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Publié le 27/10/2008 à 18:20
Par amontanari
Gelmini27102008 Ricordate le vignette con la didascalia "Senza parole"? Bene, l'ho messa mentalmente sotto la foto della ministra Maristella Gelmini pubblicata dal "Corriere della Sera" di oggi a corredo dell'intervista che le è stata fatta, e che è riassunta da un titolo che appunto lascia senza parole: "Il mio modello è Obama".
Il testo è ancora più sconvolgente: Obama copia la Gelmini ("Sta proponendo per la scuola americana provvedimenti simili ai nostri...").

La ministra ha dimestichezza soltanto con i luoghi comuni appresi alla scuola del partito ed alla tavola del suo principale. Non sa ovviamente nulla di pedagogia. Le suggeriamo di leggere l'intervista con Francesco De Bartolomeis sull'ultimo "Tuttolibri". Dove lo studioso novantenne ricorda che la pedagogia "deve lavorare sui ponti che congiungono alla produzione, l'arte, la scienza, la vita".

La ministra cerca di conquistare consensi con frasi che non hanno fondamento storico, e sulle quali di potrebbero scrivere trattati per dimostrarne la inconsistenza.
Come quella che attribuisce ai sindacati la colpa degli stipendi da fame e della proletarizzazione dei docenti.
Per risollevare le sorti economiche della misera classe insegnante, ci sono due episodi da citare nella storia dell'Italia postbellica. Più di mezzo secolo fa, Amintore Fanfani motu proprio alzò gli stipendi. Trent'anni fa, i sindacati unitariamente ottennero lo stesso risultato con uno sciopero generale di tutte le categorie dei lavoratori. I quali compresero l'importanza del ruolo svolto dalla scuola nella società. Fu l'ultima volta.
E la ministra è frutto della cultura aristocratica di chi ha fatto i soldi e se ne sbatte altamente di tutti gli altri cittadini. Perché tutto si compra. Occhio, ragazzi, a non vendervi a questi signori. (O ad altri che possono apparire sul mercato della politica.)

A proposito di "comprare": "Berlusconi prima ha cercato di comprarmi offrendomi di fare il ministro.... Ma siccome è andato a vuoto, dice che sono un malvagio. La verità è che non sopporta le persone libere". Firmato Antonio Di Pietro.

[27.10.2008, Anno III, post n. 327 (704), © by Antonio Montanari 2008]

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