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Publié le 17/04/2008
Par amontanari

Bertinotti03 Oggi Francesco Merlo ha lanciato su "Repubblica" un appello: "Salvate il soldato Fausto" (Bertinotti). Soltanto per "salvare gli interessi deboli, dell'Italia povera". E nell'elenco delle categorie che compongono questa "Italia povera", Merlo inserisce anche la mia, quella degli "insegnanti, che guadagnano meno degli operai qualificati".

Merlo forse non lo sa, ma se c'è stato un 'mondo' politico avverso agli "insegnanti" è stato proprio quello rappresentato dal "soldato Fausto".
Nell'ultimo mezzo secolo, soltanto due interventi sono stati operati per sfamare il corpo docente. Negli anni '50 del secolo scorso da Amintore Fanfani il quale aumentò le paghe degli insegnanti senza che ci fosse stata nessuna loro azione sindacale. Fu commosso dallo stato pietoso in cui essi versavano, e dalla condizione di afonia politica che in loro provocava il senso della missione educativa.

Poi quasi trent'anni fa ci fu un'azione unitaria di tutti i sindacati confederali (Cgil, Uil, Uil) che mobilitò per il personale della scuola persino le fabbriche.
Dopo più nulla è avvenuto, per il disinteresse della classe politica intera, protesa a conseguire altri obiettivi che non fossero quelli della dignità salariale dei docenti.
Il "riformista" Veltroni se avesse vinto non avrebbe fatto nulla per loro. Il "liberale" Berlusconi non farà nulla. Le priorità sono sempre altre.

Circa la questione del "salvare gli interessi deboli, dell'Italia povera", se può servire anche "il soldato Fausto", va bene la proposta di Merlo. Ma possibile che, anno Domini 2008, soltanto questo antico politico che ultimamente parlava soltanto delle sue visioni mistiche, debba avere il monopolio nella tutela "dell'Italia povera"?
Il soldato Fausto andrebbe salvato per un altro motivo: rappresenta una delle voci del dibattito storico e politico dell'Europa.

La "porcata" della legge elettorale ci ha avviato ad una specie di (falso) bipartitismo mascherato da bipolarismo. Non vorrei che in entrambi gli schieramenti usciti dalle urne, si facesse strada l'idea che si governa bene soltanto con un unico partito. Se si mettono a studiare il trucco, questi qui ci riescono... L'unico capace di resistere sarà alla fine soltanto Bossi? Ad maiorem gloriam Legae...

A proposito di Lega: essa ha ereditato il disprezzo 'operaio' verso chi opera nel mondo della scuola: per i padroncini del Triveneto contava soltanto, sino a poco tempo fa, l'avviare i figli giovani al lavoro. Per loro la cultura era una perdita di tempo.

Anche questa è una 'visione' che andrebbe ridiscussa nel contesto attuale. Per verificare se sopravvive.
Mentre la scuola decade sempre più nella preparazione dei nostri giovani, l'unica speranza sta nella buona volontà e nell'intelligenza dei figli degli immigrati. Di qui a vent'anni saranno essi che assumeranno in nero i 'vagabondi' eredi della cattiva borghesia italiana. E saranno questi eredi a sognare un santo protettore come quel "soldato Fausto" a cui oggi Merlo attribuisce virtù taumaturgiche per sollevare le sorti dell'Italia povera. O per meglio dire dei poveri d'Italia.

[Anno III, post n. 121 (498), © by Antonio Montanari 2008]

Rep_1269 La sindacalista delle prostitute romane, Maria Ornella Serpa, dice: "Senza i politici noi moriremmo di fame". Da un'anticipazione del Venerdì di Repubblica.

La foto è presa dal sito di Repubblica.

[Anno III, post n. 120 (497), © by Antonio Montanari 2008]

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