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Publié le 20/01/2009 à 16:03
Par amontanari
Riccione_primarie Dopo le primarie di domenica, il Pd riccionese si spacca. Dicono in molti: il voto è stato inquinato da partecipanti di destra, sul 25%: ovvero duemila suffragi circa (dei quasi ottomila espressi) andati al vincitore Massimo Pironi, consigliere regionale, e candidato amato dall'apparato e dal sindaco uscente. Che l'ha spuntata per ... 1.451 preferenze.

Per protesta escono dal Pd il vicesegretario Stefano Piccioni e l'ex assessore ai Lavori pubblici Giancarlo Gennari. Qualcun altro straccia la tessera. Platealmente.

L'altro candidato, il perdente Fabio Galli, denuncia: il risultato è stato "drogato dall'affluenza massiccia e organizzata dagli elettori di centrodestra", dai ciellini, dai parrocchiani di una certa chiesa e persino da qualche fascista nostalgico.

Parole grosse. A cui l'apparato del Pd risponde in maniera dolce, facendo finta di niente.
Il vincitore Pironi dice di aver previsto tutto: succede sempre che un 6-7% di voti alle amministrative passi da destra a sinistra.

Il risultato premierebbe la giunta attuale. Che era stata criticata dal perdente Galli. Appunto. Il segretario provinciale sostiene che queste "reazioni a caldo sfumeranno con il passare dei giorni". Ottimista come Veltroni lo scorso anno per le politiche...

Intanto questa sera su Internet non si leggono molte reazioni contrarie all'apparato. Ovvero grande dibattito democratico nel Pd.

[20.01.2009, anno IV, post n. 26 (746), © by Antonio Montanari 2009]

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