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Publié le 29/03/2008 à 19:00
Par amontanari

29032008 Non ci resta che ridere. Silvio Berlusconi ha la fissa della missione religiosa. E passi. Siamo nella sfera di lecite anche se discutibili posizioni mistico-politiche. Oggi ha detto che non può allontanare da sé "l'amaro calice".
Ridicolo? Semmai blasfemo. Ma lui si può permettere tutto.
Ieri ha parlato come se fosse il portavoce del cardinal Camillo Ruini. Oggi gli risponde per le rime l'ex compagno di banco Pier Ferdinando Casini. Che accusa il cavaliere di scarso o nessun rispetto verso la Chiesa.

Ma pure Casini si pone sullo stesso piano logico-politico di Berlusconi, essendo parte in causa ed avendo interessi da difendere rispetto all'elettorato a cui il capo del Pdl guarda con la stessa golosità del deputato bolognese.

Silvio o Perferdy non fa differenza. Il problema resta questo: a decidere le sorti dell'Italia è chiamato l'elettorato cattolico. Chiamato a comando a seguir certe direttive vaticane anche se milita nel Pd veltroniano. Questo è il tema centrale, per laici e cristiani impegnati in politica: quale trasversalismo guiderà le scelte politiche del futuro governo sia di destra o sia di sinistra? Non ci resta che piangere?

[Anno III, post n. 94 (471)]

Publié le 26/03/2008 à 19:07
Par amontanari

Blog260308 A Palermo, Walter Veltroni ha cambiato tattica. Lasciato il buonismo "in continente", ieri sera ha attaccato il cavaliere: "Il mio avversario non vuole fare con me il confronto televisivo e me ne dispiace ma considero che sottrarsi in una campagna elettorale così importante sia qualcosa che non succede in nessun altro Paese e non deve succedere nemmeno nel nostro tanto più che si usano le proprie tv in modo da violare costantemente le regole del gioco".

Come suol dirsi, è stata una inversione "ad u". Per andare avanti, è tornato indietro sui suoi passi.
Si è finalmente accorto che "l'avversario" lo prendeva bellamente a schiaffi, e che non poteva porgere l'altra guancia all'infinito. Correva il rischio di prenderne tanti da non poter più aprire bocca.
Si è finalmente accorto che l'uso perverso della politica nelle tv del signor padrone-Berlusconi, gli sta gettando fango a palate 24 ore su 24.

Unico problema. Il suo cambiamento di rotta è stato fatto in tempo, od ormai è troppo tardi? In periferia i suoi candidati procedono con guanti di veluto, come il Veltroni "delle origini". Bisognerà che qualcuno li avvisi che qualcosa è cambiato, ieri sera a Palermo.

[Anno III, post n. 91 (468)]

Publié le 25/03/2008 à 18:39
Par amontanari

25032008allam Ogni evento legato alla coscienza ed alla spiritualità merita rispetto, quindi non può essere messo in discussione da nessuno.
Diverso è il discorso sul modo con cui quell'evento è gestito e presentato. Soprattutto se quell'evento finisce sulla ribalta della cronaca e della politica che dovrebbero esser rispettosamente tenute alla larga.
Tra il "Dio lo vuole" (oppure "Dio è con noi") e la gestione di una conversione, c'è una bella differenza.
La conversione richiede silenzio, non pubblico "spettacolo" e dichiarazioni giornalistiche a piena pagina come ha fatto sul suo giornale Magdi Allam, vicedirettore "ad personam" del "Corriere della Sera".

Claudio Magris, sullo stesso quotidiano, esprime oggi una severa critica alle parole di Magdi Allam: "...nella lettera in cui racconta la sua rinascita spirituale, non si limita a ringraziare Dio per la grazia ricevuta, ma propugna contestualmente una precisa linea politica, affermando la natura 'fisiologicamente violenta di tutto l’Islam' e la conseguente necessità di combattere tutto l’Islam, il che non è conforme all’amore cristiano e al suo senso di fraternità universale".

Bobo Craxi ha detto a sua volta: "Una conversione dovrebbe essere un fatto privato, ma il giornalista Magdi Allam l'ha trasformata in un atto pubblico ed in un fatto politico, risalente alla propria ostinata denuncia contro i rischi che si annidano nel fanatismo religioso islamico".

Dunque, al clamore sì è associato uno spirito da crociata?
Molto severo (ed in questa direzione) appare il giudizio di "Rinascita": "Sotto i riflettori dei mass media, questo atto di un 'privato cittadino' è diventato l'occasione per attaccare l'Islam, bruciare quarant'anni di dialogo intereligioso, offendere gli ebrei, con la preghiera per la loro conversione, e tornare sempre più prepotentemente ad una chiesa, e perché no, ad un società preconciliare".

Forse ci sbagliamo noi a leggere l'evento in questo senso. Ma le cose (così come sono andate a Roma e nei  successivi commenti 'amici'),  non sembrano aiutarci a formulare un giudizio diverso.

La foto di destra è presa dal blog carlo-carlo.blogspot.com.
Sulle reazioni internazionali, si può leggere un'interessante rassegna in vistidalontano.blogosfere.it.
In salamelik.blogspot.com, Sherif El Sebaie scrive  a commento di una lettera: "
Vengano ora a dirci, razzisti e xenofobi vari che il problema è nell'immigrazione 'degli islamici'. La testimonianza di questo mio compagno di studi, cristiano, supera di gran lunga qualsiasi cosa abbia scritto io stesso su questo blog. A dimostrazione del fatto che bisogna agire, e subito, per evitare che l'Italia sia conosciuta internazionalmente come 'un paese di razzisti'. Questo è il vero amore per l'Italia".

Publié le 24/03/2008 à 18:04
Par amontanari
Ph2008032002697 L'accusa è del "Washington Post", con l'attribuzione di "quattro pinocchietti" a Hillary Rodham Clinton per aver dichiarato che nel 1966 atterrò nei Balcani, a Tuzla, "in mezzo al fuoco dei cecchini". Una foto di Doug Mills, Associated Press, la smentisce.

Quando la libera stampa americana agisce con grande rispetto della dentologia, vengono in mente episodi nostrani che stanno agli antipodi. Giornalisti che hanno lavorato per i servizi segreti, e che vanno in giro per l'Italia a fare conferenze non per spiegare come si scrive un buon articolo, ma a mostrare perché si considerano cittadini benemeriti per aver appunto lavorato con i servizi segreti.

Un episodio personale di qualche giorno fa. Mi contattano per mail per collaborare ad un blog politico locale. Chiedo un incontro. La gente, preferisco guardarla in faccia. Sono contattato telefonicamente. Uno dei due ideatori (entrambi industriali), è disposto ad incontrarmi a patto che mantenga segreta la sua identità. Ho spiegato che non ho troppo tempo da dedicare alla politica.


[Anno III, post n. 89 (466)]

Tutto sulla notizia di HRC in questo blog, testo di Fabrizio Tonello.

Publié le 23/03/2008 à 18:20
Par amontanari

Decido

La matematica non è un'opinione, ci dicevano quand'eravamo ragazzi per convincerci dei nostri errori di calcolo. Non vorrei che gli stessi errori li commettessero quelli che pensano alle prossime elezioni, in base ai sondaggi od ai confronti fra gli stessi sondaggi e gli esiti delle passate consultazioni.
In linea teorica ogni ragionamento è esatto. In pratica le cose cambiano e di molto. Perché i dati elettorali veri (del passato) e presunti (del prossimo aprile) possono rivelare soltanto un aspetto di facciata del problema.

La sostanza è un'altra. Ed è nascosta ai sondaggi ed ai calcoli. Prendo ad esempio la mia città. Le urne nel 2008 daranno un risultato conforme alle prospettive politiche nazionali o saranno legate agli 'interessi' locali rivelati già dalle amministrative del 2006?
Nel 2006 il candidato sindaco del centro-sinistra è salvato dai voti di centro-destra. Forza Italia scende da 25.335 voti a 12.128 (-52,13%). Qualcosa (+16,26) va ad AN che sale da 8.691 a 10.113. Il centro-destra era senza un candidato storico, quello improvvisatosi all'ultimo momento, succedeva ad un altro gettatosi nella mischia e poi fermato. Ufficialmente dal cuore (problemi di salute), ma immaginiamo anche dal «portafoglio»: lui gridava troppo forte un «sogno» nuovo che avrebbe rovinato molti affari in corso. Leggi speculazione edilizia. Contro la quale nella passata giunta si erano espressi addirittura due assessori: defenestrati.

Nella nuova giunta comunale, volti nuovi. Tra di loro c'è chi dichiara: "Non sono mai stata iscritta né vicina ad alcun partito, e più che interrogarmi sul centro-destra o sul centro-sinistra, alla proposta di un impegno in giunta, mi sono chiesta se mi sentivo di tirarmi indietro davanti all’opportunità di operare, da un altro punto di vista rispetto a prima, per le persone e la città".
La ciliegina sulla torta dell'assessore riminese indifferente alla destra ed alla sinistra, fu questa sua frase: "In giunta, sono considerata 'in quota' al mondo cattolico, più che a una coalizione".

2008, elezioni politiche, l'assessore indifferente finisce nella lista veltroniana per la Camera dei deputati. Dopo uno sconquasso che ha travolto la vecchia guardia di ex comunisti e di ex democristiani: ecco un caso di par condicio rigorosamente applicata.
Nel frattempo anche l'artefice delle fortune locali di An è stato 'sostituito' da un candidato voluto da Roma, a dimostrazione che non conta nulla l'attività politica svolta 'in sede', ma soltanto la volontà dei capi nazionali.

Per il candidato veltroniano proveniente dalla giunta comunale con tanto di dichiarazione di indifferenza tra destra e sinistra, dovrebbero votare, se la logica governasse le nostre cose, anche quei cattolici che due anni fa tradirono la lista locale berlusconiana e scelsero quella di centro-sinistra.
Ma così non avverrà. Comunque, resterà sempre con evidenza un fatto: che quel mondo cattolico di cui l'assessore si diceva espressione, è oggi ufficialmente entrato nel Pd, però senza avere più a disposizione quei voti grazie ai quali la giunta (di cui l'assessore faceva parte), ha potuto vincere le amministrative del 2006.

Con ciò si dimostra che non sempre 2 più 2 fa 4, ma che può anche fare 3. Se quel 52,13% perduto dal centro-destra torna all'ovile berlusconiano, la giunta comunale cittadina ne dovrebbe ricevere un schiaffo morale. Ma non sarà così. Si dirà che una cosa sono le amministrative ed una cosa le elezioni politiche.
Giusto. Non è possibile far quadrare il cerchio. Ma una logica ci dovrà pur essere nelle nostre azioni. Se ieri non andava bene l'obiettivo del centro-destra per la città, è segno che il centro-sinistra aveva le sue buone ragioni 'pratiche' per ottenere quel voto.
Adesso se quel voto torna a casa, anche i più ferrei veltroniani dovrebbero riconoscere che per governare in sede locale e nel Paese, occorre continuare con le strizzatine d'occhio, facendo finta di gareggiare con avversari che invece possono essere pure colleghi di un'eroica impresa, spacciata per il "salvataggio dell'Italia".
E se il Pd perdesse le elezioni, sarebbe giustamente pronto a sottolineare che i suoi candidati hanno avuto un'esperienza locale anche grazie al centro-destra che fu 'indisciplinato' nel 2006, e che lo stesso centro-destra dovrebbe essere riconoscente, come vincitore nel 2008...
Questo dicono i numeri, che non sono un'opinione, ma possono benissimo esprimerne parecchie. Anche di fastidiose. Come quelle che frullano per la testa della "Sinistra Arcobaleno" vilipesa da tutto il Pd in sede nazionale ma convivente in giunta cittadina.
[Anno III, post n. 88 (465)]

Stampa04032008

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