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Publié le 24/09/2008 à 17:54
Par amontanari
Barbara240908 Barbara Berlusconi aveva detto: nel mondo della finanza debbono esserci delle regole morali, "valori comuni che contrastino atteggiamenti illegittimamente consentiti e pericolosamente individualisti". Ed aveva ricordato i 27 mila dipendenti di Lehman Brothers, "che da un giorno all'altro si ritrovano senza lavoro".

"Liberazione", il foglio di Rifondazione, ha commentato: sono parole più forti di quelle pronunciate «da tutta l'opposizione parlamentare», a dimostrazione che ormai in Italia «governo e opposizione sono in una famiglia sola».

E da una sola famiglia, quella appunto del cavaliere, sono venute fuori posizioni divergenti con quelle del capo del governo, se la signora Barbara ha potuto sostenere: "Prima o poi la ricerca del profitto si scontrerà con le norme etiche e imporrà di scegliere tra l'una e le altre".

A Luca Ubaldeschi che l'intervistava sul conflitto d'interesse paterno, Barbara Berlusconi ha spiegato: "Il caso di mio padre è altra storia rispetto a ciò di cui abbiamo parlato finora. Sono convinta che il tema del conflitto di interessi abbia bisogno di una regolamentazione, ma il voto ha dimostrato che gli italiani non lo vivono come una necessità. Diciamo che esiste l'esigenza, non la richiesta".

Qui la giovane aspirante manager ha compiuto una brillante capriola nel discorso. Come al solito, la colpa è del popolo bue che non fa la richiesta di regolazione del conflitto d'interesse, mentre le menti più elette come la sua ne avvertono giustamente l'esigenza. A questo punto vale soltanto la pena di ricordare che se "gli italiani non lo vivono come una necessità", il conflitto d'interessi, un buon motivo ci deve pur essere. Forse se la signora Barbara s'aggira cautamente per casa, in qualche angolo lo dovrebbe trovare.Leader

[Anno III, post n. 291 (668), © by Antonio Montanari 2008]

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