Misteri italiani. Grandi firme pessimiste sulla nostra vita politica. Da Sorgi a Lucarelli
Spaventa, quest'Italia del 2009. Sgomentano i commenti di penne illustri sui giornali di oggi.
Marcello Sorgi ("Stampa") sostiene che la "politica italiana è immobile", che i politici contemporanei "sono troppo impegnati a dimostrare che non c’entrano nulla con la politica": "Cosa facciano tutto il giorno - a parte ricoprirsi di insulti in diretta tv - non si capisce".
L'editoriale di Carlo Lucarelli su "l'Unità" definisce "speciali" i misteri italiani. Perché da noi c'è "qualche potere forte, che per motivi suoi non vuole la verità".
Giancarlo De Cataldo, su "Repubblica" conclude analogamente: "... i misteri italiani continuano a ossessionarci con le loro domande irrisolte". Il riferimento è al caso di Emanuela Orlandi, giugno 1983.
Goffredo Buccini sul "Corriere della Sera" richiama il caso Montesi, 1953, ed un pezzo su Antonio Ghirelli scritto da Aldo Cazzullo il 17 marzo 2007 sullo stesso quotidiano, ed intitolato: "E il caso Montesi fece nascere il centrosinistra".
Fanfani passava alla sinistra comunista informazioni riservate. Che finivano immediatamente su "Paese Sera". Raccontava Ghirelli: "Montammo una campagna durissima contro il povero Attilio Piccioni sullo scandalo Montesi, in cui il figlio non c' entrava nulla; ma noi ricevevamo informazioni riservate dal ministro degli Interni, che era poi il rivale di Piccioni nella successione a De Gasperi, Amintore Fanfani, di cui condividevamo il disegno del centrosinistra".
Tra quanti decenni i nostri posteri sapranno la verità su quanto sta accadendo con questi "misteri italiani"? C'è chi trama e c'è chi trema.
Lucarelli propone tre regole: 1. Indagare subito e su tutti i fronti. 2. Una "corretta controinformazione". 3. "L'interesse forte e costante, il controllo dell'opinione pubblica".
Il caso di Fanfani contro Piccioni e con le notizie passate ai comunisti di "Paese Sera", fa parte di quella politica sporca che è "disinformazione" istituzionale.
Il bello di oggi è che grazie alle tivù gestite dal potere e da chi lo detiene, la "disinformazione" istituzionale non ha bisogno di soffiate. Nasce spontanea ma non gratuita.
D'Alema ha pagato le colpe di un Pd né carne né pesce
Il fascinoso e bicamerale Baffino italico è stato accantonato. Ha vinto la bruttina stagionata ma baronessa Catherine Ashton.
Bocciata, la proposta nostrana, per colpa di chi? Non sembra avere responsabilità il governo. C'entrano i discorsi politici della sinistra socialista europea che non ha visto di buon occhio il rappresentante di un partito come il Pd che rischia di apparire né carne né pesce nel contesto internazionale.
Un Pd che considera un termine osceno la parola socialdemocrazia, ha ricevuto un bello schiaffo che dovrebbe farlo meditare.
Censis: gli italiani leggono sempre meno. (Però parlano sempre di più)
Diagnosi del Censis: la lettura dei libri in Italia sta perdendo terreno. Non è che sia mai andata al massimo. Uno scrittore mio concittadino, oltretutto direttore della pubblica biblioteca, oltre che insegnante in precedenza, amava riassumere il quadro locale in una battuta: "Se una madre vede il figlio chino sopra un libro, chiama il dottore".
Gli italiani leggono sempre meno, non soltanto i libri, ma pure i giornali. Però parlano sempre di più. Ammaestrati dalla televisione, dove l'importante è aggredire chi la pensa diversamente. E viziati dalle stesse redazioni giornalistiche delle emittenti grandi o piccole che schiaffano un microfono sotto il naso del primo che passa e che non sa nemmeno quale sia l'argomento per il quale è richiesto il suo illuminato parere.
C'è poi una mutazione genetica che, per forza di cose, la politica governativa ha imposto ai suoi "scrittori". Il giornalista non fa più il giornalista, non interroga, non interpella, non chiede chiarimenti, se sta dalla parte del potere berlusconiano. No, aggredisce chi la pensa in maniera contraria. E questo è nulla, rispetto a chi in passato ha avuto altre vocazioni, frequentando persino certi servizi non igienici ma egualmente segreti, per i quali non dava senza non aver ricevuto.
Una rete televisiva nazionale anni fa, in un programma di successo, interpellò un anziano romagnolo con questa domanda a bruciapelo: "Dove sono le zone erogene?". Risposta sicura e ferma: "Ah, sì, là in fondo dietro al mercato".
Berlusconi smentisce le indiscrezioni, Mastella smentisce se stesso
Lo stupore del premier è una categoria logica a se stante. Quindi va posta sopra un altare, davanti al quale i suoi sostenitori sosteranno in adorazione.
Lo stupore nasce dalle "notizie che continuano a fare apparire come imminente un ricorso alle elezioni anticipate". Notizie, va aggiunto, che provengono da ambienti a lui vicini. Ad esempio (ma soltanto ad esempio), il presidente del Senato Schifani aveva proclamato: se la maggioranza non è compatta, si torna alle urne.
Era una risposta diretta al presidente della Camera Fini che aveva proposto dei distinguo rispetto alla linea del governo.
Ci permettiamo di ripetere pure per Schifani quello che abbiamo osservato a proposito di Fini: sono situazioni anomale quelle in cui i rappresentati istituzionali (presidenti di Senato e Camera) trattano di questioni politiche relative ai partiti da cui provengono.
Davanti allo stupore di Berlusconi, possiamo sfoderare soltanto lo stupore nostro, di cittadini che credono nella Costituzione.
E' lo stesso stupore che proviamo leggendo la nota di G. A. Stella sul "CorSera" di oggi, dove si ricordano due momenti politici di Mastella. Quello odierno che smentisce contatti con Berlusconi nel 2008. Ed un'intervista del "Corrierone" dello stesso 2008 (2 marzo) alla signora Sandra Mastella che definiva "uomo inaffidabile, vergognosamente inaffidabile" Berlusconi. Con successiva conferma dello stesso Mastella marito (Ansa, 11 marzo 2008): "L'accordo con Berlusconi c'era". Era addirittura un "accordo scritto".
Ministro Bondi: l'Italia è assediata dalla magistratura, la patria in pericolo
Sandro Bondi, l'inquisitor cortese, rovescia il modo berlusconiano di attaccare la magistratura. Sinora il cavaliere aveva accusato i giudici di perseguitarlo. Adesso Bondi mette in ombra la figura del primo ministro, ne fa il simbolo di un rito sacrificale celebrato nei tribunali per assediare la democrazia di questa povera Italia.
Mossa astuta, abile, ma non per questo lontana da ogni logica e dalla realtà della cronaca vera. Per Berlusconi la discesa in campo fu il tentativo, da lui stesso ammesso (con Enzo Biagi), di salvarsi.
Bondi fa l'antigalileo. Nega l'evidenza. Al centro del mondo c'è la Terra che è il suo cavaliere. Loschi figuri cercano di detronizzarlo. Non già per rovinare Berlusconi, come lo stesso Berlusconi ha sempre sostenuto. No, per distruggere la democrazia italiana, che nel cavaliere s'incarna, sublima e realizza.
Siamo alla pura fantapolitica, per essere rispettosi delle umane debolezze. Più pericolosa della stessa politica fatta di bugie.