello stesso Re dei sette colli, spingendo sul conflitto d'interessi e sulla riforma del sistema radiotelevisivo.
Per aver ragione, Di Pietro ha ragione: “C’è una sentenza della Corte di giustizia europea che va rispettata. Senza una corretta informazione ed il pericolo che il controllore venga nominato sempre dal controllato, non c’è pari opportunità nel Paese. Ecco perchè noi riteniamo che, a prescindere dal Berlusconi di turno, sia necessario di risolvere alcune questioni di democrazia del Paese".
Ma non sempre vince chi ha ragione. Ha sempre ragione chi vince, da che mondo è mondo.
Ma se Di Pietro si sposta così a sinistra di Veltroni, che fine farà l'etichetta di sinistra radicale sinora appioppata a Diliberto e soci? Ce li ritroveremo affratellati a Fini e Berlusconi? Dio non voglia.
Essendo la politica una cosa seria, diversamente dal mio discorso, un breve appunto.
Quando il Cavaliere appare in televisione si fa inquadrare con immagini religiose.
Ieri sera è stata la volta di una Madonnina lignea sul Tg4.Ma giorni fa Berlusconi era 'fotomontato' sopra una panoramica romana in gigantografia per il Tg5, con al centro (udite! udite!) "nientepopodimenoche" il cupolone di San Pietro.
Il mio breve appunto è, appunto, serio. Non altrettanto è lo scomodare il sacro ad uso e consumo elettorale come il Cavaliere di Arcore fa per conquistare il monopolio del voto cattolico.
[Anno III, post n. 55 (432)]




