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Publié le 25/03/2008
Par amontanari

25032008allam Ogni evento legato alla coscienza ed alla spiritualità merita rispetto, quindi non può essere messo in discussione da nessuno.
Diverso è il discorso sul modo con cui quell'evento è gestito e presentato. Soprattutto se quell'evento finisce sulla ribalta della cronaca e della politica che dovrebbero esser rispettosamente tenute alla larga.
Tra il "Dio lo vuole" (oppure "Dio è con noi") e la gestione di una conversione, c'è una bella differenza.
La conversione richiede silenzio, non pubblico "spettacolo" e dichiarazioni giornalistiche a piena pagina come ha fatto sul suo giornale Magdi Allam, vicedirettore "ad personam" del "Corriere della Sera".

Claudio Magris, sullo stesso quotidiano, esprime oggi una severa critica alle parole di Magdi Allam: "...nella lettera in cui racconta la sua rinascita spirituale, non si limita a ringraziare Dio per la grazia ricevuta, ma propugna contestualmente una precisa linea politica, affermando la natura 'fisiologicamente violenta di tutto l’Islam' e la conseguente necessità di combattere tutto l’Islam, il che non è conforme all’amore cristiano e al suo senso di fraternità universale".

Bobo Craxi ha detto a sua volta: "Una conversione dovrebbe essere un fatto privato, ma il giornalista Magdi Allam l'ha trasformata in un atto pubblico ed in un fatto politico, risalente alla propria ostinata denuncia contro i rischi che si annidano nel fanatismo religioso islamico".

Dunque, al clamore sì è associato uno spirito da crociata?
Molto severo (ed in questa direzione) appare il giudizio di "Rinascita": "Sotto i riflettori dei mass media, questo atto di un 'privato cittadino' è diventato l'occasione per attaccare l'Islam, bruciare quarant'anni di dialogo intereligioso, offendere gli ebrei, con la preghiera per la loro conversione, e tornare sempre più prepotentemente ad una chiesa, e perché no, ad un società preconciliare".

Forse ci sbagliamo noi a leggere l'evento in questo senso. Ma le cose (così come sono andate a Roma e nei  successivi commenti 'amici'),  non sembrano aiutarci a formulare un giudizio diverso.

La foto di destra è presa dal blog carlo-carlo.blogspot.com.
Sulle reazioni internazionali, si può leggere un'interessante rassegna in vistidalontano.blogosfere.it.
In salamelik.blogspot.com, Sherif El Sebaie scrive  a commento di una lettera: "
Vengano ora a dirci, razzisti e xenofobi vari che il problema è nell'immigrazione 'degli islamici'. La testimonianza di questo mio compagno di studi, cristiano, supera di gran lunga qualsiasi cosa abbia scritto io stesso su questo blog. A dimostrazione del fatto che bisogna agire, e subito, per evitare che l'Italia sia conosciuta internazionalmente come 'un paese di razzisti'. Questo è il vero amore per l'Italia".

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