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Publié le 22/10/2009
Par amontanari
Berlusconi a Mosca. Tanti misteri ed una certezza: gli Usa non gradiscono

Putin_berl


Prima era soltanto una visita privata fra vecchi amici, quella di Berlusconi a Putin. Poi è divenuta (parole del ministro italiano degli Esteri, Frattini), un incontro "in cui si parla di politica estera e di problemi di politica economica estera", insomma "un meeting tra due persone che si stimano e si incontrano spesso e che hanno deciso di farlo ancora una volta".

Tutto sommato, si è trattato di una solenne presa in giro fatta a danno dei cittadini italiani. Il guaio è che la presa in giro diventa ben più irritante nei confronti della diplomazia internazionale, soprattutto verso gli Stati Uniti d'America.

Abbiamo già scritto il 18 ottobre scorso che Edward Luttwak in un'intervista a "Ballarò", ha dimostrato che gli Usa non sono più tanto amici di Berlusconi. Perché il cavaliere si è schierato con Putin sulla Georgia e soprattutto ha fatto quell'accordo fra Eni e Gazprom, considerato un'operazione che rimette in gioco la Russia.

Presentandosi come uno "sPutinato" accalorato, Berlusconi non aiuta ad aumentare il credito internazionale dell'Italia. E soprattutto aumenta la diffidenza che gli Usa possono nutrire verso il nostro governo, con danni di cui pagheranno le conseguenze (pensate agli aspetti commerciali) soltanto i semplici cittadini, non i politici che agiscono pavoneggiandosi nella ribalta domestica o sulla scena compiacente (perché interessata) di certi amici stranieri.

Fonte foto: CorSera.

[22.10.2009, anno IV, post n. 306 (1026), © by Antonio Montanari 2009. Mail.]

Divieto di sosta. Antonio Montanari. blog.lastampa.it
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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