A Palermo, Walter Veltroni ha cambiato tattica. Lasciato il buonismo "in continente", ieri sera ha attaccato il cavaliere: "Il mio avversario non vuole fare con me il confronto televisivo e me ne dispiace ma considero che sottrarsi in una campagna elettorale così importante sia qualcosa che non succede in nessun altro Paese e non deve succedere nemmeno nel nostro tanto più che si usano le proprie tv in modo da violare costantemente le regole del gioco".
Come suol dirsi, è stata una inversione "ad u". Per andare avanti, è tornato indietro sui suoi passi.
Si è finalmente accorto che "l'avversario" lo prendeva bellamente a schiaffi, e che non poteva porgere l'altra guancia all'infinito. Correva il rischio di prenderne tanti da non poter più aprire bocca.
Si è finalmente accorto che l'uso perverso della politica nelle tv del signor padrone-Berlusconi, gli sta gettando fango a palate 24 ore su 24.
Unico problema. Il suo cambiamento di rotta è stato fatto in tempo, od ormai è troppo tardi? In periferia i suoi candidati procedono con guanti di veluto, come il Veltroni "delle origini". Bisognerà che qualcuno li avvisi che qualcosa è cambiato, ieri sera a Palermo.
[Anno III, post n. 91 (468)]



