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Publié le 29/02/2008 à 18:11
Par amontanari
Commenti pensati da ipotetici spettatori sanremesi davanti alle immagini del festival.
Loredana Berté con le manette: "versione Di Pietro" secondo il cavaliere.
Berté e Ivana Spagna: la smorfia napoletana, anzi calabrese.
Baudo spiega a Chiambretti come sia difficile lavorare in Rai.
Mamma mia, i cinesi anche qui!
Daniele Piombi. Anche il festival ha i senatori a vita.
Quote rosa, a latere e non protagoniste.
Tatangelo. La cerca la Binetti. Ma che si cantano gli amori gay?
Quote rosa, da protagoniste. Quando lo dice Pippo Baudo.
[Anno III, post n. 65 (442)]
Publié le 28/02/2008 à 18:36
Par amontanari
 Spinto da una nota di Umberto Galimberti apparsa su "Repubblica" di oggi, ho ricercato su Internet notizie relative ad una «mostra dell'innominabile» che sarà inaugurata domani al Museo tridentino delle scienze naturali . E così ho scoperto che iniziative analoghe (è lo stesso materiale che viaggia?) ci sono state a Ravenna ed a Genova l'anno scorso. Chiarezza cronistica vuole che si completi il titolo della "mostra per bambini e ragazzi curiosi", che sarà annunciato sui manifesti con la parola più semplice del mondo, e la più censurata: "cacca". Il caso ha voluto che Galimberti accennasse alla parola "innominabile" proprio nel giorno in cui i giornali abbondano di una citazione che la richiama nella sua versione più corrente, forse meno aggraziata, e certamente molto diretta ed eloquente. Citazione fatta da un Pippo Baudo furioso per il calo degli ascolti sanremesi, in una conferenza stampa. In cui ha accusato la gente di volere trasmissioni litigiose adatte a trasformare il nostro Paese in una "Italia di merda". Ovviamente la parola, anzi la parolaccia, ha inquietato molti, per cui è stata censurata in tv, omessa sui giornali, come se essa potesse ancor oggi scandalizzare. Anche Dante la usa (per due volte): nella prima cantica della Commedia. La prima citazione è descrittiva della funzione corporale: «la corata pareva e 'l tristo sacco / che merda fa di quel che si trangugia» (XXVIII, 26-27). La seconda è descrittiva di un dannato: «vidi un col capo sì di merda lordo / che non parea s'era laico o cherco» (XVIII, 116-117). Dante è stato assolto già dai suoi tempi per l'uso "comico" che ne fa. Se hanno assolto lui, possono farlo anche con Baudo che in sostanza è un comico di professione. Il che poi ci autorizzerà nei momenti di umor nero di dire, anche senza riandare al flop festivaliero, che aveva ragione il Pippo nazionale di pensare di vivere in quel Paese. La seconda citazione potrebbe suscitare curiosità legate all'attualità pre-elettorale. Quel «che non parea s'era laico o cherco», per caso sarà stato mica iscritto al... [Anno III, post n. 64 (441)] anti_bug_fck
Publié le 27/02/2008 à 18:26
Par amontanari
Ogni fatto diventa sempre simbolo di un aspetto che è lontano dal fatto stesso in sé. Prendiamo la morte atroce dei due fratellini di Gravina. Li hanno ritrovati per caso. Li avevano cercati dappertutto, si diceva. Dappertutto, davvero? Anche lì dove poi per caso li hanno scoperti. Senza incolpare nessuno, possiamo porci delle domande: 1. E' ammissibile che il rudere di un palazzo così pericoloso per la sua struttura interna e non visibile, sia lasciato accessibile ai giochi dei bambini? 2. Chi è ne è proprietario con i connessi obblighi di legge per la pubblica sicurezza? 3. Quando il palazzo è stato visitato dagli inquirenti, è stata data un'occhiata superficiale o davanti a quel pozzo di 20 metri si è scesi visitando pure gli spazi ad esso collegati dove sono finiti i due fratellini? 4. Le ricerche sono state svolte anche in Romania dietro suggerimento di protagonisti autorevoli della vita cittadina. In base a quali elementi era stato presentato agli inquirenti quel suggerimento? 5. Se quel suggerimento fosse stato presentato da un normale cittadino e non da quei protagonisti autorevoli, quel cittadino ora sarebbe interrogato in maniera stringente?
A dimostrazione che "tutto il mondo è paese", ripubblico il post del 3 ottobre 2006, "I misteri di Rimini: "L'estate scorsa si erano dimenticati un cadavere in cella frigorifera all'obitorio, e ne cercavano due in mare e lungo il fiume... Adesso sapevano qualcosa dai vicini (cattivo odore...) di una casa in cui abitava una vecchia madre con due figli assistiti dai servizi psichiatrici. Dopo ferragosto i vigili sono andati, i figli hanno resistito nel silenzio. Ieri i medici ci hanno riprovato, dopo altre sollecitazioni dei vicini (quel cattivo odore...) e con l'aiuto della polizia. Morale della favola. La povera mamma era già uno scheletro. I figli aspettavano la resurrezione del suo corpo. Le autorità competenti forse anche loro". Aggiungo soltanto che anche per la povera donna dimenticata in obitorio, il ritrovamento è stato reso possibile per l'intervento di alcuni vicini. Presi da curiosità, si sono recati all'ospedale ed hanno chiesto di vedere dentro le celle frigorifere... [Anno III, post n. 63 (440)]
Publié le 26/02/2008 à 18:20
Par amontanari
Ieri sera la televisione ci ha portato dentro un dramma di cronaca nera proprio nell'ora dei tg della sera. Siamo rimasti choccati.
Era uno di quei momenti-verità in cui crollano le finzioni dello spettacolo, e restano immagini confuse, parole incerte perché la notizia sta nascendo proprio in quegli istanti.
Da Gravina di Puglia, con quel ragazzino caduto nel pozzo che fa scoprire i cadaveri dei due bambini scomparsi quasi due anni fa, a Sanremo il passo è stato lungo, molto lungo. Lo spettacolo dell'anno non poteva riuscire lo stesso di una serata normale. Ma quella di ieri non era una serata normale.
Per cui l'immagine più vera che abbiamo visto, è stata quella della presentatrice ungherese quando, nella sua commovente bellezza, ha pianto ricordando alcuni momenti della propria vita, ed ha detto di aver potuto lavorare in Italia soltanto sotto le mentite spoglie di domestica tuttofare. Un altro momento-verità è venuto oggi da Walter Veltroni. Messo alle corde dalla gerarchia ecclesiastica, si è rivolto ai cattolici presenti nel suo partito ed ha loro rivolto un appello: "Dobbiamo convivere". Per favore, diteglielo che i Pacs non sono mai stati approvati. [Anno III, post n. 62 (439)]
Publié le 25/02/2008 à 19:04
Par amontanari
Se WV lancia Rutelli sul Campidoglio, Rosy Bindi butta giù dalla torre Emma Bonino.
Non usa perifrasi, ma il duro linguaggio di un'età politica che credevamo abbandonato nel 'nuovo' Pd. Stamani su "La Stampa" Rosy Bindi ha dichiarato: "Lo dico da componente cattolica di questo partito: ho una grande stima di Emma Bonino e a lei chiedo di stare nelle nostre liste da ministro e non da radicale. Così come chiedo a Paola Binetti di stare nel Pd da democratica e non da cattolica. Penso che ci dovremo limitare un po' tutti", Dunque anche Rosy Bindi ha fatto retromarcia. Ha premesso: "Lo dico da componente cattolica". Ovviamente, prima viene la fede e poi l'adesione politica. Soprattutto dopo il can can delle ultime ore. Ha proseguito: a Emma Bonino "chiedo di stare nelle nostre liste da ministro e non da radicale". La radicale dimezzata, separata psichicamente fra due opposte funzioni, il ministro pd e l'antitetica fede radicale. Un caso da manuale psichiatrico quelle proposto dalla Bindi alla collega Bonino. La quale infatti sottolinea in una risposta che la richiesta avanzata a lei richiede di "praticare la schizofrenia" in una maniera impossibile. Rosy Bindi ha concluso con un'altra affermazione ("chiedo a Paola Binetti di stare nel Pd da democratica e non da cattolica") che contraddice la premessa ("Lo dico da componente cattolica"). Perché la Bindi può essere cattolica e la Binetti no? A questo punto va tutelata anche la Binetti, oltre che la Bonino, dalle 'pretese' di Rosy Bindi. Quando costei sostiene "Ci dovremo limitare un po’ tutti", sembra contraddirsi: lei fa la cattolica, ma non la può fare la Binetti così come non può essere radicale la Bonino. Sull'intervento di "Avvenire", si veda nel blog di P.L.Zanata il post di questa sera: "La chiesa cattolica ha messo pesantemente i piedi sul piatto delle lezioni. Ancora una volta si e’ intromessa su vicende che appartengono alla vita di uno stato, quello italiano, che e’ bene ricordare e’ uno stato laico. Una ingerenza inammissibile." 
Contro la presenza della Binetti nelle liste del Pd ("Se c'è lei non vi votiamo!"), è stata avviata una petizione nel blog "Bioetica" (curato da Chiara Lalli, nella foto sotto). 
[Anno III, post n. 61 (438)]
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