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Publié le 26/08/2007
Par amontanari
L’Italia è «un Paese nel quale, davanti ai problemi, non ci si mette a risolverli, si grida». A conclusione del Meeting riminese di Comunione e Liberazione,  l’autorevole parere di Giancarlo Cesana illumina la svolta del movimento e del momento.

Berlusconi, addio. Accomunato a Prodi in un disprezzo palese, il Cavaliere ha ricevuto un solenne benservito dai «ragazzi» giunti al loro classico incontro culturale di agosto. Dove come ogni anno si è parlato di tutto, compresa quindi anche la politica che, ha proseguito Cesana, «non è tutta la vita ma una società va avanti con la politica». (Ohibò, ce ne eravamo accorti anche noi.)

La delusione di Cesana per Forza Italia ed il suo leader deve essere molto forte se, alla proposta di Giulio Tremonti di fare l’alzabandiera nelle scuole, ha risposto con un commento che più velenoso non si può: «Ho il sospetto che l’unica bandiera da alzare sia quella bianca».

Faremmo torto all’intelligenza di Cesana, se attribuissimo la sua disillusione amara per la crisi della politica soltanto a quella dell’ultimo anno, cioè al governo di Romano Prodi. La battuta riservata a Tremonti ci conferma che disgusto e disincanto sono a 360 gradi. Con un «ma» che non è di poco conto. Nella visione religioso-filosofica di un movimento ecclesiale quale CL, la politica entra come un accidente della Storia, ovvero come qualcosa che deve aderire e mirare a valori eterni (la Verità di cui si discuteva quest’anno al Meeting).

Orbene, quando il contesto delle vicende umane (leggi i fatti della Politica) non risulta più rispondente alla Verità a cui si guarda, allora si gira pagina.
Detto in parole povere, né Pd né Pdl possono bastare, ed ecco infatti che localmente nascono proposte cielline in vista delle prossime elezioni amministrative sulle quali si pone il santino benedicente del leader lombardo Formigoni.

Queste proposte locali dimostrano che a CL non interessa nulla della discussione in corso sul Pdl di Silvio e Michela Vittoria Brambilla, soprattutto dopo le odierne dichiarazioni di Umberto Bossi: «Per i fucili c'è sempre la prima volta».

Quella bandiera bianca di cui ha parlato Cesana lasciando Rimini, richiama la classica vignetta del naufrago che sventola in cerca di aiuto le mutandone di un tempo. Però dietro il discorso di Cesana non c’è la disperazione del naufrago. Il tema del Meeting 2008 conferma la visione delle certezze: «O protagonisti o nessuno». Bello e difficile, il tema, con il rischio di avvilirci ancor più, ricordando il passo evangelico dei molti chiamati e dei pochi eletti.
Ovviamente non si parlava delle urne per le amministrative o per il parlamento.
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