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Publié le 11/05/2008 à 17:26
Par amontanari

Brambillainterv E se domani l'affaire Michela Sconfitta Brambilla (l'ho ribattezzata così non sapendo che il giorno prima di me sull'Unità l'operazione onomastica era stata già fatta da una grande firma, Maria Novella Oppo), e se domani il caso Brambilla diventasse una di quelle grane che erano impensabili alla vigilia?

Rifiutata dai colleghi di partito di ambo i sessi (si legga sul Corriere della Sera di stamani un elenco di giudizi un po' pesanti), adesso la signora Brambilla è passata armi e bagagli in una lista di ipotetico "governo penombra".

Lista gestita però da Alessandra Mussolini, mica dal circolo della Libertà di un comune in provincia di Lecce.

Con la signora Mussolini alle spalle, la signora Brambilla dovrebbe avere la cura dei "rapporti" con il Parlamento.

Brambilla_giardino Funzione suscitatrice di pensieri inverecondi nella sezione maschile, e di profonde invidie e gelosie in quella femminile.
A dimostrazione che dove casca casca male, dopo essersi data tanto da fare per il successo di Silvio Berlusconi.

Sinceramente spiace che un volto nuovo della politica, sostenuto dal capo di un partito, possa finire nel dimenticatoio. Ulteriore segno di crisi della casta che comanda. Anche chi governa un partito personale come il cavaliere, alla fine deve fare retromarcia per le sue scelte. Non  c'è più religione né rispetto dei ruoli di comando.

Lo stesso può dirsi per quanto accaduto ieri sera nella trasmissione di Fabio Fazio.
Ormai abituato a lunghissime interviste con attori, ballerini e scrittori che raramente distolgono dal prender sonno, finalmente Fazio aveva avuto un guizzo di genialità con il Travaglio Marco che ha sfoderato una sua paginetta di dati circa la seconda carica del Senato.
Apriti cielo! Oggi soltanto Antonio Di Pietro sta dalla parte di Travaglio.

Domanda: ma se Di Pietro sta con Travaglio contro Pdl e Pd, non sarà che poi verso lo stesso Di Pietro marcerà  su Roma tutta solitaria la signora Brambilla in cerca di qualche rivincita?

Alessandramussolini1892_img Per la marcia su Roma i diritti letterari spettano ovviamente ad Alessandra Mussolini, lo sappia signora Brambilla.

[Anno III, post n. 137 (514), © by Antonio Montanari 2008]


Publié le 10/05/2008 à 17:24
Par amontanari

Tremonti03g Grazie compagno Giulio Tremonti, per aver detto che i sacrifici non li faranno "i poveri", ma "le banche e i petrolieri". Finalmente un vero socialista è andato al governo.

Ci spaventa soltanto una cosa, il titolo del suo recente libro (di grande successo): "La paura e la speranza".

Sembra quello di un'enciclica.


[Anno III, post n. 136 (513), © by Antonio Montanari 2008]

Publié le 09/05/2008 à 18:01
Par amontanari

Brambilla E se alla fine dovesse cambiare nome, la signora Brambilla? Da Michela Vittoria in Michela Sconfitta? Sempre meglio che Michela la Sanguinaria come minacciava di diventare per colpa dei suoi colleghi maschi. Che l'hanno odiata sin dal primo momento, vedendola sorgere minacciosamente come la luna che eclissa il sole.

Ma pur sempre qualcosa di sgradevole per questa signora che doveva essere il nuovo vero uomo del Pdl.
Un caso umano più che politico. Nata per rivoluzionare l'Italia con i suoi "Circoli" pagati dal cavaliere, rischia di diventare una Marianna spodestata da signori calvi ed ormai con la pace dei sensi, che governano il partito che ha vinto le elezioni.
Pure lei doveva diventare ministro, come minino, dopo tutto quello che ha fatto per Berlusconi. Invece. Sarà vice se andrà tutto bene, oppure sottosegretaria, oppure niente.

E così rischia di restare famosa, nella memoria collettiva e nelle cronache del Palazzo, soltanto per quelle calze birichine sfoggiate in tivù: un barlume di coscia amalgamato in quello sguardo assassino che rende pur sempre giustizia a questa giovane e bella signora. Innamoratasi di un'idea (quella del capo) e per questo vilipesa dai maestri del cerimoniale di Arcore. Che si sono sentiti subito spodestati e cacciati nel dimenticatoio.

Per questo fatto, essi l'hanno aggredita con la retorica delle "buone" maniere, e dalla sua professione hanno ricavato quel soprannome perfido, "la pescivendola".
L'aveva persino difesa Antonio di Pietro, nell'agosto 2007 dopo l'attribuzione dell'etichetta lavorativa.

Pochi giorni fa, la signora Veronica Lario in Berlusconi ha giustificato la sua assenza dalle cerimonie pubbliche con una di quelle frecciate al curaro che prima o poi producono il loro effetto micidiale: le mogli debbono restare "tranquillamente nell'ombra".
Aggiungendo: "Mio marito può portare sotto i riflettori della politica la Brambilla".

Forse in quelle parole, più che nelle manovre dei maestri del cerimoniale della corte di Arcore, c'era la definitiva condanna al silenzio per Michela Sconfitta Brambilla.

Resta una soluzione brillante. Divenuta invisibile, potrebbe passare nel governo ombra di Veltroni che la tutelerebbe nella sua vita in ombra, e non più all'ombra del capo.

Il quale ha un nuovo idolo, diventato ministro direttamente dalle passerelle televisive, Maria Rosaria Carfagna.

Carfagna

[Anno III, post n. 133 (510), © by Antonio Montanari 2008]

Publié le 08/05/2008 à 18:38
Par amontanari

Paura Aumentano i reati, crescono le paure, parola di Istat. Non lo metto in dubbio. Ma resto convinto che siano più pericolose le cosiddette persone affidabili, dei tanti sconosciuti che incrociamo per strada.

Anni fa tentarono di rubarmi una vil borsa di plastica da cinque euro, piena di libri e giornali. Era infilata nel cestino sotto il fanale anteriore della bici. Uno dei due ragazzi in moto cerca di sfilarla, la cinghia si ferma al fanale, lui molla la presa, e se ne vanno.

Non mi hanno fatto cadere, li ho mentalmente ringraziati.
Quando ne parlo, o quando possono entrare obliquamente in un discorso, li ricordo come tra le poche persone oneste che abbia incontrato.

Non mi fanno paura gli stranieri e gli sconosciuti. Ho sperimentato che il male maggiore mi è venuto soltanto da persone con cui si lavorava a contatto di gomito.
Le caramelle avvelenate me le hanno sempre rifilate i vicini di scrivania. Non gli sconosciuti.

Documento 1
Documento 2

[Anno III, post n. 131 (508), © by Antonio Montanari 2008] 

Foto "Vichi".

Publié le 07/05/2008 à 18:26
Par amontanari

Se l'uomo galante fa le galanterie, l'uomo-Garante (quello addetto alla tutela della privatezza, Francesco Pizzetti [foto da "Repubblica"]) Pizzetti fa apprezzate "garanterie". Molto simili ai quei "tanto sottili provvedimenti" che già andavano di moda all'epoca di Dante Alighieri ("Purgatorio", VI, 142-143). E che, però, duravano ben poco, stando alla "Divina Commedia" dove leggiamo che essi, filati ad ottobre, non duravano neppure sino a metà novembre (vv. 143-144).

Vietata la diffusione via Internet dei dati fiscali della popolazione italiana, il Pizzetti Garante, ritiene oggi che la stessa diffusione sia lecita per i giornali.

A questo punto la "garanteria" diventa astrusa materia giuridico-costituzionale per il "semplice" cittadino che è costretto ad alzare le mani in segno di resa, ma soltanto dopo aver ricordato quella massima aurea del Diritto romano, secondo cui "summum ius, summa iniuria".

Ciò premesso visto e considerato, il semplice cittadino ha diritto ha ritenere queste "garanterie" una inutile carineria giuridica tanto per tenere la scena e giustificare lo stipendio.

Una volta c'era il pubblico banditore con tanto di tamburo, poi vennero giornali e manifesti, adesso c'è Internet.
La "localizzazione" delle notizie, cioè il principio per cui soltanto i concittadini possono conoscere i redditi dei residenti nel loro Comune, rassomiglia tanto alla etichetta dei formaggi e dei salumi. In questione di cibo si vuole garantire la provenienza del prodotto, in tema fiscale si vuole delimitare l'area geografico-politica di diffusione delle notizie. Si teme la propagazione di qualche contagio.
Il provvedimento del Garante è una specie di cordone sanitario che non ha nessuna giustificazione logica.

Ovviamente il Potere ha sempre ragione, sia che usi galanterie (leggi: favori personali), sia che ricorra a "garanterie", ovvero la più alta e nobile forma di autogestione del Potere stesso.

Lo sappiamo, signor Garante, che gli evasori non sono in lista, ma per favore lei ci suggerisca un modo non pruriginoso e rispettoso della legalità per non far fare la figura dei fessi a noi cittadini che paghiamo le tasse sino all'ultimo centesimo, che non possiamo evadere un euro, che al massimo possiamo essere oggetto di interessata attenzione, se qualcuno falsifica i conti e spedisce le cartelle pazze. Per cui dobbiamo anche incazzarci all'Ufficio delle Entrate.

Lei garantisca anche chi non ha protezioni "galanti". Quelle di chi ad esempio ha bellamente giocato per troppo tempo sulla differenza fra elusione ed evasione.
Ciò premesso, resto convinto che soltanto con Prodi e con Visco fosse iniziata una vera lotta all'evasione. Ma... come non detto, ben inteso.

Post scriptum. Cercavo una foto del garante, ed è sbucata fuori anche questa immagine su "Google che non ha privacy".

Googlenoprivacy [Anno III, post n. 130 (507), © by Antonio Montanari 2008]

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