Ogni evento legato alla coscienza ed alla spiritualità merita rispetto, quindi non può essere messo in discussione da nessuno.
Diverso è il discorso sul modo con cui quell'evento è gestito e presentato. Soprattutto se quell'evento finisce sulla ribalta della cronaca e della politica che dovrebbero esser rispettosamente tenute alla larga.
Tra il "Dio lo vuole" (oppure "Dio è con noi") e la gestione di una conversione, c'è una bella differenza.
La conversione richiede silenzio, non pubblico "spettacolo" e dichiarazioni giornalistiche a piena pagina come ha fatto sul suo giornale Magdi Allam
, vicedirettore "ad personam" del "Corriere della Sera
".
Claudio Magris
, sullo stesso quotidiano, esprime oggi una severa critica alle parole di Magdi Allam: "...nella lettera in cui racconta la sua rinascita spirituale, non si limita a ringraziare Dio per la grazia ricevuta, ma propugna contestualmente una precisa linea politica, affermando la natura 'fisiologicamente violenta di tutto l’Islam' e la conseguente necessità di combattere tutto l’Islam, il che non è conforme all’amore cristiano e al suo senso di fraternità universale".
Bobo Craxi ha detto a sua volta: "Una conversione dovrebbe essere un fatto privato, ma il giornalista Magdi Allam l'ha trasformata in un atto pubblico ed in un fatto politico, risalente alla propria ostinata denuncia contro i rischi che si annidano nel fanatismo religioso islamico".
Dunque, al clamore sì è associato uno spirito da crociata?
Molto severo (ed in questa direzione) appare il giudizio di "Rinascita
": "Sotto i riflettori dei mass media, questo atto di un 'privato cittadino' è diventato l'occasione per attaccare l'Islam, bruciare quarant'anni di dialogo intereligioso, offendere gli ebrei, con la preghiera per la loro conversione, e tornare sempre più prepotentemente ad una chiesa, e perché no, ad un società preconciliare".
Forse ci sbagliamo noi a leggere l'evento in questo senso. Ma le cose (così come sono andate a Roma e nei successivi commenti 'amici'), non sembrano aiutarci a formulare un giudizio diverso.
La foto di destra è presa dal blog carlo-carlo.blogspot.com
.
Sulle reazioni internazionali, si può leggere un'interessante rassegna in vistidalontano.blogosfere.it.
In salamelik.blogspot.com
, Sherif El Sebaie
scrive a commento di una lettera: "Vengano ora a dirci, razzisti e xenofobi vari che il problema è nell'immigrazione 'degli islamici'. La testimonianza di questo mio compagno di studi, cristiano, supera di gran lunga qualsiasi cosa abbia scritto io stesso su questo blog. A dimostrazione del fatto che bisogna agire, e subito, per evitare che l'Italia sia conosciuta internazionalmente come 'un paese di razzisti'. Questo è il vero amore per l'Italia".



